Papa Francesco, la Santa Sede in gran segreto sta alacremente lavorando per la successione. Chi è Pietro Parolin

Papa Francesco continua ad essere sofferente e forse le sue condizioni gli potrebbero impedire di tornare nella pienezza dei suoi poteri
Di Manlio Milana
Cardinale Pietro Parolin

La Santa Sede in modo delicato e con estrema discrezione, anzi in gran segreto come è giusto che sia, sta alacremente lavorando per la successione. Papa Francesco continua ad essere sofferente e forse le sue condizioni gli potrebbero impedire di tornare nella pienezza dei suoi poteri, in un momento particolarmente difficile e peraltro nel pieno svolgersi del Giubileo.

Il nuovo Papa: un nome unico da eleggere

Molto attivi quindi i cardinali che vivono a Roma, soprattutto perché c’è la possibilità che il Papa annunci presto le proprie dimissioni, che nessuno si sente di escludere. I cardinali lontani ovviamente sono tutti in procinto di ricevere comunicazioni inerenti ai cosiddetti papabili. Vista la situazione particolarmente difficile si sarebbe orientati verso un unico nome da eleggere nelle prime tre votazioni. Tutto fa pensare che il profilo del cardinale Pietro Parolin potrebbe essere quello più indicato per le sue caratteristiche e le sue esperienze che lo hanno visto protagonista in politica estera e ultimamente molto attivo sin dal primo momento dell’invasione russa dell’Ucraina.
In caso non si arrivasse a questo ci vorrebbe molto tempo per raggiungere una maggioranza in Conclave e né la Santa Sede e né il mondo intero, in questo particolare momento storico, si può permettere un tale rallentamento.

Chi è il cardinale Pietro Parolin

Pietro Parolin (70 anni) è un fine diplomatico, è segretario di Stato della Santa Sede dal 2013, ordinato cardinale da Papa Francesco, il 22 febbraio del 2014. È entrato nel servizio diplomatico prestando la propria opera presso le nunziature di Nigeria e Messico poi ha curato un difficilissimo lavoro di relazioni con paesi asiatici importanti come Vietnam e Cina e si è impegnato per l’adesione vaticana al trattato di non proliferazione nucleare. Nel 2009 venne nominato nunzio apostolico in Venezuela in un momento molto difficile per i rapporti tra la Chiesa e le autorità politiche del Paese sudamericano guidato dal boliveriano Hugo Chàvez. Insomma, visto il panorama attuale che il mondo ci offre in questo momento, il cardinale Pietro Parolin sembra proprio essere l’uomo giusto al posto giusto e che, soprattutto, può garantire una straordinaria e specifica preparazione.

 
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