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Pendolari Ferrovia Roma Nord: parte l’ammodernamento ma senza treni nuovi il futuro resta incerto

Il Comitato Pendolari ha presentato una proposta innovativa alla Regione Lazio
Di Redazione
Treno della Ferrovia Roma-Viterbo
Ferrovia Roma-Viterbo

Lavori al via, pendolari in trincea

Lunedì 23 giugno alle ore 10 partiranno ufficialmente i lavori per l’ammodernamento della tratta extraurbana della Ferrovia Roma Nord, con l’apertura del cantiere alla stazione di Castelnuovo di Porto. All’evento parteciperà anche l’assessore regionale Fabrizio Ghera, ma le aspettative dei pendolari non sono di festa. Il Comitato della linea è stato invitato, ringrazia, ma non dimentica: il progetto parte in una situazione di servizio fortemente compromessa, con migliaia di corse soppresse solo nei primi sei mesi del 2025, mezzi vetusti e il rischio concreto di ritrovarsi nel 2027 con una linea moderna ma treni ancora vecchi, sporchi, insicuri e insufficienti.

Cantiere aperto

Il piano approvato riguarda un ammodernamento generale e il raddoppio parziale della linea tra Riano e Morlupo, cinque chilometri su oltre ottanta di percorso extraurbano. Tra Montebello e Riano si parla solo di “predisposizione al raddoppio”. Tradotto: nessun secondo binario vero e proprio, per mancanza di fondi e progetti esecutivi. Oggi come allora – ricordano dal Comitato – si torna al paradosso di dover spendere quasi il triplo per ottenere meno della metà. Nel 2012 sarebbero bastati 60 milioni di euro per raddoppiare l’intera tratta. Oggi si parla di circa 300 milioni tra lavori e nuovi convogli, che però rischiano di non arrivare.

La vera emergenza: i treni

Secondo i dati diffusi dal Comitato Pendolari, al momento circolano appena 6-7 treni sugli oltre 20 teoricamente disponibili. I convogli Firema, quelli più anziani, sono in manutenzione straordinaria a rotazione continua, e sono diventati simbolo del degrado su rotaia: graffiti, interni rovinati, aria condizionata assente, problemi tecnici quotidiani. Alcuni sono già stati classificati ai limiti della sicurezza. Il vero buco nero, però, è la fornitura dei nuovi treni.

I convogli promessi sono in ritardo. Le commesse sono partite, i fondi impegnati, ma la produzione nello stabilimento Firema di Caserta procede a rilento. Alcuni prototipi sono stati mostrati a dicembre, ma nessuno sa con certezza quando entreranno in servizio. Nel frattempo, i lavoratori dell’azienda protestano a Roma, preoccupati per il futuro occupazionale. Una crisi nella crisi, che rende difficile anche solo pensare a una linea efficiente nei tempi previsti.

Bus sostitutivi e problemi concreti

Durante i lavori, il servizio extraurbano sarà completamente sospeso fino al 31 dicembre 2026. I treni saranno sostituiti da bus, con tutti i limiti del caso: aumento del traffico, maggiore inquinamento, tempi di percorrenza più lunghi, coincidenze più difficili da gestire. Il rischio, per molti pendolari, è che l’auto privata diventi l’unica vera alternativa. Il Comitato prevede un impatto particolarmente pesante da settembre, con la ripresa delle scuole: studenti e famiglie dovranno fare i conti con orari ridotti, trasbordi forzati e incertezza quotidiana.

Anche il tessuto commerciale e produttivo delle aree interessate teme contraccolpi: negozi, piccole imprese, attività legate al flusso pendolare rischiano due anni di isolamento parziale. Un danno che va tenuto sotto controllo con misure concrete di supporto, non solo promesse.

Un’occasione irripetibile per innovare

Non tutto è negativo. Il Comitato Pendolari ha presentato una proposta innovativa alla Regione Lazio: integrare l’infrastruttura con tecnologie digitali e componenti IoT, in grado di monitorare in tempo reale affluenza, ritardi, tracciati, alternative di viaggio. Una rete intelligente che possa, almeno in parte, compensare le carenze strutturali e rendere la linea più efficiente anche con i mezzi attuali. La Regione ha mostrato interesse, ma al momento non ci sono certezze sull’effettiva implementazione.

Il nodo politico e la vigilanza dal basso

Il messaggio del Comitato è chiaro: serve una sorveglianza costante sull’avanzamento dei lavori. Non solo da parte degli attivisti, ma anche da parte dei sindaci dei comuni coinvolti. Dopo anni di disservizi e ritardi, la fiducia non può essere incondizionata. Ogni fase del cantiere va monitorata, ogni treno consegnato va verificato, ogni euro speso va tracciato.

La Ferrovia Roma Nord, una delle peggiori in Italia secondo molte classifiche, ha bisogno di una svolta reale. Il primo binario raddoppiato è un passo. Ma senza treni nuovi e una gestione trasparente, anche un’infrastruttura moderna rischia di restare una cattedrale nel vuoto.

 
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