L’assegnazione del Premio Andrea Carrano 2026 a Biagio Staiano, maestro casaro e titolare del Caseificio Staiano, unisce due storie profondamente ravellesi che hanno persino una geografia comune: l’Hotel Bonadies si trova al civico 5 di Piazza Fontana Moresca, il laboratorio di Staiano al civico 1. Pochi metri nei quali si concentrano quasi centocinquant’anni di ospitalità, lavoro familiare, artigianato, turismo e capacità di trasformare un mestiere radicato nel territorio in un’attività conosciuta molto oltre i confini della Costiera Amalfitana. È forse questa coincidenza a spiegare meglio di ogni formula il significato del riconoscimento attribuito a Staiano nell’edizione 2026: il Premio dedicato ad Andrea Carrano torna a parlare direttamente il linguaggio dell’uomo al quale è intitolato, quello dell’impresa costruita con il lavoro e trasmessa alle generazioni successive.
La consegna è avvenuta l’11 luglio 2026, nell’ambito della XIV edizione della Notte Bianca Week-End Salerno, nella Sala A. Strianese della Camera di Commercio di Salerno, con la conduzione di Attilio Romita. Insieme a Biagio Staiano sono stati premiati Alberto Mucciolo per la sartoria, Laura Caracciolo per l’artigianato dei semi-preziosi e dei camei, Salvatore Barbato di Center Group Srl ed Enrico Memoli nel settore pubblicitario. L’edizione segna soprattutto un cambiamento importante nella storia del Premio, che dal 2026 viene esplicitamente rivolto alle eccellenze dell’imprenditoria, dell’artigianato, dei servizi e delle professioni.
Andrea Carrano, l’albergatore che aveva imparato l’ospitalità nel mondo e scelse di tornare a Ravello
Per comprendere il Premio bisogna partire dall’uomo. Andrea Carrano Bonadies apparteneva a una famiglia la cui vicenda personale si era intrecciata con l’affermazione turistica di Ravello molto prima che la Costiera Amalfitana diventasse una destinazione globale. L’origine di questa storia risale al 1880, quando il suo avo Andrea Bonadies aprì quella che viene ricordata come la Locanda Bonadies, inizialmente conosciuta anche come “Bella Vista sul Mare”, destinata ad accogliere i viaggiatori stranieri che raggiungevano Ravello lungo gli itinerari del Grand Tour. Negli anni Trenta l’attività passò alla figlia Adele Bonadies, madre di Andrea Carrano.
Andrea Carrano non si limitò però a ricevere un albergo di famiglia. Prima di tornare stabilmente a Ravello maturò esperienze professionali fuori dalla Costiera, trascorrendo circa un decennio fra Inghilterra e Italia centrale. La storia ufficiale dell’Hotel Bonadies ricorda in particolare l’esperienza maturata nella gestione di alberghi e ristoranti londinesi. Negli anni Sessanta viveva in Inghilterra con la moglie Slavina Gregori e il richiamo di Ravello rimase fortissimo. Il ritorno, all’inizio degli anni Settanta, coincise con l’assunzione della responsabilità dell’attività familiare e con un progetto imprenditoriale molto più complesso della semplice prosecuzione di ciò che già esisteva.
L’edificio, infatti, nel corso del tempo era stato suddiviso fra diverse proprietà. Carrano avviò un lungo lavoro di riunificazione degli spazi, acquisizione, recupero e trasformazione della vecchia locanda. È in questo passaggio che emerge maggiormente la sua figura di imprenditore: il Bonadies diventò progressivamente una struttura alberghiera moderna, fino alla classificazione a quattro stelle, mantenendo però la gestione familiare e un’identità strettamente ravellese. Il progetto impegnò Carrano per oltre quarant’anni e arrivò fino al recupero complessivo dell’edificio e della facciata.
La Camera di Commercio di Salerno lo premiò per la longevità imprenditoriale; nel 2011 il suo nome compare fra gli imprenditori insigniti proprio in qualità di amministratore dell’Hotel Bonadies. Per molti anni ebbe inoltre incarichi nel mondo associativo delle imprese: nel 2012 risultava vicepresidente provinciale della CIDEC, Confederazione Italiana degli Esercenti e Commercianti, ruolo che conferma quanto la sua attività si estendesse dalla gestione del proprio albergo alla rappresentanza delle imprese salernitane.
L’Hotel Bonadies, dal Grand Tour a una storia familiare lunga quasi un secolo e mezzo
La storia dell’Hotel Bonadies consente anche di capire quale turismo avesse in mente Andrea Carrano. Ravello aveva imparato ad accogliere stranieri quando il viaggio era ancora esperienza culturale prima che consumo turistico. Aristocratici, scrittori e pittori arrivavano in Costiera attratti dal paesaggio, dalla luce e dall’architettura. Uno di loro fu il pittore danese Peder Severin Krøyer, che soggiornò nell’antica locanda e nel 1890 dipinse “Osteria in Ravello”, opera legata proprio a quel luogo.
L’albergo continuò a funzionare anche negli anni difficili della seconda guerra mondiale e, con la gestione Carrano, divenne progressivamente un indirizzo conosciuto anche fuori dall’Italia. Una ricostruzione pubblicata nel 2010 per i 130 anni della struttura ricorda il passaggio di artisti, direttori d’orchestra e personalità internazionali, nonché l’utilizzo dell’hotel come set cinematografico alla fine degli anni Ottanta per “Fatalità” di Nino D’Angelo. Negli anni Novanta la famiglia Bonadies partecipò inoltre all’accoglienza a Ravello di Hillary Clinton e del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
Andrea Carrano coltivava personalmente una forte passione per il cinema e la comunicazione e fu anche produttore di cortometraggi che ottennero riconoscimenti internazionali. Questo interesse spiega una caratteristica delle prime edizioni del premio che successivamente avrebbe portato il suo nome: il legame iniziale con attori, musicisti, cultura e spettacolo non era estraneo alla sua biografia, ma rifletteva una parte precisa dei suoi interessi personali.
Alla sua morte, avvenuta nel 2015, Carrano lasciava quindi qualcosa di più complesso di una pur prestigiosa attività alberghiera. Lasciava un metodo imprenditoriale basato sulla continuità familiare, sulla formazione maturata fuori dal proprio territorio e successivamente riportata a casa, sull’investimento nella struttura e sulla convinzione che l’accoglienza dovesse contribuire alla reputazione complessiva di Ravello.
Suita e Mara Carrano, la quinta generazione continua la storia del Bonadies
Oggi il patrimonio costruito da Andrea Carrano continua attraverso le figlie Suita e Mara Carrano, affiancate dalla nuova generazione della famiglia. La gestione contemporanea del Bonadies conserva dunque la caratteristica più importante della struttura dal 1880: la continuità familiare.
Suita Carrano ha sviluppato parallelamente un’esperienza internazionale nell’organizzazione di eventi e nel destination wedding, uno dei segmenti che negli ultimi anni hanno assunto un peso crescente nell’economia turistica della Costiera. Nel maggio 2026 lo stesso Hotel Bonadies ha ospitato il Destination Wedding Summit, organizzato da Suita Carrano ed Elena Neagu e seguito da operatori arrivati dall’Europa, dall’Asia e dall’America. Mara Carrano continua invece a essere direttamente legata alla gestione dell’attività alberghiera di famiglia.
Anche in questo passaggio generazionale emerge la lezione lasciata da Andrea Carrano: conservare un’impresa storica non significa immobilizzarla. L’Hotel Bonadies continua a misurarsi con un mercato turistico completamente diverso da quello del Novecento mantenendo al centro la riconoscibilità del luogo, della famiglia e di Ravello.
Il Premio Andrea Carrano nasce nel 2015 e nel 2026 torna all’impresa
Il Premio Andrea Carrano fu istituito nel 2015, dopo la scomparsa dell’albergatore ravellese, su iniziativa della CIDEC nell’ambito della Notte Bianca Week-End Salerno. La prima edizione premiò Edoardo Purgatori ed Eleonora Cadeddu. Giacomo La Marca, allora presidente provinciale della CIDEC, spiegò che il riconoscimento nasceva dal desiderio di ricordare un vicepresidente dell’organizzazione descritto come una persona generosa e disponibile.
Negli anni successivi il Premio ha mantenuto una forte vocazione artistica e culturale: Vince Tempera nel 2016, Ernesto Mahieux nel 2017, Francesco Paolo Pacillo e Tony Tammaro nel 2018, Eduardo Tartaglia e Veronica Mazza nel 2019, il giornalista Rai Giacomo Capuano nel 2022, Arturo Muselli nel 2023, Don Tonino Palmese nel 2024, Mimmo Di Francia e Don Luigi Merola nel 2025.
Il 2026 rappresenta però un passaggio preciso. La FeNAILP ha deciso di indirizzare il Premio alle aziende e agli imprenditori capaci di coniugare crescita, innovazione, responsabilità, occupazione e valorizzazione del territorio. In questo modo la manifestazione si avvicina ancora di più alla biografia di Carrano, che prima di essere il nome di un riconoscimento fu un albergatore, un datore di lavoro, un rappresentante di categoria e un uomo impegnato per decenni nello sviluppo turistico della propria terra.
Biagio Staiano, il casaro di Piazza Fontana Moresca che ha portato Ravello sulle tavole del mondo
La scelta di Biagio Staiano acquista così un significato particolarmente coerente. Al civico 1 di Piazza Fontana Moresca, poco distante dall’Hotel Bonadies, il Caseificio Staiano custodisce un’altra forma di impresa familiare, nata intorno a un mestiere antico e cresciuta senza abbandonarne i procedimenti artigianali.
La storia comincia con Maddalena e Vincenzo Staiano, che hanno trasmesso al figlio Biagio tecniche e conoscenze della tradizione casearia dei Monti Lattari. Il laboratorio occupa gli spazi dell’antica chiesa seicentesca dedicata alla Madonna del Carmine e continua a produrre mozzarella, fior di latte, ricotta e altri latticini attraverso lavorazioni manuali. La rottura della cagliata, la filatura e la mozzatura appartengono ancora a un sapere nel quale il gesto dell’artigiano rimane parte essenziale del prodotto.
Già dieci anni fa Le Sirenuse descriveva Biagio Staiano al lavoro nel piccolo caseificio insieme alla madre Maddalena, sottolineando come la produzione casearia costiera fosse concentrata soprattutto nelle zone più alte di Agerola e Tramonti e come il laboratorio di Ravello rappresentasse quindi una presenza particolare, capace di portare quella cultura produttiva nel cuore di una delle località turistiche più internazionali della Campania.
Nel tempo la piccola attività familiare è diventata fornitrice di alcuni fra gli alberghi e i ristoranti più conosciuti di Ravello e della Costiera Amalfitana. Staiano ha inoltre trasformato parte del lavoro del casaro in racconto diretto attraverso dimostrazioni di filatura e mozzatura realizzate durante ricevimenti ed eventi, facendo conoscere agli ospiti internazionali non soltanto il prodotto finito, ma il procedimento e la cultura professionale che lo rendono possibile.
È questo uno degli aspetti più interessanti del riconoscimento del 2026. Il valore di un prodotto locale non dipende semplicemente dal luogo nel quale viene venduto. Dipende dalla possibilità di conservare competenze difficili da sostituire, formare nuove generazioni, dare continuità economica alle famiglie, lavorare con la ristorazione e l’hotellerie e rendere riconoscibile un territorio attraverso ciò che sa produrre.
Da Andrea Carrano a Biagio Staiano, una stessa idea di Ravello
L’Hotel Bonadies e il Caseificio Staiano appartengono a settori differenti, ma raccontano un modello economico che per Ravello e per l’intera Costiera Amalfitana resta fondamentale. Il turismo di qualità ha bisogno di alberghi capaci di conservare una personalità propria, di artigiani, produttori, ristoratori e professionisti che impediscano alle destinazioni più celebri di trasformarsi in scenografie prive di una vita economica autentica.
Andrea Carrano comprese con largo anticipo che la notorietà internazionale di Ravello poteva diventare impresa senza perdere il rapporto con la famiglia e con il luogo. Biagio Staiano continua, con un mestiere diverso, a dimostrare la stessa possibilità: produrre a Ravello, restare riconoscibili come ravellesi e arrivare attraverso il proprio lavoro a clienti provenienti da ogni parte del mondo.
Il Premio Andrea Carrano del 2026 acquista per questo una coerenza particolare. A undici anni dalla sua istituzione ritorna verso l’impresa, il lavoro e l’artigianato e consegna il nome di un grande albergatore della Costiera a persone che costruiscono ogni giorno attività reali. Biagio Staiano è uno dei vincitori di questa nuova stagione e, nella geografia minuta di Piazza Fontana Moresca, il suo caseificio e l’Hotel Bonadies sembrano raccontare due capitoli della stessa storia: quella di una Ravello che deve gran parte della propria fama alla bellezza, ma deve la propria vitalità alle persone che hanno saputo trasformare quella bellezza in lavoro, professionalità e continuità.
