Nel cuore della Costiera Amalfitana, Ravello non è solo una destinazione da sogno per chi cerca bellezza paesaggistica e una storia millenaria, ma è anche il luogo in cui l’arte dell’accoglienza si intreccia indissolubilmente con la cultura e la creatività. Questo borgo, sospeso tra il cielo e il mare, è un vero e proprio scrigno di emozioni, dove ogni angolo racconta una storia di tradizione e passione.
Un angolo di Costiera, un gioiello senza tempo
Ravello, la “città della musica”, è una delle perle della Costiera Amalfitana, incastonata tra il blu profondo del Mar Tirreno e le vette delle montagne che dominano la regione. Non c’è solo il fascino del paesaggio a incantare chi arriva qui, ma un’atmosfera che permea ogni vicolo, ogni piazza, ogni struttura. Il borgo è un museo a cielo aperto, dove l’arte, la cultura e la bellezza si fondono con la quotidianità degli abitanti. E tra questi, uno dei veri tesori di Ravello è la sua tradizione di ospitalità, una dote che va oltre la semplice accoglienza turistica, ma che si radica in secoli di storia e passione per il bello.
La Locanda Bonadies: un’icona di accoglienza
La storia dell’ospitalità a Ravello è indissolubilmente legata alla Locanda Bonadies, che vanta la prima licenza commerciale di tutta la Costiera Amalfitana. Fondata da Andrea Bonadies e Maria Giglio, la locanda ha rappresentato per molti anni un rifugio per viaggiatori e artisti, un luogo dove l’ospitalità non era solo un servizio, ma una vera e propria arte. Ancora oggi, il testimone di questa tradizione è portato avanti dalle nipoti del fondatore, le sorelle Mara e Suita Carrano, che hanno trasformato la locanda in un’icona dell’ospitalità di Ravello, l’Hotel Bonadies.
Ogni pietra di questo albergo racconta una storia, una storia di accoglienza che si intreccia con quella di un borgo che ha sempre saputo come far sentire a casa chiunque vi giunga. Non si tratta solo di un’ospitalità tradizionale, ma di un accoglimento che va al di là delle aspettative: un vero e proprio abbraccio culturale, che riflette la natura stessa di Ravello, un luogo dove l’arte e la bellezza si uniscono per creare un’esperienza unica.

Pietro Severino Kroyer – Osteria in Ravello (MeisterDrucke)
Pietro Severino Kroyer: l’arte che affonda le radici a Ravello
Un altro aspetto che rende unica l’Hotel Bonadies è la sua connessione con l’arte. Qui, tra il 1890 e il 1891, soggiornò il pittore danese Pietro Severino Kroyer, uno degli esponenti più amati dei Pittori di Skagen, una cerchia di artisti danesi che ha influenzato profondamente l’arte del XIX secolo. Kroyer, che aveva già avuto contatti con i più grandi artisti impressionisti come Claude Monet e Pierre-Auguste Renoir, giunse a Ravello per curare la salute della moglie, Marie, e scelse proprio la Locanda Bonadies come suo rifugio.
La sua permanenza a Ravello non fu solo un episodio personale, ma segnò un incontro tra la cultura danese e quella italiana, dando vita a un’opera d’arte che ritrae la locanda e i suoi fondatori, Andrea Bonadies e Maria Giglio. Sebbene l’opera si trovi oggi in Danimarca, Ravello conserva il ricordo di quel soggiorno attraverso le tracce lasciate dall’artista, che da allora è diventato un simbolo di quella fusione di tradizioni artistiche che ha segnato la storia del borgo. I turisti danesi e scandinavi in genere, oggi come allora, sono soliti fare pellegrinaggi verso Ravello, all’Hotel Bonadies, dove l’arte di Kroyer ha legato in modo indissolubile la sua figura a quella della Costiera Amalfitana.

Pietro Severino Kroyer, Autoritratto
Ravello, una città che celebra l’arte e l’ospitalità
Quest’anno, 2025, nel corso del prossimo autunno, l’Hotel Bonadies ha deciso di omaggiare Pietro Severino Kroyer con un’iniziativa che celebra l’arte e la bellezza del borgo. Questa iniziativa si inserisce in un progetto più ampio che ha come obiettivo quello di promuovere la straordinaria fusione di arte e accoglienza che Ravello rappresenta. Non è solo la bellezza dei suoi paesaggi a rendere speciale questo luogo, ma l’intima connessione che ogni angolo, ogni via, ogni hotel ha con l’arte che vi è passata. Gli abitanti di Ravello, e in particolare chi lavora nell’ospitalità, sono gli eredi di una tradizione che ha fatto di Ravello non solo un punto di riferimento per il turismo, ma anche una meta per gli amanti dell’arte.
L’arte dell’accoglienza, che si tramanda da generazione in generazione, è una parte essenziale dell’identità del borgo. Gli alberghi e le locande come il Bonadies sono luoghi dove l’ospitalità è un atto di cura, dove ogni ospite è trattato come una persona speciale, dove l’incontro con il bello e con la cultura diventa parte integrante di un’esperienza indimenticabile.
La bellezza di Ravello non è solo nei suoi panorami mozzafiato, nei suoi giardini lussureggianti o nelle sue chiese medievali. È nella sua capacità di accogliere, di farsi sentire parte di un racconto che non è mai solo turistico, ma culturale. In questo piccolo angolo di paradiso, l’arte dell’accoglienza non è solo un mestiere, ma una vera e propria vocazione che fa sentire ogni ospite come parte della storia che si respira nell’aria.
