Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Maurizio Federico, papà di Lisa, che insieme a sua moglie Margherita Eichberg, conduce una battaglia alla ricerca della verità processuale sulla drammatica vicenda che ha coinvolto la loro figlia adottiva Lisa, morta all’ospedale Bambino Gesù di Roma.
Gli ultimi sviluppi sul processo Lisa Federico – Bambino Gesù
Lisa Federico, una ragazza ucraina di 17 anni adottata in Italia, è morta presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù (OPBG) di Roma il 3 novembre 2020 a causa delle cure. Lisa si era ammalata di una patologia ematologica non oncologica (la citopenia refrattaria dell’infanzia e dell’adolescenza, RCC) e, nonostante non ci fosse alcuna urgenza, è stata sottoposta a un trapianto di midollo osseo.
Durante la procedura Lisa ha ricevuto un’infusione di ben 350 millilitri di globuli rossi incompatibili per incompatibilità AB0 maggiore che hanno causato una massiccia emolisi, accompagnata da atroci urla e dolori. Inoltre Lisa ha sviluppato immediatamente dopo l’infusione una polmonite bilaterale che non è mai stata trattata adeguatamente.
Nonostante tutti questi accadimenti documentati in dettaglio, i CTU del processo penale di primo grado hanno concluso la loro perizia sostenendo che “l’assistenza fornita è stata idonea e in aderenza alle linee guida e alle raccomandazioni”. Di conseguenza il GUP ha mandato assolti i medici dell’OPBG imputati.
La perizia dei CTU, in confitto di interessi
Tutto bene? Per nulla. Noi genitori, con il supporto dei nostri avvocati e periti, avevamo già contestato la perizia dei CTU, definendola falsa, capziosa e omissiva in almeno 24 punti. A fronte della sordità del GUP, abbiamo riproposto le nostre argomentazioni in una denuncia nei confronti dei CTU, il prof. Benedetto Bruno di Torino e il prof. Giancarlo Marella di Roma.
La Procura del Tribunale di Roma ha accolto le nostre istanze, sostenendo in sostanza che la sentenza assolutoria di primo grado si è basata su CTU false. Di conseguenza, la Procura di Roma, sulla base degli articoli 369 e 369 bis ccp, ha avvisato gli indagati circa la conclusione dell’inchiesta, contestando diversi punti in cui le loro conclusioni contrastano clamorosamente con la documentazione acquisita e le linee guida nazionali e internazionali.
Un trapianto di midollo osseo inadeguato
In particolare la Procura contesta ai CTU di non aver rilevato l’esistenza per la RCC di cui era affetta Lisa di terapie farmacologiche di prima linea per nulla invasive che avrebbero potuto evitare il trapianto, di avere dissimulato la clamorosa inadeguatezza della donazione midollare, e di avere giustificato l’infusione di 350 mL di globuli rossi incompatibili, una quantità ben 18 volte superiore al limite massimo tollerabile e che ha causato lo svenimento di Lisa a seguito degli atroci dolori indotti dalla emolisi massiva.
Al di là di qualsiasi tecnicismo, ci consola constatare che un magistrato abbia certificato almeno parte delle falsità e delle omissioni contenute nella perizia dei CTU che hanno portato all’assoluzione dei medici dell’OPBG addirittura con la formula “il fatto non sussiste”. Perizia, è bene ricordare, redatta in massima parte da un ematologo in clamoroso conflitto d’interessi, essendo parte del Comitato Direttivo di GITMO, la più importante società scientifica italiana in tema di trapianti di midollo osseo, insieme a ben tre periti di parte dell’OPBG.
Noi continueremo la nostra battaglia perché quel “Il fatto non sussiste” non rappresenta solo un ultimo sberleffo contro la nostra povera Lisa, ma un vero e proprio affronto verso tutta la comunità di cittadini che si aspetta di essere aiutata e protetta da una vera Giustizia e da una vera Sanità pubblica.
Dr. Maurizio Federico
National Center for Global Health
Istituto Superiore di Sanità