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27 Gennaio 2023

Pubblicato il

Regionali Lazio, Donatella Bianchi gela il PD: “Non ci sono margini”.

di Redazione
Donatella Bianchi, candidata alla presidenza della Regione Lazio per il Movimento 5 stelle, rispedisce al mittente le ipotesi di accordo con PD
Donatella Bianchi
Donatella Bianchi

Donatella Bianchi, giornalista e candidata alla presidenza della Regione Lazio per il Movimento 5 stelle, non le manda certo a dire al suo avversario politico numero uno, Alessio D’Amato ex assessore alla salute e ora primo in lista per lo scranno di Presidente.

In una intervista rilasciata oggi al Fatto Quotidiano, chiude definitivamente alle ipotesi di alleanza con quel che resta del centrosinistra italiano alle prese con la battaglia per la guida del partito e con il congresso ormai alle porte.

Nonostante lo stesso candidato del Partito Democratico, Alessio D’Amato, avesse non più di 24 ore fa strizzato l’occhio a un possibile “ticket” con i 5 stelle proprio grazie alla candidatura di Bianchi, pare che da parte loro i Contiani non intendano ascoltare il “canto della sirena”.

Nessuna possibilità perché le premesse da cui si parte per fare un accordo sono diametralmente opposte: “Io sono arrivata quando si era già chiusa ogni ipotesi di intesa, e comunque gli accordi si fanno sui programmi, cioè sulle cose da fare per i cittadini. Invece il Pd ha calato dall’alto un candidato e ha insistito sull’inceneritore di Roma, che rappresenta solo un’occasione persa”.

L’inceneritore e il “ticket”

Quella sull’inceneritore rischia di essere uno specchietto per le allodole per i candidati di ogni partito. Infatti il Sindaco di Roma, ricoprendo la carica di commissario straordinario per il Giubileo del 2025, ha poteri straordinari in materia di rifiuti. Di fatto la Regione Lazio e il suo prossimo Presidente non avranno nessuna competenza sulla gestione della “monnezza Capitale”.

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E sul “ticket” proposto da D’Amato? Anche qui la replica è pronta: “Non è questione di poltrone ma di intese sui programmi”.

Intese che nel Movimento 5 stelle, non accennano ad arrivare con nessuno dei partiti che si pongono come alternativa alla destra. Il variegato mondo del centrosinistra deve trovare i numeri, altrimenti il rischio è di lasciare anche la Regione in mano ai governi di centrodestra, già dati ampiamente in vantaggio sulla scia della nuova compagine governativa.

 
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