Rieti, Polizia blocca banda specializzata nelle truffe agli anziani: un minorenne tra i malviventi

La banda di malviventi è stata bloccata grazie alla prontezza di una donna ultra 65enne, che ha dato l'allarme mentre la truffa era ancora in corso
Di Fabio Vergovich
Rieti, truffa sventata dala Polizia
Rieti, truffa sventata dalla Polizia

Una telefonata che annunciava un grave incidente, la richiesta di consegnare denaro per evitare conseguenze giudiziarie a un familiare e l’arrivo di un giovane incaricato del ritiro. Era il copione della cosiddetta truffa del falso incidente, interrotto a Rieti grazie alla prontezza di una donna ultrasessantacinquenne che ha dato l’allarme mentre il raggiro era ancora in corso. L’intervento degli agenti ha permesso di bloccare i presunti responsabili, recuperare circa 2mila euro appena consegnati e impedire che il piano si concludesse.

Rieti, fermata la banda che puntava sugli anziani con la truffa del falso incidente

L’episodio si è verificato nella tarda mattinata, quando la vittima è stata contattata sul telefono fisso da un uomo che si è presentato come un maresciallo dei Carabinieri. Durante la conversazione le è stato raccontato che il figlio aveva provocato un incidente stradale nel quale una donna era rimasta gravemente ferita. Per evitare pesanti conseguenze giudiziarie sarebbe stato necessario consegnare 10mila euro a un presunto carabiniere in borghese che avrebbe raggiunto l’abitazione nel giro di poco tempo.

La donna ha seguito inizialmente le indicazioni ricevute e ha consegnato una busta contenente circa 2mila euro al giovane arrivato davanti alla sua porta. Nel frattempo, però, la segnalazione aveva già consentito di predisporre un servizio di osservazione nelle vicinanze dell’abitazione. Gli agenti sono intervenuti appena il ragazzo ha lasciato la casa, bloccandolo e recuperando immediatamente il denaro.

Come è scattato il blitz e chi sono i tre coinvolti

Parallelamente al fermo del giovane incaricato del ritiro del denaro, un’altra pattuglia ha individuato un’autovettura parcheggiata poco distante, dove erano rimasti in attesa gli altri componenti del gruppo. I controlli hanno portato all’identificazione di un uomo di 35 anni e di un diciassettenne.

Il ragazzo di 18 anni fermato subito dopo la consegna del denaro e il trentacinquenne sono stati arrestati con l’accusa di tentata truffa aggravata in concorso. Il minorenne, invece, è stato denunciato all’autorità giudiziaria competente. I tre soggetti sono tutti di origine campana. Durante le perquisizioni gli investigatori hanno sequestrato i telefoni cellulari ritenuti utilizzati per organizzare il raggiro e l’automobile impiegata negli spostamenti. Il diciassettenne è stato trovato anche in possesso di una dose di marijuana destinata all’uso personale, circostanza che comporterà anche la segnalazione alla Prefettura di Napoli.

Le misure adottate dopo gli arresti

I due maggiorenni sono comparsi davanti al giudice con rito direttissimo. Dopo la convalida dell’arresto è stata applicata nei loro confronti la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Rieti. A questa decisione si aggiunge il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune di Rieti per la durata di tre anni.

Resta fermo che il procedimento penale è nella fase iniziale e l’eventuale responsabilità degli indagati sarà accertata nel corso dell’iter previsto dalla legge.

Il meccanismo della truffa e i comportamenti che aiutano a evitarla

Il raggiro del falso incidente continua a prendere di mira soprattutto le persone anziane, facendo leva sulla paura per la sorte di un figlio o di un altro familiare. La telefonata viene costruita per creare urgenza e impedire alla vittima di verificare quanto raccontato, inducendola a consegnare denaro o oggetti di valore nel giro di pochi minuti.

L’episodio avvenuto a Rieti conferma quanto sia importante interrompere immediatamente la conversazione quando vengono avanzate richieste economiche collegate a presunti incidenti o arresti. Nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede somme di denaro per evitare provvedimenti giudiziari o favorire il rilascio di un familiare. In presenza di dubbi è sempre opportuno contattare direttamente il parente interessato oppure rivolgersi al numero di emergenza 112 prima di compiere qualsiasi gesto.

L’intervento tempestivo ha consentito di recuperare integralmente il denaro consegnato dalla vittima e di bloccare il gruppo prima che potesse allontanarsi. Episodi di questo tipo dimostrano quanto una chiamata immediata alle forze dell’ordine possa fare la differenza, permettendo di interrompere il raggiro, mettere in sicurezza la persona coinvolta e raccogliere elementi utili per ricostruire l’attività dei responsabili.

La rapidità della segnalazione, unita al coordinamento operativo sul territorio, ha trasformato un tentativo di truffa destinato a colpire un’anziana in un’operazione che ha portato ad arresti, sequestri e all’adozione di misure preventive per impedire il ritorno degli indagati nel territorio reatino.

 
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