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Riposo eterno a Santa Maria Maggiore: cosa c’è dietro la scelta inusuale di Papa Francesco

"I papi di solito vengono seppelliti a San Pietro", ma il papa ricevette poco dopo un segnale che cambiò il corso delle cose
a cura di Alessandra Monti
Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma
Basilica di Santa Maria Maggiore

La devota scelta di Papa Francesco

Rolandas Makrickas, cardinale dalla forte presenza e dallo sguardo fiero, si ferma a parlare con i giornalisti davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Intorno, il brusio dei fedeli che oscillano tra curiosità e devozione. In quest’occasione, egli svela il motivo dietro la scelta unica di Papa Francesco di voler riposare a Santa Maria Maggiore. “Ha scelto questa basilica per la sua profonda devozione alla Salus Populi Romani“, racconta il cardinale, evidenziando le 126 visite papali in quel luogo caro al pontefice.”Ma anche perché prima di essere Papa, vi era già venuto come vescovo e sacerdote”, aggiunge a mo’ di nota di fondo che testimonia un legame che si è andato rafforzando negli anni.

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Un desiderio dettato dal cuore

Il racconto di Makrickas offre uno spaccato intimo su un momento peculiare del 2022. “Era maggio, si discuteva della preparazione di due tombe di arcipreti. Osservando la sua devozione, gli chiesi se avesse mai pensato di essere sepolto qui”, ricorda il cardinale. La risposta di Francesco giunse scevra di esitazioni, ma carica di responsabilità: “I papi di solito vengono seppelliti a San Pietro”. Ma come nelle migliori storie ricche di significato, il papa ricevette poco dopo un segnale che cambiò il corso delle cose. “La Madonna mi ha detto di preparare la tomba”, ricordava Francesco nel suo modo diretto, manifestando una sorta di comunicazione celestiale che lo aveva rasserenato sul giusto riposo eterno.

Il misterioso benefattore

Ma chi si cela dietro al discreto atto di generosità che ha permesso la realizzazione di questo sogno semplice ma significativo? Makrickas ammette la sua ignoranza sul benefattore, una figura la cui identità sembra destinata a rimanere avvolta nel mistero. “Penso che sabato verrà qui ai suoi funerali”, azzarda il cardinale, speculando su una presenza invisibile ma pressantemente tangibile. Il design sobriamente maestoso della tomba sarà un omaggio alle sue origini liguri, con un marmo proveniente dalle terre familiari, un dettaglio simbolico che parla di radici e di umiltà.

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Momenti di riflessione per la Chiesa

La preparazione agli eventi futuri, tra cui un conclave inevitabile, porta Makrickas a riflettere sulle trame e le aspettative. “Lo Spirito Santo ha già scelto il Papa, è nostro compito riconoscere chi è”, afferma con convinzione il cardinale, lasciando intendere che, al di là delle possibili congetture, l’agire divino guida il momento. In quanto al tipo di pontefice che si auspica per i tempi correnti, Makrickas non ha dubbi: “Un Papa che segua il Vangelo, poiché non seguiamo ideologie, ma il Vangelo”, un’obiezione al mondo moderno che può sembrare sconcertante ma quella, dice, è l’unica vera rotta.

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Ricordando Francesco

Nel definire il pontificato di Francesco, Makrickas ci lascia con una riflessione densa di affetto: “Un pontificato con tanta umanità e Vangelo che ha portato nel mondo”. Le parole di Makrickas, ben lungi dal lasciare indifferenti, ci rammentano il volto di un Papa che oggi prepara il proprio riposo, circondato dagli affetti della sua comunità spirituale e da un legame altrettanto intimo con la Madonna di Santa Maria Maggiore. Un legame che continua a vivere nelle sue decisioni più riservate e nei gesti di un amore che trascende il tempo.

 
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Cronaca

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