Roma, 12mila incidenti in quattro mesi: 39 morti e più patenti ritirate per alcol

Roma conta 12mila incidenti in quattro mesi, 39 morti in città e otto vittime sul Raccordo. Crescono i casi di alcol alla guida
Di Alessandra Monti
Roma, incidenti GRA

A Roma la sicurezza stradale torna al centro dell’attenzione con numeri pesanti: nei primi quattro mesi del 2026 la Polizia Locale ha rilevato 12mila incidenti in area urbana, con 39 vittime. Sul Grande Raccordo Anulare, dopo l’ultimo incidente mortale, il bilancio dall’inizio dell’anno è salito a sette sinistri fatali e otto persone morte.

Incidenti a Roma, il dato che pesa sulla sicurezza stradale

Il quadro che emerge dalle strade della Capitale racconta una pressione costante sulla mobilità urbana e sulle grandi arterie di accesso alla città. Il Grande Raccordo Anulare resta uno dei punti più delicati, per volume di traffico, velocità, immissioni, cambi di corsia e presenza quotidiana di mezzi pesanti, pendolari, veicoli commerciali e automobilisti in transito verso i quartieri esterni.

Il dato più immediato riguarda il confronto con il 2025. Nei primi quattro mesi dello scorso anno gli incidenti complessivi erano stati circa 11mila, con 37 vittime. Nel 2026 il numero è salito a 12mila sinistri e 39 morti. L’aumento non riguarda solo la quantità degli episodi rilevati, ma conferma una criticità più ampia: Roma continua a pagare un prezzo alto sulla strada, anche quando molti incidenti non provocano feriti.

Quasi 8mila sinistri, infatti, risultano senza persone ferite. È una quota molto rilevante, utile a capire quanto sia diffuso il rischio quotidiano: tamponamenti, urti laterali, collisioni in prossimità di incroci, manovre azzardate, distrazioni e mancato rispetto delle distanze di sicurezza. Episodi che spesso non finiscono nel bilancio più grave, ma incidono sulla viabilità, sui tempi di percorrenza, sui costi assicurativi e sulla percezione di insicurezza degli utenti della strada.

Raccordo anulare, otto vittime dall’inizio dell’anno

Il Raccordo Anulare, con sette incidenti mortali e otto vittime nel 2026, rappresenta il fronte più visibile dell’emergenza. Ogni nuovo incidente riapre il tema della prevenzione su una strada che non è soltanto una circonvallazione: è una infrastruttura metropolitana, usata ogni giorno da migliaia di automobilisti per lavoro, studio, consegne, spostamenti familiari e collegamenti con autostrade e consolari.

La pericolosità del Gra dipende da più fattori. La densità del traffico crea una condizione instabile, dove pochi secondi di distrazione possono trasformarsi in un impatto violento. Le immissioni ravvicinate impongono attenzione continua. La velocità, anche quando non appare elevatissima, diventa decisiva in caso di frenata improvvisa. A questo si aggiunge il comportamento di chi usa il telefono, cambia corsia senza sufficiente prudenza o affronta il flusso veicolare con lucidità ridotta da alcol o sostanze.

Il dato degli otto morti non può essere letto come una sequenza isolata di episodi. Indica la necessità di guardare alla sicurezza stradale con una logica più ampia: controlli, manutenzione, segnaletica, educazione alla guida, gestione dei punti più sensibili e maggiore consapevolezza da parte di chi si mette al volante.

Codice della strada, 531mila violazioni in tre mesi

Nei primi tre mesi del 2026 i vigili urbani hanno accertato circa 531mila violazioni al Codice della strada. Il numero resta sostanzialmente in linea con il primo trimestre del 2025, a fronte di circa 800mila controlli eseguiti dalle pattuglie. È un volume molto alto, che misura la portata del lavoro svolto sulle strade e, allo stesso tempo, la difficoltà di incidere sui comportamenti più radicati.

La sosta irregolare continua a rappresentare una delle infrazioni più frequenti: circa 240mila casi nei primi tre mesi dell’anno. Anche in questo caso il dato appare stabile rispetto al 2025. La sosta vietata non è un dettaglio marginale nella vita urbana di Roma. Auto lasciate su marciapiedi, stalli riservati, attraversamenti pedonali o corsie preferenziali possono ridurre la visibilità, ostacolare il passaggio dei mezzi pubblici, costringere pedoni e persone fragili a percorsi rischiosi.

Il punto più rilevante, però, riguarda le condotte alla guida. Le patenti ritirate sono state 1.600 nei primi tre mesi dell’anno, con un calo complessivo del 15 per cento rispetto allo stesso periodo precedente. Dentro questo dato si muovono dinamiche diverse: alcune infrazioni diminuiscono, altre restano stabili, altre ancora mostrano segnali di crescita.

Cellulare al volante, meno illeciti ma resta un fattore di rischio

L’uso del cellulare alla guida rimane una delle cause più preoccupanti di distrazione. Nei primi tre mesi del 2026 sono stati rilevati quasi 400 illeciti collegati alla violazione dell’articolo 173 del Codice della strada, relativo all’uso di dispositivi durante la marcia senza strumenti autorizzati.

Il numero è in forte diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando gli illeciti erano stati circa 700. Il calo stimato è del 45 per cento. È un dato positivo, perché segnala una riduzione delle violazioni accertate, ma non cancella il problema. Il telefono continua a essere un elemento di rischio immediato: leggere un messaggio, rispondere a una notifica, guardare lo schermo per pochi istanti significa togliere attenzione alla strada, agli specchietti, alla distanza dal veicolo davanti, ai pedoni e ai ciclisti.

In una città come Roma, dove la guida richiede riflessi rapidi, l’uso improprio dello smartphone amplifica ogni fragilità del traffico. Un semaforo, un attraversamento, una frenata improvvisa o un cambio di corsia possono diventare pericolosi quando chi guida non ha pieno controllo della situazione.

Alcol alla guida, aumentano i ritiri di patente

Il dato che merita maggiore attenzione riguarda la guida in stato di ebbrezza. Nei primi tre mesi del 2026 le patenti ritirate per alcol sono state 272, contro le 243 del periodo precedente. L’aumento è del 12 per cento. In termini assoluti il divario può sembrare contenuto, ma il significato è serio: più conducenti sono stati sorpresi alla guida dopo aver bevuto oltre i limiti consentiti.

La guida dopo l’assunzione di alcol riduce i tempi di reazione, altera la valutazione delle distanze, indebolisce la capacità di leggere il pericolo e aumenta la probabilità di manovre irregolari. Su strade urbane dense, o su arterie rapide come il Raccordo, l’effetto può essere devastante.

Restano invece stabili i provvedimenti collegati all’uso di sostanze stupefacenti al volante, circa 60 nei primi tre mesi dell’anno. Anche i ritiri di patente legati ai comportamenti successivi a un incidente stradale si attestano su circa 300 documenti. Sono numeri che confermano quanto la fase dopo il sinistro sia parte integrante della responsabilità del conducente: fermarsi, prestare soccorso, fornire i propri dati e rispettare gli obblighi previsti dalla legge non sono passaggi formali, ma doveri fondamentali.

Patenti ritirate e rinnovi, cosa dicono i numeri del 2026

Un altro fronte riguarda l’articolo 126 del Codice della strada, che disciplina durata e rinnovo della patente. Nei primi tre mesi del 2026 i ritiri collegati a questa violazione sono stati circa 200, dato identico a quello del primo trimestre 2025. Il tema richiama una parte meno appariscente della sicurezza stradale, ma molto concreta: guidare con documenti validi, rispettare le scadenze e mantenere in regola la propria posizione amministrativa.

Il quadro complessivo mostra una città sottoposta a un monitoraggio intenso, con centinaia di migliaia di controlli e oltre mezzo milione di violazioni accertate in un trimestre. Il calo delle patenti ritirate può indicare una riduzione di alcune condotte più gravi o un cambiamento nella distribuzione delle infrazioni. Resta però evidente che i numeri degli incidenti e delle vittime impongono attenzione continua.

La sicurezza stradale non si misura solo nei verbali ma soprattutto nelle abitudini di chi guida, nella prudenza ai semafori, nella distanza rispettata sul Raccordo, nella scelta di non usare il telefono, nella decisione di non mettersi al volante dopo aver bevuto. Roma ha davanti una partita che riguarda ogni giorno automobilisti, motociclisti, pedoni, ciclisti, lavoratori della strada e famiglie. I dati del 2026 consegnano un messaggio netto: la prevenzione non può restare episodica, perché il rischio corre sulle grandi arterie e dentro la città, spesso nello spazio di pochi secondi.

 
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