Roma aggiorna le sue regole edilizie e prova a legare in modo più stretto costruzioni, qualità urbana e adattamento climatico. L’Assemblea Capitolina ha approvato il nuovo Regolamento Edilizio di Roma Capitale, allineandolo agli obiettivi della Strategia di Adattamento Climatico e del Piano Clima approvati nel 2025.
Il provvedimento, proposto dall’Assessorato all’Urbanistica, ridefinisce criteri e requisiti degli interventi edilizi alla luce delle norme europee e nazionali in materia energetica e ambientale, con una particolare attenzione al verde, alla permeabilità dei suoli, al risparmio idrico, all’efficienza energetica e alla vivibilità degli spazi aperti.
Nuovo Regolamento Edilizio di Roma, cosa cambia per costruzioni e ristrutturazioni
Il nuovo testo interviene su un punto molto concreto: il modo in cui si potrà costruire, ricostruire e trasformare il patrimonio edilizio della Capitale. Le prestazioni minime obbligatorie riguarderanno gli interventi di nuova costruzione, demolizione e ricostruzione, ristrutturazione urbanistica e ristrutturazioni con incremento della superficie utile lorda superiore al 15%.
La scelta segna un cambio di passo nella gestione dello sviluppo urbano. Non si tratta solo di aggiornare norme tecniche, ma di collegare ogni intervento edilizio a un quadro più ampio di sostenibilità ambientale e adattamento climatico. Il Regolamento punta a rendere più omogenee le prescrizioni per progettisti, imprese e uffici, superando articoli ormai datati, dal 48 bis al 48 sexies, non più adeguati all’evoluzione legislativa degli ultimi anni.
L’obiettivo è rendere più chiaro il rapporto fra edilizia privata, interesse pubblico e qualità dello spazio urbano. Chi interviene su lotti, edifici e aree di trasformazione dovrà rispettare parametri misurabili e documentati, con una relazione tecnica asseverata capace di certificare il rispetto delle prestazioni richieste.
Roma contro le isole di calore: più alberi, suoli permeabili e spazi aperti ombreggiati
Uno dei passaggi centrali del nuovo Regolamento riguarda il contrasto alle isole di calore urbane, un fenomeno ormai evidente in molte zone della Capitale durante i mesi più caldi. La risposta prevista dal provvedimento passa da misure edilizie e ambientali precise: almeno il 50% di superficie permeabile nei lotti liberi, quote minime di verde a piena terra, alberi ad alto fusto, sistemi di ombreggiamento degli spazi aperti e recupero delle acque meteoriche.
Anche i parcheggi dovranno cambiare volto. Le aree di sosta non saranno più considerate solo superfici funzionali alla mobilità, ma spazi da ripensare in chiave ambientale. Il Regolamento prevede parcheggi permeabili e maggiori dotazioni di verde, con l’obiettivo di ridurre il surriscaldamento delle superfici, migliorare il microclima locale e favorire un migliore assorbimento delle piogge.
Il punto politico e urbanistico è evidente: Roma intende usare l’edilizia come leva per incidere sulla qualità della vita. Nei quartieri più densi, dove cemento e asfalto amplificano il caldo, ogni intervento dovrà contribuire a raffreddare gli spazi, aumentare il verde e migliorare il rapporto con il suolo.
Risparmio energetico e idrico: cappotti termici, fotovoltaico e nuove semplificazioni
Il Regolamento dedica ampio spazio al risparmio energetico e idrico. Per favorire gli interventi di efficientamento, alcuni elementi non saranno calcolati nella superficie utile lorda: cappotti termici, locali tecnici, serre e dispositivi bioclimatici. È un passaggio rilevante per proprietari, tecnici e operatori del settore, perché può rendere più agevole la progettazione di edifici meno energivori.
Le nuove norme incentivano anche schermature solari, impianti fotovoltaici integrati e sistemi per ridurre i consumi. Nei grandi parcheggi a raso sarà obbligatoria la copertura fotovoltaica, una misura che unisce produzione di energia rinnovabile e ombreggiamento delle aree esterne.
L’acqua diventa un altro tema portante. Il recupero delle acque meteoriche e la riduzione dei consumi idrici entrano con maggiore forza nella disciplina edilizia cittadina. Per gli interventi superiori a 1.000 metri quadrati sarà obbligatoria la realizzazione di sistemi per gestire le piogge intense attraverso laminazione o dispersione delle acque, un aspetto sempre più importante in una città esposta a eventi meteorologici violenti e improvvisi.
Incentivi fino al 5% della SUL per edifici più sostenibili
La delibera introduce criteri definiti e misurabili per accedere agli incentivi fino al 5% della superficie utile lorda, già previsti dal Piano del 2008. La novità consiste nella maggiore precisione dei requisiti. Le premialità potranno essere riconosciute a interventi dotati di impianti geotermici, sistemi di regolazione della temperatura, soluzioni per l’accumulo e la riduzione delle acque, Nature-Based Solutions, tetti verdi, pareti verdi, materiali sostenibili e certificazioni ambientali riconosciute a livello nazionale e internazionale.
In questo modo il Comune prova a trasformare l’incentivo edilizio in uno strumento selettivo. Il premio non sarà legato a una generica dichiarazione di sostenibilità, ma a elementi verificabili. Per il mercato immobiliare romano significa dover integrare fin dalla fase progettuale prestazioni ambientali, comfort abitativo e compatibilità climatica.
Per i cittadini, il possibile effetto riguarda edifici più efficienti, bollette potenzialmente più leggere, maggiore presenza di verde e spazi esterni meno esposti al caldo estremo. Per i professionisti, invece, si apre una fase in cui le competenze energetiche, ambientali e paesaggistiche diventeranno ancora più decisive nella progettazione.
Linee guida tecniche, biciclette e ricarica elettrica: il regolamento guarda alla città che cambia
Per garantire uniformità di applicazione, il nuovo Regolamento introduce l’allegato “Linee guida per i requisiti prestazionali degli edifici”. Il documento definisce criteri legati a mitigazione climatica, compatibilità ambientale e comfort abitativo, fornendo un riferimento tecnico per chi dovrà progettare, valutare e autorizzare gli interventi.
Il provvedimento aggiorna anche le norme sulla raccolta differenziata, sui parcheggi per biciclette e sulla ricarica dei veicoli elettrici. Per le nuove dotazioni è previsto almeno un punto di ricarica ogni dieci posti auto, segnale di una mobilità urbana sempre più orientata verso mezzi a minore impatto ambientale.
L’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha presentato il nuovo Regolamento come un passo verso una Roma più sostenibile, più efficiente e più attenta alla qualità dello spazio pubblico. Le regole appena approvate non risolveranno da sole i problemi ambientali della Capitale, ma fissano un indirizzo netto: ogni trasformazione edilizia dovrà contribuire a rendere la città più verde, meno esposta al caldo e più preparata agli effetti del cambiamento climatico.
