Roma, canoni OSP 2026 più leggeri: Giunta capitolina approva nuove tariffe e taglia gli aumenti previsti

La Giunta capitolina ha approvato una delibera che ridetermina le tariffe OSP per il 2026
Di Fabio Vergovich
Dehors e tavolini a Roma
Dehors e tavolini a Roma

Roma cambia rotta sui canoni per l’occupazione di suolo pubblico: la Giunta capitolina ha approvato una delibera che ridetermina le tariffe OSP per il 2026, riducendole oppure sterilizzandole rispetto agli aumenti attesi. La decisione arriva dopo il primo anno di applicazione della riforma entrata in vigore nel 2025, quando il metodo di calcolo è stato rivisto per superare una classificazione stradale vecchia di oltre quarant’anni e non più capace di distinguere con precisione le aree a maggiore valore da quelle meno pregiate.

Nuove tariffe OSP a Roma: cosa cambia nel calcolo e perché cala la pressione

La riforma 2025 aveva introdotto un sistema parametrato al valore catastale degli immobili e a nuovi moltiplicatori, con un percorso graduale concordato con le categorie: 30% nel 2025, 80% nel 2026 e 100% nel 2027. Dopo l’analisi dei dati del primo anno, l’Amministrazione ha scelto di intervenire con un metodo che valorizza maggiormente i dati OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare), ritenuti più coerenti con le trasformazioni del tessuto urbano e più capaci di restituire un quadro aderente al valore reale dei quartieri.

Il risultato dichiarato è un alleggerimento diffuso: l’incremento medio nelle zone di pregio sarà dell’8,6%, molto più basso rispetto al +24% che sarebbe scaturito dal metodo precedente.

Nelle altre zone, invece, è prevista una riduzione media del 13%, a fronte di un +6% legato all’impianto attuale. In sostanza, l’intervento punta a contenere gli incrementi dove il mercato immobiliare è già alto e a rendere meno onerosa la presenza di attività economiche nei quadranti meno centrali.

OSP 2026, i numeri: 65mila contribuenti in riduzione e aumenti limitati

Il peso della delibera emerge anche dai dati sui contribuenti interessati: su circa 87mila soggetti, circa 21mila registreranno un lieve incremento della tariffa, mentre circa 65mila vedranno una riduzione rispetto a quanto pagato nel 2025.

Un riequilibrio che, nelle intenzioni del Campidoglio, dovrebbe offrire più prevedibilità e meno scossoni nei bilanci delle attività, con un impatto particolarmente rilevante per chi lavora fuori dai circuiti più turistici e dalle vie di maggior pregio.

Il sindaco Roberto Gualtieri ha rivendicato l’obiettivo di un sistema più misurabile e giusto: “Abbiamo migliorato il metodo di calcolo per le tariffe Osp con l’obiettivo di renderlo più oggettivo ed equo. In questo modo eviteremo anche incrementi eccessivi per gli operatori commerciali, che pagheranno meno di quanto previsto col vecchio sistema, e incentiveremo maggiormente le attività commerciali nelle periferie”.

Per il primo cittadino si tratta di un passaggio che “aggancia definitivamente le tariffe al mercato” e dà “più certezze e possibilità di programmare gli investimenti”.

Agevolazioni OSP per cultura, edicole e temporanee: stop aumenti e nuove esenzioni

La delibera introduce anche una serie di correttivi mirati. Sono previste ulteriori riduzioni o il blocco degli aumenti per le categorie culturali, per le edicole e per tutte le occupazioni temporanee. Arriva inoltre l’esenzione per le librerie su suolo pubblico e per le occupazioni a carattere temporaneo legate all’esecuzione di opere su immobili destinati a edilizia residenziale pubblica.

Una scelta che punta a distinguere in modo più netto gli usi dello spazio pubblico, riconoscendo il valore di alcune attività considerate presidi culturali o servizi di prossimità.

Criterio OMI e equità territoriale: la linea del Bilancio in Campidoglio

La vicesindaca e assessora capitolina al Bilancio, Silvia Scozzese, ha ricostruito il passaggio politico e tecnico: lo scorso anno era stata prevista una distribuzione triennale dell’adeguamento conseguente all’introduzione del criterio OMI, con entrata a regime graduale.

“A seguito del primo anno di applicazione si è deciso di rivedere il meccanismo inizialmente previsto, applicando integralmente il criterio OMI”, ha spiegato, sottolineando che la scelta “consente di garantire un beneficio diffuso a decine di migliaia di operatori e di rafforzare il principio di equità territoriale”. Il messaggio è chiaro: tariffe più coerenti con i valori reali delle zone e un riequilibrio che non penalizzi i quartieri meno centrali.

Attività produttive e regole sul suolo pubblico: domanda di adeguamento entro il 31 marzo 2026

Anche l’assessora alle Attività Produttive, Monica Lucarelli, ha inquadrato la delibera come strumento di stabilità in una fase di assestamento: “Con questa delibera rendiamo il sistema Osp più equilibrato e sostenibile, accompagnando il commercio in una fase di assestamento importante”.

Lucarelli ha richiamato la necessità di garantire continuità alle attività economiche e “maggiore certezza amministrativa”, collegando il tema alle regole comunali sulle concessioni OSP per la somministrazione dei pubblici esercizi e alberghi, e al quadro del commercio su area pubblica con i passaggi collegati alla cosiddetta Direttiva Bolkestein.

Nel suo intervento, l’assessora ha anche chiarito un punto operativo: la proroga nazionale delle OSP Covid riguarda il quadro normativo statale, ma non elimina obblighi su sicurezza, decoro e rispetto del Codice della strada. Il Regolamento comunale resta dunque il riferimento.

Per questo, ha ricordato, “è necessario che ogni esercente, attualmente in possesso di titolo Osp ordinario o covid, presenti la domanda di adeguamento entro e non oltre il 31 marzo 2026”, così da poter restare sul territorio con le concessioni attuali fino alla chiusura dell’istruttoria sulle nuove domande.

La delibera, insomma, prova a tenere insieme tre esigenze: rendere più oggettivo il calcolo, evitare aumenti sproporzionati, sostenere il commercio anche nei quartieri meno appetibili sul piano immobiliare, senza rinunciare alla tutela dello spazio pubblico e alle regole su sicurezza e decoro. Una partita che, nel 2026, si giocherà anche sulla capacità di informare gli operatori e accompagnarli nella fase di adeguamento entro la scadenza di fine marzo.

 
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