Roma Capitale, nuovo contratto per i dipendenti: più salario accessorio, 250 euro di welfare e buoni pasto anche in smart working

Il nuovo sistema dovrebbe consentire di riconoscere a ciascun lavoratore circa 250 euro l'anno sotto forma di rimborsi per determinate spese personali e familiari
Di Fabio Vergovich
Fotografia Piazza del Campidoglio Roma frontale
Piazza del Campidoglio, sullo sfondo Palazzo Senatorio

Roma Capitale e organizzazioni sindacali hanno siglato la preintesa sul nuovo Contratto Collettivo Integrativo dei dipendenti capitolini, un accordo che dovrebbe entrare in vigore entro circa un mese e che introduce novità economiche e organizzative destinate a incidere direttamente sul lavoro di migliaia di persone. Il fondo per il salario accessorio supera i 210 milioni di euro, viene rafforzato il welfare aziendale con circa 250 euro annui per ciascun dipendente, arrivano i buoni pasto anche durante le giornate di smart working e viene estesa a tutto il personale una maggiore flessibilità negli orari di ingresso.

L’accordo arriva pochi mesi dopo l’entrata in vigore del Contratto Collettivo Nazionale del comparto Funzioni Locali relativo al triennio 2022-2024 e conserva l’impianto generale dell’attuale contratto integrativo, modificandone però alcuni aspetti rilevanti sul piano economico e dell’organizzazione del lavoro.

Il fondo per il salario accessorio supera i 210 milioni di euro

Uno degli interventi più significativi riguarda il fondo destinato al salario accessorio. Roma Capitale ha aggiunto oltre 5 milioni di euro rispetto alla precedente dotazione, facendo salire l’ammontare complessivo dagli attuali 205 milioni a oltre 210 milioni.

La novità non riguarda soltanto l’aumento nominale delle risorse. È stata infatti rafforzata soprattutto la componente stabile del fondo rispetto a quella variabile. Una scelta che punta a rendere più strutturali le disponibilità economiche destinate ai trattamenti accessori, riducendo la quota che potrebbe invece dipendere annualmente dalle condizioni finanziarie dell’amministrazione.

Una parte delle risorse, pari a 5 milioni e 750mila euro, sarà destinata al welfare dei dipendenti capitolini.

Circa 250 euro all’anno per ogni dipendente attraverso il welfare

Il nuovo sistema dovrebbe consentire di riconoscere a ciascun lavoratore circa 250 euro l’anno sotto forma di rimborsi per determinate spese personali e familiari.

Potranno rientrare, ad esempio, gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, le spese previdenziali, quelle sostenute per l’educazione dei figli e quelle destinate alla formazione.

La scelta del welfare, invece dell’inserimento delle somme direttamente nella retribuzione, presenta un vantaggio economico per il personale. Le somme erogate attraverso gli strumenti previsti non saranno infatti sottoposte alla normale tassazione e alle trattenute previdenziali previste sulla retribuzione, permettendo al dipendente di beneficiare dell’intero valore riconosciuto.

Progressioni economiche ogni anno, compatibilmente con le risorse

La preintesa introduce anche il principio dell’annualità per le Progressioni Economiche Orizzontali.

Le progressioni potranno quindi essere effettuate ogni anno, naturalmente nei limiti delle disponibilità economiche di Roma Capitale. Il meccanismo assume particolare importanza per il riconoscimento della crescita professionale e retributiva del personale dell’amministrazione.

Sul piano dell’organizzazione quotidiana arriva invece una significativa estensione della flessibilità oraria.

Entrata alle 8, alle 9 o alle 10 con un’ora di flessibilità

Per tutti i dipendenti capitolini saranno previste tre fasce di riferimento per l’ingresso: le 8, le 9 e le 10.

Saranno i responsabili dei diversi servizi a individuare la fascia più adatta in relazione alle esigenze dei singoli uffici. Intorno all’orario individuato sarà però possibile usufruire di una flessibilità di un’ora prima e un’ora dopo.

Un dipendente con ingresso di riferimento alle 9, ad esempio, potrà entrare in un intervallo compreso tra le 8 e le 10. Dovrà comunque essere rispettato integralmente l’orario complessivo di lavoro giornaliero, con l’uscita conseguentemente collegata all’effettivo momento di ingresso.

Si tratta di un cambiamento consistente rispetto all’organizzazione attuale, nella quale, salvo situazioni specifiche, la tolleranza prevista è generalmente limitata a mezz’ora.

Buoni pasto riconosciuti anche nelle giornate di smart working

Una delle novità probabilmente più attese riguarda il lavoro agile.

Il nuovo contratto integrativo recepisce quanto previsto dal contratto nazionale e riconosce il buono pasto anche ai dipendenti che lavorano in smart working.

Il beneficio sarà riconosciuto quando la durata della giornata lavorativa avrebbe consentito al dipendente di maturarlo anche lavorando in presenza. Il parametro indicato è quello delle 7 ore e 42 minuti complessive, comprensive della pausa di mezz’ora.

Viene così eliminata una delle differenze economiche più evidenti che negli ultimi anni avevano distinto le giornate di lavoro svolte negli uffici da quelle effettuate a distanza.

Buoni pasto anche per insegnanti ed educatrici

Il contratto interviene anche sulle condizioni del personale educativo e scolastico.

Buoni pasto riconosciuti anche a insegnanti ed educatrici, con criteri analoghi a quelli previsti per gli altri dipendenti capitolini ma adattati alle particolari modalità di organizzazione del servizio.

Le caratteristiche dell’attività educativa e le esigenze di vigilanza rendono infatti più complessa la gestione delle pause. Il nuovo sistema consentirà quindi, in determinate situazioni, di collocare la pausa anche alla fine dell’orario giornaliero, rendendo concretamente possibile maturare il beneficio.

Per i coordinatori pedagogici dei nidi, figura istituita recentemente, viene inoltre introdotta una specifica indennità legata alle condizioni di lavoro.

Aumentano alcune indennità per il personale impegnato nel sociale

Un altro intervento riguarda i dipendenti che svolgono attività particolarmente delicate in ambito sociale.

L’indennità relativa alle condizioni di lavoro viene portata al livello massimo previsto dal contratto nazionale per il personale impegnato, ad esempio, in funzioni di tutela dei minori o di amministrazione di sostegno su nomina del tribunale.

È stato inoltre ripristinato il valore pro capite destinato alla previdenza complementare della Polizia Locale, adeguandolo a quanto già stabilito nel 2017.

Gualtieri: “Valorizziamo la professionalità dei dipendenti capitolini”

Il sindaco Roberto Gualtieri ha definito positiva la preintesa raggiunta con le organizzazioni sindacali.

«Con questo accordo portiamo avanti il nostro lavoro per valorizzare la professionalità dei dipendenti capitolini e per venire incontro alle loro necessità con l’obiettivo di migliorarne condizioni di lavoro e di vita», ha dichiarato.

Gualtieri ha inoltre sottolineato il ruolo del confronto con le rappresentanze dei lavoratori, definendo l’accordo il risultato di un lavoro condotto dall’amministrazione insieme alle organizzazioni sindacali.

La preintesa dovrà ora completare il proprio percorso prima dell’entrata in vigore prevista indicativamente entro un mese. Per il personale di Roma Capitale, tuttavia, il quadro delle principali novità è già definito: più risorse strutturali per il salario accessorio, welfare, maggiore flessibilità nell’organizzazione della giornata lavorativa e l’estensione di alcuni istituti economici anche alle nuove forme di lavoro.

 
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