Spaccio ai tempi delle App

Roma centro, il nuovo volto dello spaccio di cocaina: digitale, rapido e pagamenti con POS

Non è più tempo di pusher con zaini in spalla e occhiate furtive ai lati delle strade
Di Fabio Vergovich
Agente di Polizia di Stato
Agente di Polizia di Stato

Ordini presi via chat e pagamento anche con carta

Certe scene sembrano uscite da una serie crime americana, eppure accadono in pieno giorno, nel cuore della Capitale. A far notizia non è solo l’arresto di un pusher – un 26enne rumeno – ma il metodo: cocaina consegnata direttamente in auto, ordini presi via chat e possibilità di pagare anche con carta. Sì, proprio così: il POS era a bordo, pronto per ogni evenienza. Un dettaglio che dice molto, forse troppo, sulla direzione che sta prendendo la microcriminalità urbana.

La dinamica è stata rapida, ma non improvvisata. Gli agenti del I Distretto Trevi-Campo Marzio hanno osservato il giovane mentre armeggiava con lo smartphone nei pressi di Ponte Sisto, zona ad alto passaggio pedonale e turistico. Non un punto isolato, ma uno spazio dove mimetizzarsi è più facile. Un classico approccio da spaccio urbano “a basso profilo”, se non fosse che l’intervento delle forze dell’ordine ha interrotto lo scambio proprio nel momento più cruciale: 30 euro per meno di un grammo di cocaina, mentre nel cruscotto restavano altre 13 dosi pronte all’uso. E un terminale POS ben funzionante, come confermato durante il sequestro.

Lo spaccio ai tempi delle app

Oggi, per ordinare droga, basta un messaggio. Le piattaforme di messaggistica istantanea sono diventate il nuovo mercato nero, con una rapidità d’azione che ricalca quella dei servizi di food delivery. Non è un caso isolato: anche in altri contesti urbani italiani sono emerse dinamiche simili, dove il lessico dello spaccio mutua da quello del commercio online. L’uso del POS, in questo caso, è un indicatore simbolico e pratico: niente più passaggi sospetti di contanti, ma transazioni elettroniche che confondono le acque tra attività lecite e illecite.

Le forze dell’ordine, consapevoli del fenomeno, hanno intensificato i controlli, soprattutto nei quartieri centrali della città. Nella stessa mattinata dell’arresto, altri due pusher sono stati individuati durante un’operazione straordinaria. Contestualmente, sei esercizi commerciali sono stati sottoposti ad accertamenti amministrativi: due locali in via dei Coronari hanno collezionato gravi violazioni in materia igienico-sanitaria e urbanistica. Segno che, oltre alla droga, anche altre zone grigie del tessuto cittadino vengono passate al setaccio.

La mutazione criminale e il ruolo della tecnologia

Non è più tempo di pusher con zaini in spalla e occhiate furtive ai lati delle strade. Oggi, la tecnologia ha offerto agli spacciatori nuovi strumenti per rendersi “invisibili”, scalabili e persino “customer friendly”. La presenza di un POS non è solo un espediente pratico, ma un sintomo di adattamento: accettare pagamenti elettronici equivale a conquistare la fiducia di clienti abituali, abbattendo ogni frizione. Una logica quasi imprenditoriale, figlia di una società che premia l’efficienza e la discrezione – anche nel crimine.

Il fatto che tutto sia avvenuto in pieno giorno e a pochi metri da uno dei ponti più affollati del centro storico la dice lunga sulla sicurezza percepita da questi micro-imprenditori dell’illegalità. Non più soggetti di strada relegati ai margini, ma protagonisti di una criminalità integrata, fluida, che si muove tra le pieghe della normalità urbana. I controlli ci sono, le risposte delle istituzioni anche, ma il fenomeno — per sua natura — è destinato a evolversi con le stesse logiche del mercato legale.

 
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