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Roma, clinica estetica abusiva in viale Palmiro Togliatti: sala operatoria illegale e interventi da migliaia di euro

L’inchiesta è partita lo scorso giugno dopo la comparsa online di un annuncio scritto in lingua cinese
Di Simone Fabi
Foto clinica abusiva sequestrata
Clinica abusiva sequestrata

Operava con la veste di un centro specializzato, offrendo interventi di chirurgia estetica complessi a clienti reclutati tramite annunci in lingua cinese. Dietro quella facciata, però, gli agenti della Polizia di Stato hanno trovato sale operatorie improvvisate, personale non autorizzato e attività che violavano norme sanitarie fondamentali.

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Roma Viale Palmiro Togliatti, Polizia chiude clinica abusiva

È quanto emerso dall’indagine condotta dalla Divisione Amministrativa della Questura di Roma, che ha portato al sequestro di una struttura abusiva in viale Palmiro Togliatti. La clinica funzionava come un vero e proprio centro operatorio, pur non avendo alcuna abilitazione a eseguire interventi maggiori.

La scoperta è arrivata nella giornata in cui era stato programmato un nuovo intervento estetico. L’equipe era già pronta, una paziente attendeva in sala d’aspetto e gli strumenti chirurgici erano posizionati per iniziare. L’indagine ha rivelato una realtà insidiosa, in cui interventi ad alto rischio venivano eseguiti senza controlli, senza autorizzazioni e senza l’adeguata sicurezza.

Roma, scoperta clinica estetica abusiva: le indagini

L’inchiesta è partita lo scorso giugno dopo la comparsa online di un annuncio scritto in lingua cinese. La pubblicità offriva mastoplastiche additive, liposuzioni e addominoplastiche a costi elevati, presentati come interventi eseguiti da professionisti e accompagnati da un servizio di trasporto per i clienti. Gli agenti hanno individuato la società promotrice e avviato verifiche sul centro presentato come un normale ambulatorio.

Dai primi controlli è emerso un dettaglio rilevante: la società risultava autorizzata solo a eseguire interventi minori, mentre operava in locali differenti da quelli registrati e senza certificazioni necessarie per la chirurgia maggiore. Da qui è iniziata una serie di sopralluoghi mirati per raccogliere riscontri e valutare la portata delle attività svolte.

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Clinica estetica abusiva: sale operatorie e attrezzature non autorizzate

Nel corso dei controlli, gli agenti hanno accertato che nella struttura venivano eseguite operazioni invasive con modalità non conformi. Interventi come l’addominoplastica o la mastoplastica richiedono l’uso di anestesia totale, standard elevati di sterilizzazione, monitoraggi costanti e la presenza di un ambiente ospedaliero regolato.

La clinica, invece, operava in locali privi dei permessi, con una sala operatoria allestita in modo apparentemente completo ma non conforme ai requisiti previsti dalle normative sanitarie. Durante il blitz sono stati trovati ferri chirurgici, macchinari per l’anestesia, bombole di ossigeno e medicinali pronti all’uso. La Polizia Scientifica ha documentato ogni elemento presente, restituendo un quadro di attività continuative e organizzate.

Roma, clinica estetica abusiva: il blitz e paziente pronta per intervento

L’operazione è scattata nel giorno in cui era stato pianificato un nuovo intervento di addominoplastica. La paziente, una donna di nazionalità cinese, attendeva in sala d’aspetto e aveva già versato 6.500 euro per sottoporsi alla procedura. Durante l’identificazione, è risultata irregolare sul territorio italiano e per questo accompagnata all’Ufficio immigrazione per gli accertamenti necessari.

Il Questore ha poi disposto l’ordine di allontanamento dal territorio nazionale. L’intervento della Polizia ha evitato che l’operazione avesse luogo in un contesto del tutto inadatto, con rischi seri per la salute della paziente.

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Roma. Clinica estetica abusiva: interventi da migliaia di euro in locali non autorizzati

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la struttura avrebbe operato per almeno sei mesi eseguendo regolarmente interventi estetici complessi. L’intero centro è stato posto sotto sequestro, insieme a strumentazioni e farmaci. Le persone coinvolte risultano indagate nella fase preliminare e devono essere considerate innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Il provvedimento è stato convalidato dall’Autorità giudiziaria, che valuterà ora il quadro probatorio raccolto. L’indagine rappresenta un intervento significativo nella tutela della salute pubblica e mostra quanto sia necessario monitorare canali pubblicitari non convenzionali, spesso utilizzati per attirare cittadini vulnerabili privi di informazioni complete sulla sicurezza degli interventi offerti.

 
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Cronaca

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