Roma. Corte dei Conti bacchetta Campidoglio su Partecipate

La Corte dei Conti del Lazio da l’ultimatum all’Amministrazione capitolina

Virginia Raggi

Virginia Raggi, ex sindaca di Roma

La sezione di controllo contabile della Corte dei Conti del Lazio, presieduta da Massimo Benedetti, ha pubblicato il Rapporto sulla gestione delle partecipazioni societarie del Comune di Roma, accertando” diffuse carenze- si legge in una nota della Corte- nel controllo analogo sugli enti in house e gravi ritardi nell’approvazione dei bilanci di taluni Enti, nonostante un rinnovato impulso impresso dal socio pubblico dal 2020, evidenziando l’esigenza di riorganizzare tale controllo in una prospettiva di maggiore efficienza dello stesso”.

Nella delibera del Collegio, composto, oltre che dal presidente Benedetti, anche dai magistrati Laura D’Ambrosio, Mauro Nori, Alessandro Forlani, Francesco Sucameli, Carla Serbassi, Ottavio Caleo, Marinella Colucci e Giuseppe Lucarini, viene evidenziato che “le attività di ricognizione e razionalizzazione delle partecipazioni possedute, effettuate dal Comune ai sensi degli art. 20 e 24 del TUSP, sono risultate incomplete con conseguente necessità di integrare il piano di razionalizzazione, con particolare riferimento al settore del trasporto pubblico locale e a quello della gestione dei beni di proprietà comunale, per i quali la Sezione ha accertato la sussistenza di diversi obblighi di razionalizzazione e l’esigenza di realizzare una significativa riduzione del numero di partecipazioni detenute“.

Troppe Partecipate e troppe spese

In particolare il lavoro dei giudici contabili ha rilevato “diffuse criticità nell’organizzazione e nel conseguente esercizio dei poteri di ‘controllo analogo‘ del socio pubblico nei confronti delle società in house ed enti equiparati, gravi e reiterati ritardi nella predisposizione e approvazione dei bilanci di alcuni degli Enti a controllo comunale diretto, per come evidenziato in motivazione, la mancata approvazione del bilancio di esercizio, per oltre tre anni consecutivi, delle società a controllo pubblico indiretto ‘Fiera Roma S.r.l.’ ed ‘Ecomed S.r.l’, con conseguente integrazione della fattispecie di cui all’art. 20, comma 9, del TUSP, l’incompletezza delle ricognizioni delle partecipazioni possedute, e del conseguente piano di razionalizzazione adottato, approvate dall’Assemblea Capitolina con deliberazioni n. 146/2018, n. 1/2020 e n. 214/2020, l’integrazione dei parametri di razionalizzazione previsti dall’art. 20, comma 2, lettere c) ed e) in riferimento a ‘Roma Metropolitane S.r.l. in liquidazione‘; l’integrazione di ulteriori obblighi di razionalizzazione ai sensi dell’art. 20, comma 2, lett. c) del Tusp per Enti direttamente partecipati da Roma Capitale che svolgono attività ‘analoghe o similari’ nella gestione del patrimonio immobiliare comunale, secondo quanto indicato in motivazione e lo sforamento del limite di spesa previsto dall’art. 11, commi 6 e 7 del Tusp, per l’organo amministrativo delle Società Zetema S.r.l. e Roma Servizi per la Mobilità S.r.l. per gli importi e con le conseguenze indicate in motivazione”.

Roma Metropolitane e Atac tra “diffuse criticità” e “inattendibilità dei bilanci”

Nel dettaglio delle società, per quanto riguarda Roma Metropolitane la Corte ha accertato “diffuse e reiterate criticità nella gestione del rapporto finanziario e contabile con il socio pubblico, con conseguente inattendibilità dei bilanci di esercizio 2016-2018, secondo quanto indicato in motivazione; ritardi nell’approvazione dei bilanci di esercizio 2015-2018 e mancata approvazione bilanci 2019 e 2020“.

Quanto invece ad Atac “diffuse criticità nel conferimento di incarichi professionali di consulenza e assistenza e nell’esecuzione degli stessi, secondo quanto evidenziato in motivazione; diffuse criticità nell’esercizio dei poteri di ‘controllo analogo’ e nei controlli interni; la vetustà e il superamento del ‘ciclo vita’ di gran parte delle reti metropolitane, tramviarie, filoviarie e ferroviarie ‘ex concesse’ (a fine 2020, secondo i giudici, la metà del parco autobus utilizzato da Atac presenta un’età maggiore di 15 anni, a fronte di “ciclo vita” di 10-12 anni, ndr), oltre che del parco mezzi a disposizione di Atac S.p.a., con conseguenti maggiori oneri di manutenzione ed esigenze di rinnovo delle reti e del parco mezzi, secondo quanto evidenziato in motivazione; diffuse criticità nel recupero degli equilibri di bilancio di Atac S.p.a., per le ragioni evidenziate in parte motiva”.

La Sezione regionale di controllo contabile ha quindi chiesto all’amministrazione capitolina “di comunicare a questa Sezione e all’Assemblea Capitolina, entro sei mesi dalla data di ricevimento dell’allegata relazione, le misure conseguenziali adottate per il superamento delle criticità accertate” e all’organo di revisione di “vigilare sull’adozione e attuazione delle misure conseguenziali, predisponendo apposita relazione sulla congruità delle medesime, da trasmettere a questa sezione nel termine innanzi indicato”. (Mtr/ Dire) 

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