Una storia che ha dell’incredibile quella di Rocco, il dodicenne che dieci giorni fa è precipitato dal balcone di un bed & breakfast nel quartiere Tiburtino a Roma. A raccontare quei minuti di terrore è l’infermiera che per prima ha prestato soccorso al piccolo. “È vivo e sta lottando”, sono le parole con cui ha descritto il suo stato attuale in un post sui social.
Il drammatico incidente al Tiburtino
L’episodio si è verificato improvvisamente e ha colto tutti di sorpresa. Rocco, originario di Cosenza, si trovava a Roma con la famiglia per motivi ancora non chiariti. Nel primo pomeriggio, mentre si trovava sul balcone del B&B in via De Ritis al numero 21, è caduto nel vuoto.
Laura era al lavoro in un poliambulatorio poco distante quando qualcuno ha chiesto aiuto a gran voce. “Speravo di aver capito male”, ha confessato. Ma appena realizzato quanto stesse accadendo, ha afferrato la cassetta del pronto soccorso ed è corsa verso il luogo dell’incidente.
L’intervento tempestivo dell’infermiera
Sono stati dieci minuti interminabili quelli trascorsi da Laura accanto al corpicino del bambino in attesa dell’ambulanza. “Non dimenticherò mai le grida della mamma”, racconta sconvolta. La donna urlava disperatamente ai soccorritori di salvare suo figlio. “Salvate mio figlio, non lo fate morire”, queste parole riecheggiano ancora nella sua mente.
Con professionalità e determinazione, l’infermiera ha saputo mantenere la calma e concentrarsi sul salvataggio del bambino. “Ho avuto paura”, ammette ora Laura, ripensando a quel giorno “ma sapevo che non era il momento di lasciarsi andare alla disperazione”.
La speranza e la lotta per la vita
Rocco adesso si trova ricoverato all’ospedale Bambino Gesù e continua a lottare per la sua vita. Nonostante le difficoltà e le incertezze legate alle sue condizioni critiche, resta viva la speranza tra i familiari e chi gli vuole bene.
“Mi hanno definita un’eroina ma io avevo solo paura”, confida Laura nella sua testimonianza toccante sui social network. Il pensiero fisso al visetto insanguinato del piccolo e alle urla della madre la accompagna ogni giorno. Eppure c’è spazio per un raggio di ottimismo: “È incredibile che sia ancora vivo”, conclude.