Negli ultimi anni, trovare una casa in affitto a Roma è diventata una impresa sempre più ardua, ma il fenomeno ha raggiunto livelli allarmanti tra il 2024 e il 2025. La crescita esponenziale degli affitti brevi, alimentata dalle prospettive economiche legate al Giubileo, ha spinto un numero sempre maggiore di proprietari a preferire il mercato turistico a discapito di quello residenziale. Il risultato? Prezzi alle stelle per chi cerca una casa stabile e un’offerta sempre più ridotta per lavoratori, studenti e famiglie.
Il boom degli affitti brevi e l’effetto Giubileo
Solo tra settembre 2024 e gennaio 2025, sono stati registrati 5.000 nuovi annunci per affitti brevi, portando il totale delle attività di questo tipo a 29.945. Una cifra record che dimostra quanto il settore abbia ormai monopolizzato il mercato delle locazioni.
Secondo un’indagine condotta da “SoloAffitti”, il 17,5% dei proprietari che affittavano a medio-lungo termine ha deciso di convertire i propri immobili a destinazione turistica, attratti dalle previsioni che stimano l’arrivo di circa 35 milioni di pellegrini per il Giubileo e dall’opportunità di chiedere un prezzo medio di 199 euro a notte, in crescita del 5% rispetto al 2024.
L’aumento vertiginoso dei canoni di affitto
Il fenomeno ha avuto un impatto devastante sui prezzi degli affitti a lungo termine. Roma ha registrato rincari record in Italia, con un aumento medio del 13% rispetto all’anno precedente. Il canone medio è salito a 14 euro al metro quadro, con cifre ancora più elevate nelle zone centrali: un bilocale ha superato i 1.200 euro al mese, mentre un trilocale è arrivato a 1.500 euro.
L’effetto Giubileo ha così aggravato l’emergenza abitativa della Capitale, rendendo sempre più difficile per famiglie, lavoratori e studenti trovare un alloggio a prezzi accessibili. La domanda di affitti residenziali continua a crescere, ma l’offerta si riduce di mese in mese, con conseguenze sociali ed economiche rilevanti.
Il possibile ritorno all’affitto residenziale
Ma cosa accadrà dopo il 2025? Secondo Silvia Spronelli, CEO di “SoloAffitti”, il mercato potrebbe tornare a riequilibrarsi una volta concluso il Giubileo. “Una parte degli immobili destinati agli affitti brevi potrebbe rientrare nel circuito delle locazioni a medio-lungo termine”, afferma Spronelli.
Molti proprietari che hanno sperimentato la locazione turistica, infatti, potrebbero tornare all’affitto residenziale a causa delle difficoltà legate alla gestione degli affitti brevi: costi operativi elevati (check-in, pulizie, utenze), tasse più alte e una redditività spesso inferiore alle aspettative. Secondo un recente studio, il 38% dei proprietari ha abbandonato l’affitto breve per i guadagni inferiori al previsto, il 30% per la gestione troppo impegnativa e il 23% per via delle nuove normative più restrittive.
Un mercato in bilico
Un altro dato interessante riguarda il turismo: sebbene il numero di alloggi disponibili per affitti brevi sia aumentato drasticamente, l’afflusso di turisti nelle strutture ricettive ed extra-alberghiere è stato inferiore alle attese. Il tasso medio di occupazione degli alloggi ha registrato un calo dell’8% rispetto al 2024, scendendo al 70%.
L’effetto Giubileo, quindi, per ora si è tradotto soprattutto in un’impennata dei prezzi più che in un reale incremento delle prenotazioni. Se questa tendenza dovesse confermarsi, molti proprietari potrebbero essere spinti a rivalutare le proprie scelte e a tornare al mercato degli affitti a lungo termine.
La necessità di un intervento normativo
Di fronte a una situazione così critica, diventa sempre più urgente un intervento normativo per regolamentare il mercato degli affitti brevi e proteggere il diritto alla casa per i residenti. Alcune città europee, come Barcellona e Parigi, hanno già introdotto misure restrittive per limitare il numero di alloggi destinati agli affitti turistici, imponendo tetti massimi e vincoli sulle licenze.
Senza un’azione concreta, il rischio è che Roma continui a perdere pezzi della sua comunità residente, trasformandosi sempre più in una città-vetrina per turisti, ma sempre meno accessibile per chi la vive davvero.