“Quando muore un animale dentro un canile – strutture nate proprio per dare una nuova possibilità a cani e gatti abbandonati, randagi, sequestrati, malati, feriti – è sempre una sconfitta. Quando muoiono sbranati dal compagno di gabbia perché non è stata data la giusta attenzione alle prove di compatibilità, è una sconfitta ancora più amara perché siamo davanti all’errore umano.
Ma quando muoiono dopo essere stati sequestrati per maltrattamento, prelevati da un contesto in cui venivano tenuti separati in due diversi recinti, e nei 22 giorni di soggiorno nel canile comunale di Roma più volte e da più parti erano state avanzate richieste per separarli, allora è davvero inaccettabile. Con la denuncia, chiediamo che tutta la catena sia ricostruita, dal giorno del sequestro alla morte per sbranamento. Perché le responsabilità umane vanno accertate affinché non accada mai più: se ci sono figure inadeguate in ruoli apicali, vanno subito rimosse” lo afferma Simonetta Novi, consigliera civica VIII Municipio di Roma Capitale e attivista storica per gli animali.

Inaccettabile lo sbranamento di Kira
“Sulla morte per sbranamento di Kira a Muratella a cui era stata affidata in quanto sequestrata per maltrattamento, bisogna fare chiarezza fino in fondo e chi ha sbagliato deve assumersi la responsabilità. Assistita dall’Avv. Giada Bernardi, esperta in diritti degli animali, ho deciso di procedere con una formale querela denuncia alla Procura della Repubblica”, prosegue la consigliera Simonetta Novi, attivista storica per gli animali, sostenuta dal consigliere comunale e Presidente della Commissione Giubileo Dario Nanni.
“Kira e Thor hanno sempre vissuto separati, in 2 diversi recinti, nei lunghi anni del loro maltrattamento. Chi ha deciso a Muratella che potessero dividere la stessa gabbia nonostante fossero state date indicazioni precise di alimentarli separatamente? Come mai, al momento dell’aggressione mortale, il corridoio del canile era privo di personale? Perché le ripetute richieste di separare i due cani non sono state ascoltate? Kira e Thor erano due cani sottoposti a vincoli speciali in quanto a disposizione del giudice che aveva confermato il sequestro penale.
È necessario accertare le responsabilità di ciò che è accaduto, da parte di chi erano affidati. Dopo interrogazioni, mozioni, accessi agli atti, commissioni trasparenza andate deserte per la mancata partecipazione del gestore imprenditoriale, e nonostante la rilevanza data dai mezzi di comunicazione la situazione è rimasta invariata e ci ritroviamo a dover commentare l’ennesima tragedia”, concludono i consiglieri Novi e Nanni.