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Borseggiatori in "pellegrinaggio"

Roma. Esequie Papa, pellegrini e turisti nel mirino dei borseggiatori

In queste ore si assiste a un'altra forma di “pellegrinaggio”: quello dei borseggiatori, attratti dalla distrazione e dall’emozione dei visitatori.
Di Fabio Vergovich
Controlli dei Carabinieri contro furti e borseggi occasione eventi che precedono esequie Santo Padre
Controlli dei Carabinieri contro furti e borseggi nelle ore che precedono esequie Santo Padre

È la stagione in cui la città eterna risplende sotto il sole primaverile, e con lei tornano le folle di turisti e pellegrini diretti al cuore spirituale della Cristianità. I fedeli giungono da ogni parte del mondo per vedere Papa Francesco, per raccogliersi in preghiera in San Pietro o per visitare le storiche basiliche come Santa Maria Maggiore. Ma questo stesso flusso, sacro e continuo, diventa terreno fertile per un’altra forma di “pellegrinaggio”: quello dei borseggiatori, attratti dalla distrazione e dall’emozione dei visitatori.

Negli ultimi due giorni, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno tratto in arresto otto persone e denunciato altre quattro, tutte accusate di furti e borseggi nelle zone più frequentate della capitale. Si tratta di operazioni mirate a contrastare l’aumento dei reati contro il patrimonio, aggravato dall’incremento costante del numero di turisti che affolla i trasporti pubblici e le aree monumentali.

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Metro e mezzi pubblici: una giungla urbana

Tre arresti sono avvenuti nella rete metropolitana, precisamente nelle stazioni di Manzoni, Vittorio Emanuele e Arco di Travertino. Gli obiettivi? Pellegrini diretti a Santa Maria Maggiore, spesso intenti a consultare mappe o fotografie sullo smartphone, o semplicemente distratti dal flusso di folla. I borseggiatori, con destrezza e rapidità, sono riusciti a sottrarre oggetti personali prima di essere fermati dai Carabinieri. Una dinamica tristemente nota, ma che continua a mietere vittime tra chi per pochi giorni si immerge nel fascino – e nei pericoli – di Roma.


Valigie, hotel e “auto facili”: il caso Colosseo

Nel cuore della città antica, due cittadini algerini sono stati colti in flagrante mentre forzavano lo sportello di un’auto in sosta nei pressi di un hotel, nelle vicinanze del Colosseo. Hanno agito con rapidità, puntando a due valigie lasciate incustodite. Il proprietario, un turista proveniente dall’Arabia Saudita, ha potuto riavere la refurtiva grazie all’intervento dei militari, che hanno bloccato i due sospetti poco dopo il colpo. Entrambi erano già noti alle forze dell’ordine e privi di un domicilio stabile, dettaglio che torna con frequenza preoccupante in questi episodi.

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Via Nazionale: un furto in pieno giorno

Nel quartiere del Quirinale, una delle zone commerciali e turistiche più battute, un furto è avvenuto in pieno giorno, sotto gli occhi di passanti e turisti. Un uomo, egiziano di 32 anni, ha letteralmente strappato lo smartphone dalle mani di un visitatore intento in una chiamata. L’intervento tempestivo di una pattuglia in abiti civili ha impedito la fuga. Anche in questo caso, il ladro era senza fissa dimora e con precedenti. Il furto con strappo, tipologia di reato molto più traumatica per la vittima, sottolinea un’escalation nella sfacciataggine con cui certi soggetti operano, spinti probabilmente dalla consapevolezza che il caos urbano può fungere da copertura.


Il caso risolto con la tecnologia: geolocalizzazione e denuncia

L’episodio in via Napoleone III mette in luce un interessante uso della tecnologia da parte delle vittime. Un turista italiano, derubato del proprio zaino contenente effetti personali e degli auricolari AirPods, ha deciso di usare la funzione di geolocalizzazione per rintracciare la refurtiva. Ha guidato i Carabinieri fino a via Principe Amedeo, dove un 49enne algerino, anch’egli senza fissa dimora, è stato trovato in possesso dello zaino. Denunciato per ricettazione, il suo caso solleva interrogativi sulla diffusione del micro-riciclaggio tra i ricettatori di strada: oggetti piccoli, ma costosi e facilmente rivendibili.


Un fenomeno ricorrente, non emergenziale

Le operazioni delle ultime 48 ore sono solo la punta dell’iceberg di un fenomeno ormai strutturale. Roma, con i suoi 9 milioni di turisti annui, è diventata un campo d’azione ideale per piccoli gruppi criminali – spesso informali, mobili, difficili da monitorare – che trovano nei luoghi di culto e nei punti nevralgici del trasporto pubblico le condizioni perfette per colpire. L’assenza di dimora, la recidiva e la difficoltà di identificazione spesso impediscono un’efficace prevenzione.

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Ma i numeri parlano anche di un impegno capillare delle forze dell’ordine. Il lavoro sul territorio – che include pattuglie in abiti civili, controlli mirati, collaborazione con la polizia municipale e l’uso di telecamere – ha consentito in questo caso di reagire rapidamente, restituendo non solo beni, ma anche fiducia a chi visita la capitale.

Il contrasto ai reati contro il patrimonio resta una sfida quotidiana. E se è vero che il turismo è una delle principali ricchezze di Roma, è altrettanto vero che proteggerlo significa proteggere la reputazione e il volto umano della città. Una città dove fede, arte e storia convivono con le contraddizioni del presente, tra bellezza e fragilità, sacro e profano.

 
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Cronaca

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