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18 Maggio 2022

Pubblicato il

Ambulanti sul piede di guerra

Roma, gli ambulanti tornano in piazza: sconcerto per sentenza Tar su concessioni

di Redazione
Gli ambulanti sul piede di guerra nella Capitale, contestano le sentenze del Tar
protesta ambulanti roma
Protesta degli ambulanti a Roma (Immagine di repertorio)
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“L‘Ana-Ugl, esprime sconcerto e grande preoccupazione per le conseguenze delle sentenze del Tar del Lazio con le quali sono stati rigettati i ricorsi degli ambulanti e delle Associazioni. Gli operatori ambulanti chiedevano l’annullamento delle decisioni della precedente Amministrazione comunale per la non applicazione dei bandi sulle circa 18mila concessioni. I titolari delle di cui sono titolari i 12mila ambulanti che svolgono la loro attività nei mercati giornalieri e saltuari, nelle rotazioni, nei posteggi fissi e nelle fiere”.

È quanto si legge in una nota congiunta del presidente nazionale Ivano Zonetti, del segretario Nazionale Marrigo Rosato e del vicepresidente nazionale e portavoce Angelo Pavoncello di Ana-Ugl (Associazione Nazionale Ambulanti).

“Rinnovo concessioni è nostra conquista”

“Innanzitutto, va ricordato che le sentenze potevano anche essere evitate se la nuova Amministrazione comunale avesse accolto il nostro invito a ritirare in autotutela gli atti (atti della precedente amministrazione) per fare cessare la materia del contendere. Il diritto al rinnovo delle concessioni di dodici anni – stabilito da leggi nazionali e regionali – non è stato un regalo della politica a dei privilegiati ma una conquista delle associazioni ‘No Bolkestein’ di tutta l’Italia e di Roma che hanno fatto capire alle istituzioni il pericolo e il grave impatto sociale che avrebbe prodotto la direttiva Bolkestein sugli ambulanti”.

“In piazza contro la direttiva Bolkestein”

Per queste motivazioni, si legge poi nella nota, “nel riaffermare le nostre ragioni, Ana-Ugl si rivolge a tutte le Associazioni di Roma a ritornare a scendere in piazza e chiedere agli ambulanti di non rassegnarsi alle decisioni del Tar. Gli ambulanti sono preoccupati per il loro futuro, nel mentre la pandemia sta devastando già il loro presente.

Oggi è il tempo dell’unità per chiedere con forza alla Amministrazione Comunale di recedere dalla insensata decisione di non annullare gli atti che rischia di travolgere gli ambulanti di tutta l’Italia. Promuoveremo appello al Consiglio di Stato contro le Sentenze del Tar perché infondate e sbagliate“.

E ancora: “Chiediamo infine a tutte le forze politiche di prendere coscienza della grave crisi degli ambulanti e della necessità di politiche che diano certezze di lavoro, contro la direttiva Bolkestein e per aiutarli a superare gli effetti causati dalla pandemia”. (Com/Dip/ Dire) 

Commercio ambulante: annullati rinnovi automatici concessioni, presto nuovi bandi (dal sito del Comune di Roma, in data 19 febbraio 2021)

Sono illegittimi e vanno disapplicati i provvedimenti legislativi nazionali e regionali in materia di rinnovi delle concessioni di posteggio per il commercio su area pubblica. Lo ha stabilito l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a seguito di una richiesta di parere presentata dalla Sindaca di Roma Virginia Raggi rispetto alla rilevazione del contrasto fra le dette normative e il principio di tutela della concorrenzialità e della libera impresa, contemplato dalla Costituzione e dal diritto europeo.

In riferimento a quest’ultimo, la Direttiva Bolkestein impone la messa a bando per tutte le licenze degli ambulanti: una norma sinora derogata in Italia in ragione delle dette leggi, che di fatto hanno consentito il rinnovo automatico delle licenze degli ambulanti fino al 2032. Eventuali procedimenti avviati per il rinnovo automatico dei permessi in scadenza degli ambulanti saranno ritirati.

L’allora sindaca Virginia Raggi: è una vittoria dei cittadini per riaffermare la legalità

“Roma fa da apripista per una svolta epocale. Riportiamo finalmente legalità e trasparenza nel settore del commercio ambulante, sino ad oggi feudo indiscusso dei soliti noti a causa di un susseguirsi di provvedimenti nazionali e regionali illegittimi e in contrasto con la Direttiva Bolkestein, norma comunitaria che impone la messa a bando delle licenze.

Ho richiesto un parere dell’Autorità per porre fine al far west pluridecennale delle concessioni di lunga durata, dei rinnovi automatici senza procedure di selezione pubbliche, dello sbarramento all’accesso di attività economiche per le quali tutti i cittadini hanno il diritto di concorrere.

Parliamo di migliaia di postazioni in città: bancarelle, mercati, camion bar, con particolare riferimento a quelle zone di pregio che evidentemente si concentrano nel centro storico, nel Municipio I. Ho dato mandato ai Dipartimenti e ai Municipi di ritirare eventuali procedimenti avviati per il rinnovo automatico delle concessioni e procedere alla stesura di nuovi bandi. Questa vittoria dell’Amministrazione è una vittoria dei cittadini, e di tutti i Comuni italiani che potranno valersi di questo precedente per riaffermare la legalità”, dichiarava l’allora Sindaca di Roma Virginia Raggi nel 2021.

Lupo (M5S): Tar conferma correttezza Raggi sui Bandi

“Anche il commercio su area pubblica rientra nella direttiva Bolkestein. Non ci sono più dubbi, a sancirlo è il Tar del Lazio che conferma la recente decisione del Consiglio di Stato. Le concessioni degli ambulanti devono andare a bando, come ha giustamente fatto la Giunta Raggi”. Commenta così la senatrice del M5s Giulia Lupo la sentenza del Tar Lazio che ha rigettato il ricorso presentato da un operatore contro la decisione dell’amministrazione capitolina, dell’allora sindaca Virginia Raggi, di far decadere le licenze e avviare un avviso pubblico per l’aggiudicazione delle postazioni.

“Mi auguro che questa conferma della giustizia amministrativa, che toglie ogni dubbio sulla legittimità e bontà dell’operato della Sindaca e della sua giunta mettendo fine alle proroghe infinite, possa rassicurare anche il comparto sul fatto che non c’è nessun atteggiamento persecutorio e sulla necessità di prepararsi per partecipare ai bandi che, nel caso di Roma Capitale, prevedevano anche dei criteri premiali per chi già avesse svolto l’attività, nel rispetto delle regole”. (Comunicati/Dire)

 

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