La posizione della Lega: “Misura ideologica che penalizza i cittadini”
A Roma si accende la polemica attorno alla decisione dell’amministrazione capitolina di introdurre il limite di velocità a 30 km/h all’interno delle Ztl. Il provvedimento, annunciato dal sindaco Roberto Gualtieri e dall’assessore ai Trasporti Eugenio Patanè, viene definito “ideologico” e “penalizzante” da tre esponenti della Lega: Simona Baldassarre, membro del direttivo romano del partito, Fabrizio Santori, capogruppo in Assemblea Capitolina, e Luigi Servilio, capogruppo nel I Municipio.
Secondo i tre rappresentanti, la misura non risponde a criteri di sicurezza stradale ma rischia di avere effetti pesanti sulla mobilità quotidiana di migliaia di romani.
Le critiche: trasporti insufficienti e traffico in aumento
La nota diffusa dalla Lega sottolinea come il nuovo limite arrivi in un momento delicato, con la riapertura delle scuole e la ripresa a pieno ritmo delle attività lavorative. Le nuove regole, sostengono Baldassarre, Santori e Servilio, finiranno per rallentare ulteriormente la circolazione in città, aggravando i problemi già esistenti.
Gli esponenti del partito evidenziano come molti cittadini siano costretti a utilizzare l’auto privata a causa delle difficoltà del trasporto pubblico: autobus con scarsa frequenza e metropolitane sovraffollate vengono citati come fattori che rendono impossibile ridurre l’uso delle auto. In questo contesto, affermano, “bloccare la circolazione” con un limite generalizzato a 30 km/h appare una scelta priva di logica.
Dove servono i limiti ridotti
La Lega precisa di non essere contraria in assoluto ai limiti di velocità più bassi, ma di ritenerli opportuni solo in contesti specifici. L’applicazione potrebbe avere senso in prossimità delle scuole, nelle strade strette o nei quartieri residenziali, dove la riduzione della velocità rappresenta un reale elemento di tutela per pedoni e ciclisti.
Diverso, secondo gli esponenti del partito, imporre la stessa regola a interi quadranti della città, senza distinguere tra aree a rischio e assi principali della mobilità urbana.
La direttiva ministeriale del 1° febbraio
A sostegno delle proprie critiche, Baldassarre, Santori e Servilio richiamano la direttiva emanata dal Ministero delle Infrastrutture il 1° febbraio 2024. Nel documento, firmato dal ministro Matteo Salvini, si precisa che i limiti a 30 km/h possono essere introdotti esclusivamente in strade o tratti particolari, giustificati da specifiche esigenze di sicurezza, e non come misura generalizzata.
Secondo la Lega, la scelta del Campidoglio non sarebbe quindi coerente con quanto previsto dalla normativa nazionale e rischierebbe di esporre la città a un provvedimento inefficace, che non affronta le cause dei problemi della mobilità romana.
La polemica politica sulla mobilità a Roma
Il tema della mobilità resta uno dei più divisivi nel dibattito politico romano. Da un lato l’amministrazione guidata da Gualtieri punta a ridurre incidenti, inquinamento e traffico attraverso regole più restrittive; dall’altro, opposizioni e associazioni di categoria segnalano il rischio di penalizzare chi ogni giorno deve spostarsi per motivi di lavoro o studio senza avere a disposizione alternative realmente efficienti al mezzo privato.
Per la Lega, la decisione sui 30 km/h si inserisce in una logica che considera i cittadini più come soggetti da sanzionare che come utenti da tutelare. Gli esponenti romani del partito parlano esplicitamente di “posa bulimica di autovelox e tutor”, sostenendo che l’obiettivo principale dell’amministrazione sia quello di aumentare le entrate piuttosto che garantire sicurezza stradale.
I prossimi passaggi
Il provvedimento sulle Ztl sarà al centro delle prossime discussioni in Aula e nei municipi, con la Lega pronta a dare battaglia e a chiedere una revisione che tenga conto delle reali esigenze della città. Il confronto si preannuncia acceso e potrebbe riaprire il dibattito più ampio sulla gestione del traffico e sul futuro del trasporto pubblico romano.
Al momento, l’amministrazione non ha fornito dettagli ulteriori su possibili deroghe o correttivi, ma le opposizioni chiedono chiarimenti e l’avvio di un confronto concreto con i cittadini e le categorie produttive che verrebbero maggiormente coinvolte dall’introduzione dei limiti.
A cura di Alessio Postiglione