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14 Aprile 2021

Pubblicato il

Roma, nella notte più nera muore un ragazzo di 24 anni. Troppi morti a Roma

di Mirko Ciminiello

Luca Sacchi, personal trainer, cercava di difendere la fidanzata da una rapina alla Caffarella. Ed è gravissimo un cinese accoltellato a Termini

Nella sua notte più nera, la Città Eterna si è riscoperta una Roma violenta. Come se non fossero bastati casi che hanno avuto anche un’importante risonanza mediatica, come se gli agguati al nuotatore Manuel Bortuzzo o al musicista Alberto Bonanni fossero stati anche inutili, oltre che assurdi. E così il sangue è tornato a scorrere per le strade della Capitale, che ora piange uno dei suoi figli, vittima di un’oscurità che non lascia alcuna buona azione impunita.

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Aveva solo 24 anni, Luca Sacchi, e faceva il personal trainer. Stava passeggiando assieme alla sua fidanzata in via Teodoro Mommsen, nei pressi del Parco della Caffarella, quando due malviventi hanno aggredito la ragazza, colpendola violentemente alla testa e alle spalle per strapparle lo zainetto. Il giovane ha provato a reagire, più per difenderla che per opporsi alla rapina, ma uno degli aggressori gli ha sparato alla testa prima di dileguarsi con il suo complice.

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Trasportato d’urgenza al San Giovanni, Sacchi è stato immediatamente sottoposto a intervento chirurgico: ma le sue condizioni erano apparse subito disperate, e il giovane se n’è andato dopo ore di agonia.

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Gravissimo è anche un trentenne cinese accoltellato alla gola in via Giolitti, di fronte alla stazione Termini. Anche in questo frangente i due responsabili hanno fatto perdere le proprie tracce, mentre è ancora ignoto il movente dell’aggressione.

I due episodi – soprattutto il primo – hanno riportato in primo piano il tema della sicurezza nell’Urbe, e scatenato nuovamente la polemica politica. Nel pieno rispetto delle scelte dei vari leader, forse poteva essere più opportuno limitarsi a esprimere il proprio dolore.

Cantava il bolognese Luca Carboni che la sua era una «città senza pietà». Dopo quasi trent'anni, i nostri centri abitati corrono forse un rischio addirittura peggiore – quello dell'assuefazione alla violenza, una violenza così radicata da non sembrare più neppure senza senso. Non si può ignorare che anche l'indifferenza uccide – forse in maniera perfino più efferata. Speriamo che Roma abbia la forza di ribellarsi prima di arrivare a scoprirlo.

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