La Capitale si è stretta attorno a Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, vittima di un attentato giovedì sera. In piazza Santi Apostoli, nel cuore di Roma, centinaia di persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata dal Movimento 5 Stelle a favore della libertà di stampa.
Sul palco si sono alternati il leader M5S Giuseppe Conte e alcuni dei nomi più noti del giornalismo italiano, da Milena Gabanelli a Marco Travaglio, da Andrea Scanzi a Rula Jebreal, fino a Riccardo Iacona e Francesco Cancellato.
Roma protagonista della mobilitazione per Sigfrido Ranucci
La scelta di piazza Santi Apostoli non è casuale: simbolo di tante battaglie civiche, è diventata ancora una volta il palcoscenico di una mobilitazione che guarda oltre i confini politici. “Difendere Ranucci significa difendere il diritto di Roma e dell’Italia a un’informazione libera”, ha dichiarato Conte nel suo intervento d’apertura.
Tra i presenti anche esponenti della politica laziale, come la senatrice Barbara Floridia, presidente della commissione di Vigilanza Rai, che ha ribadito il legame tra servizio pubblico e diritto all’informazione.
L’attentato a Ranucci e la libertà di stampa
Il giornalista romano è stato vittima di un attentato che ha sollevato forte allarme. La procura indaga, ma intanto la comunità laziali si è mobilitata: associazioni, reti civiche e semplici cittadini hanno affollato la piazza in segno di vicinanza.
La manifestazione ha visto la partecipazione di realtà come No bavaglio, Transparency International Italia e Articolo 21, da tempo impegnate anche sul territorio laziale per la difesa della trasparenza e dei diritti civili.
Un segnale dalla Capitale all’Italia intera
L’iniziativa romana manda un messaggio chiaro: il Lazio è in prima linea nella difesa della libertà di stampa. Le voci dal palco hanno ricordato che l’attacco a un giornalista non riguarda solo chi fa questo mestiere, ma ogni cittadino che ha diritto a essere informato senza filtri.
Da piazza Santi Apostoli parte dunque un appello che supera i confini regionali e si rivolge a tutto il Paese: l’informazione non può e non deve essere messa a tacere.