Roma si prepara a cambiare il modo in cui affronta l’estate. In Campidoglio è stata presentata la proposta del primo Piano Caldo della Capitale, una strategia da 50 milioni di euro in cinque anni per ridurre l’impatto delle ondate di calore nei quartieri, proteggere le persone più fragili e trasformare piazze, strade, scuole, fermate e spazi pubblici in luoghi più adatti al nuovo clima urbano.
Piano Caldo Roma, perché la Capitale diventa un laboratorio climatico
Il cuore del provvedimento è semplice da spiegare e complesso da realizzare: il caldo non è più un’emergenza episodica, ma una condizione destinata a ripetersi con maggiore frequenza. La città lo sta già sperimentando con giornate torride, notti tropicali, asfalto bollente, edifici che accumulano calore e quartieri dove trovare ombra, acqua e spazi freschi è più difficile. Roma, per dimensioni, densità e differenze territoriali, diventa così il primo banco di prova italiano per una politica urbana pensata non solo per assistere durante i picchi di temperatura, ma per modificare l’ambiente cittadino.
Il Piano nasce nel solco della Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici approvata dall’Assemblea capitolina nel gennaio 2025. L’aumento delle temperature, aggravato dall’isola di calore urbana, era già stato individuato come uno dei problemi principali per la salute pubblica, la qualità della vita e la tenuta dei servizi essenziali. L’obiettivo ora è passare da interventi separati a una regia unica, capace di unire verde, acqua, welfare, mobilità, protezione civile, manutenzione e trasformazione degli spazi.
La proposta porta la firma politica dell’amministrazione capitolina e coinvolge ambiente, lavori pubblici, urbanistica, sociale, protezione civile, aziende di servizio e competenze scientifiche. La direzione indicata è netta: preparare la città prima dei picchi di calore, ridurre le temperature percepite dove possibile, ampliare l’accesso a luoghi riparati e rafforzare l’assistenza a chi vive in condizioni di maggiore vulnerabilità.
Ondate di calore e salute, le misure per anziani, soli e senza dimora
La parte sociale del Piano è una delle più delicate. Il caldo colpisce in modo diverso a seconda dell’età, dello stato di salute, della casa in cui si vive, del lavoro svolto e del quartiere. Per questo Roma punta a rafforzare i servizi già attivi durante l’estate, con più posti nei centri servizi diurni, accesso tramite numero verde, unità di strada, stazioni di posta e strutture di accoglienza multifunzionali in immobili comunali.
A queste misure si aggiungono le quattro tensostrutture ereditate dal Giubileo, i servizi di consegna pasti a domicilio, i pranzi di Ferragosto, gli screening gratuiti nel circuito Farmacap, 5mila ingressi gratuiti in 18 piscine comunali, soggiorni al mare, centri estivi per minori e un ruolo più ampio della Protezione civile comunale nella prevenzione e nell’assistenza. Non si parla solo di riparo dal sole: si tratta di costruire una rete capace di intercettare solitudine, fragilità abitativa e rischi sanitari prima che diventino emergenze.
Il Piano guarda con attenzione anche a chi vive in strada. Durante le ondate di calore, la mancanza di un luogo riparato e di acqua accessibile aumenta i rischi in modo immediato. Per questo le strutture di accoglienza, i rifugi climatici, le fontanelle, le case dell’acqua e i servizi territoriali dovranno funzionare come una rete leggibile, facile da raggiungere e aggiornata negli orari.
Rifugi climatici a Roma, la mappa per trovare ombra, acqua e spazi freschi
La novità più visibile per i cittadini è la rete dei rifugi climatici. Oggi Roma conta 178 luoghi al chiuso e 482 spazi all’aperto dove sarà possibile trovare sollievo nelle giornate più calde. La mappa include biblioteche, centri anziani, musei gratuiti, aule studio, parchi con buona ombreggiatura, case di quartiere, chiese, strutture di accoglienza e spazi pubblici dotati di acqua o servizi utili.
L’obiettivo è rendere questa rete sempre più ampia, partendo dai territori più esposti e meno attrezzati. Non basta indicare un punto su una mappa: serviranno orari affidabili, informazioni sui servizi disponibili, percorsi per arrivare, accessibilità e aggiornamenti durante i giorni di allerta. La differenza potrà farla la capacità di trasformare un elenco di luoghi in uno strumento davvero utile per famiglie, anziani, lavoratori, turisti e persone senza una rete di supporto.
In questa stessa logica rientra il potenziamento dei punti d’acqua. Roma dispone di 3.294 nasoni e fontanelle e di 59 case dell’acqua, con una app dedicata. Nelle estati più dure, l’acqua potabile distribuita sul territorio diventa parte della risposta climatica, insieme ai parchi ombreggiati e agli edifici pubblici aperti.
Verde, depavimentazione e pensiline: come cambiano strade e piazze
Il Piano Caldo interviene anche sul volto fisico della città. Dal 2022 il bilancio arboreo di Roma è aumentato di 38mila alberi, mentre sono in corso o programmate centinaia di migliaia di nuove piantumazioni con interventi del Dipartimento Ambiente, dei Municipi e con fondi Pnrr. Dal 2021 le aree verdi sono cresciute di 187 ettari, pari a un aumento del 4,56%, con nuovi parchi, aree attrezzate nei quartieri e cinque parchi d’affaccio lungo il Tevere.
Un altro capitolo riguarda la depavimentazione. Sono 44.501 i metri quadrati di terreni liberati dall’asfalto e riqualificati, con 40 interventi realizzati dal 2024 a oggi su strade, piazze e marciapiedi. È una scelta che incide direttamente sull’effetto isola di calore: meno superfici impermeabili e più suolo capace di assorbire acqua e ospitare vegetazione significano temperature percepite più basse, maggiore ombra e spazi pubblici più frequentabili.
Il Piano richiama anche i nuovi criteri sostenibili inseriti nel Regolamento Edilizio, che spingono verso edifici più adatti al clima che cambia. Sul fronte della mobilità urbana, è in corso il programma per installare 475 pensiline moderne alle fermate degli autobus: 413 sono già state posate nel centro e nelle periferie. In una città dove l’attesa del bus può diventare pesante nelle ore più calde, ombra e protezione non sono più un dettaglio di arredo urbano.
Scuole, centri anziani e servizi: gli edifici pubblici contro l’afa
Il Piano guarda agli edifici frequentati ogni giorno da bambini, anziani e cittadini. Nelle scuole dell’infanzia e negli asili nido, aperti anche a giugno e luglio, sono già stati installati sistemi di raffrescamento in 150 edifici. Il nuovo Piano Scuole Verdi prevede altri 6 milioni di euro per completare gli interventi entro il 2027 in tutte le strutture della fascia 0-6 anni.
Nei centri anziani, 127 strutture dispongono già di impianti e altre 12 avranno pompe di calore nel 2027. Anche qui la logica è preventiva: rendere i luoghi pubblici più adatti alle giornate di caldo intenso permette di ridurre l’isolamento, favorire la permanenza in ambienti sicuri e alleggerire la pressione sui servizi sanitari durante le fasi più critiche.
Il Piano include anche la resilienza delle infrastrutture energetiche, idriche e di mobilità. Le ondate di calore possono aumentare i consumi elettrici, favorire sovraccarichi, aggravare le perdite idriche e mettere sotto pressione il trasporto pubblico. Per questo la strategia non si limita al verde, ma include consumo responsabile, manutenzione delle reti e attenzione alla continuità dei servizi.
Consultazione pubblica e monitoraggi: il percorso verso l’approvazione definitiva
La proposta apre ora una fase di informazione, approfondimento e consultazione pubblica. Saranno coinvolti cittadini, Municipi, università, enti di ricerca, associazioni, imprese e gestori dei servizi. Dopo l’approvazione definitiva in Assemblea Capitolina, il Piano dovrà essere misurato con indicatori, monitoraggi e revisioni ogni cinque anni.
Il quadro climatico rende l’intervento non più rinviabile. Il 2025 è stato il terzo anno più caldo dal 1991 e il quinto per numero di ondate di calore; il 2024 occupa il primo posto, il 2022 il secondo. La temperatura del Tirreno è salita di 0,85 gradi rispetto al periodo 1991-2020, le notti tropicali sono arrivate a quota 101 e nel 2025 non si è registrato nemmeno un giorno di gelo. Numeri che raccontano un cambio di stagione permanente per Roma e per il Lazio.
La Capitale prova ora a trasformare la risposta all’afa in una politica stabile: più alberi, meno asfalto, più acqua, più ombra, più luoghi accessibili e più protezione per chi rischia di più. La vera prova sarà nei quartieri, dove il Piano dovrà diventare visibile nelle strade, nelle fermate, nei cortili scolastici, nei parchi e nei servizi di prossimità.
