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Roma Pride 2025, la madrina dell’evento sarà Rose Villain

L'inno ufficiale della manifestazione sarà "Fuorilegge", brano presentato a febbraio al Festival di Sanremo
a cura di Giovanni Montella
Rose_Villain_Funweek.it_2024
Rose_Villain_Funweek.it_2024

Non è una semplice partecipazione quella annunciata da Rose Villain per il prossimo Roma Pride, previsto per sabato 14 giugno 2025. L’artista sarà infatti la madrina ufficiale dell’evento, un ruolo che ha accettato – come ha fatto sapere l’organizzazione – “in maniera entusiasta”, confermando anche la sua esibizione alla Grande Parata con la canzone “Fuorilegge”, scelta come inno di quest’edizione. La sua presenza però non si esaurisce nella performance: è parte di un percorso coerente e pubblico, fatto di prese di posizione chiare a favore dei diritti civili e dell’autodeterminazione. Per Rose, non si tratta di una semplice apparizione, ma di un’estensione naturale del suo impegno.

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Roma Pride 2025, Rose Villain madrina: ecco perchè

Nel contesto della musica italiana contemporanea, Rose Villain rappresenta una delle voci più interessanti per la capacità di attraversare territori diversi, sia estetici che tematici. Il suo stile – lucido, diretto, talvolta spigoloso – si presta bene a una narrazione che mette al centro identità ibride, appartenenze fluide e resistenze culturali. Questo rende la sua vicinanza alla comunità LGBTQIA+ non solo credibile, ma quasi inevitabile. La scelta di “Fuorilegge” come inno dell’evento va letta proprio in questa chiave. Non è un brano qualsiasi: è una dichiarazione, un modo per dare parola a chi spesso si muove ai margini delle norme e delle definizioni imposte. È anche lo slogan ufficiale del Pride 2025, un richiamo diretto alle esperienze di chi viene ancora oggi escluso o ignorato dalle tutele legislative.

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Mario Colamarino, portavoce del Coordinamento Roma Pride, ha definito Rose “una vera alleata”, riconoscendone l’impegno non episodico nei confronti della comunità queer. Un riconoscimento che, in un momento storico attraversato da tensioni sociali e derive reazionarie, assume un peso specifico importante. Chi parteciperà al corteo di giugno vedrà Rose Villain in testa alla parata, non come testimonial di facciata, ma come voce di sostegno consapevole. Lei stessa ha dichiarato di voler utilizzare la sua visibilità come strumento per amplificare istanze collettive, consapevole che i diritti negati a una parte della società indeboliscono l’intero tessuto democratico. Questo tipo di dichiarazioni non si limitano alla retorica: raccontano un modello di presenza pubblica che riconosce la responsabilità politica dell’essere visibili, specie in un Paese in cui il riconoscimento dei diritti delle persone LGBTQIA+ resta ancora incompleto e in parte precario.

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