Nel cuore di Roma, gli scavi sotto la Casa del Jazz stanno riportando l’attenzione su un mistero irrisolto che dura da decenni.
Il mistero della scomparsa del giudice Adinolfi
La scomparsa del giudice Paolo Adinolfi, avvenuta il 2 luglio 1994, ha lasciato dietro di sé una scia di domande senza risposta. Oggi, carabinieri e polizia, supportati da cani molecolari, hanno avviato un’operazione per cercare i suoi resti in gallerie sotterranee mai esplorate prima.
Scavi sotto la Casa del Jazz
L’operazione di scavo è stata disposta dalla prefettura in seguito alla richiesta dell’ex magistrato Guglielmo Muntoni, dopo un incontro del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’obiettivo è quello di ispezionare gli anfratti sotto la Casa del Jazz, un edificio che ha un passato oscuro, essendo stato confiscato alla criminalità organizzata e legato a Enrico Nicoletti della Banda della Magliana.
Il gudice Adinolfi scomparve il 2 Luglio 1994
Quel giorno d’estate del 1994, Adinolfi uscì dalla sua casa in via della Farnesina per non farvi mai più ritorno. Aveva promesso alla moglie di essere a casa per pranzo ma così non fu. Le ultime tracce lo portano nella biblioteca del tribunale civile dove avrebbe trasferito un conto corrente. Testimoni dicono di averlo visto prendere un autobus verso il quartiere Parioli, ma nessuno sa cosa accadde poi.
I collegamenti con la Banda della Magliana
Nel corso degli anni, molte sono state le ipotesi sulla scomparsa di Adinolfi: dal malore improvviso alla perdita di memoria, fino al rapimento orchestrato da qualcuno dei suoi casi fallimentari. Un filo conduttore persistente è il legame con la Banda della Magliana e la bancarotta della società Fiscom. Tuttavia, nonostante le numerose piste seguite dalla Procura di Perugia, le indagini si sono sempre concluse con archiviazioni.
La speranza dei familiari
Lorenzo Adinolfi, figlio del giudice scomparso, esprime una cauta attesa mentre gli scavi procedono: “Ora dobbiamo solo aspettare. Non si può dire altro.” Anche Pietro Orlandi ha ricordato come un ex magistrato fosse convinto che proprio lì potesse trovarsi il corpo di sua sorella Emanuela, sparita nel 1983.
Un caso riaperto sotto nuova luce
Mentre le ricerche proseguono sotto la Casa del Jazz, tutti si interrogano su cosa potrebbe emergere da quelle gallerie buie che potrebbero contenere risposte non solo sulla sorte di Adinolfi ma forse anche su altre pagine nere della storia romana degli ultimi decenni.
