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18 Maggio 2021

Pubblicato il

Roma Tor Bella Monaca, 51 arresti: demoliti vertici della più grande piazza di spaccio della zona

di Redazione

Chi sgarrava veniva perfino sequestrato e anche i familiari venivano rapiti e picchiati

I carabinieri nell'operazione antidroga a Tor Bella Monaca

Maxi operazione antidroga e arresto di 51 persone. I carabinieri del comando provinciale di Roma hanno azzerato i vertici della più grande piazza di spaccio operante nella borgata romana di Tor Bella Monaca.

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Arresti Tor Bella Monaca contro il narcotraffico: a capo tre fratelli

In varie regioni d’Italia, da questa mattina i militari stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia.

L’ordinanza nei confronti di appartenenti a un’organizzazione criminale dedita al narcotraffico, radicata nella Capitale e con base operativa e logistica nel quartiere di Tor Bella Monaca.

Più di trecento i militari, coadiuvati dalle unità cinofile e supportati da elicotteri del Nucleo  Carabinieri di Pratica di Mare, che stanno partecipando al blitz.

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Le indagini svolte dal Nucleo investigativo di Frascati hanno permesso di ricostruire i ruoli dei vari indagati all’interno dell’organizzazione, facente capo a tre fratelli che gestivano la piazza di spaccio che si trova su via dell’Archeologia 106. Circa 600mila euro mensili il giro d’affari.

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Le ritorsioni sugli “infedeli” e perfino sui loro familiari

Come in una perfetta organizzazione aziendale i pusher che si rivelavano capaci ed affidabili erano promossi a ruoli di supervisione. Essi andavano poi a formare un efficiente organigramma di tipo manageriale.

A questo livello i compiti erano suddivisi rigidamente, e dove chi sbagliava subiva punizioni gravissime.

Si è arrivati a registrare veri e propri sequestri di persona ai danni di associati “infedeli”. Addirittura accadeva che i loro familiari venissero rapiti e brutalmente picchiati.

Con riferimento a questa ultima contestazione gli investigatori hanno riconosciuto l’aggravante di avere agito con il metodo mafioso.

 
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