Roma, Torre dei Conti: Largo Ricci torna verso la normalità

Torre dei Conti, dal 6 maggio recinzioni ridotte a Largo Ricci: seconda corsia, aree restituite e zona rossa limitata
Di Alessandra Monti
Roma, Largo Ricci, Torre dei Conti
Roma, Largo Ricci, Torre dei Conti

A Largo Corrado Ricci scatta un nuovo passo verso la normalità: dalle ore 16 del 6 maggio 2026 Roma Capitale riduce le recinzioni nell’area della Torre dei Conti, dopo la riconsegna degli spazi da parte dei Vigili del Fuoco e la nuova ordinanza firmata dal Sindaco.

Largo Ricci e Torre dei Conti, cosa cambia dalle ore 16

La novità più attesa riguarda il perimetro del cantiere. Le barriere vengono ristrette e una parte degli spazi finora interdetti torna disponibile, con effetti diretti sulla mobilità e sulla fruizione dell’area. Non si tratta di una riapertura totale, ma di un arretramento significativo delle limitazioni nate dopo il crollo parziale della Torre dei Conti, avvenuto il 4 novembre 2025.

La nuova ordinanza dispone la cessazione dei divieti per alcune porzioni di Largo Corrado Ricci, sia sul lato via Cavour sia sul lato via dei Fori Imperiali. Il provvedimento consente anche l’apertura di una seconda corsia carrabile per il traffico leggero di collegamento da via dei Fori Imperiali verso via Cavour. È un passaggio importante in un punto di Roma dove ogni restringimento produce effetti immediati su residenti, attività, mezzi di servizio, turisti e percorsi pedonali.

Seconda corsia e recinzioni ridotte: l’impatto sulla viabilità

Il ritorno di una seconda corsia non cancella le cautele, ma alleggerisce una strozzatura viaria rimasta a lungo sotto osservazione. Largo Ricci è una cerniera urbana delicata: collega Monti, l’area dei Fori Imperiali, via Cavour e uno dei settori più frequentati del centro storico. Per questo la riduzione dell’area interdetta ha un valore che supera il semplice spostamento di una recinzione.

La circolazione resta limitata al traffico leggero, quindi la riapertura va letta come una misura calibrata. Roma Capitale non smonta il dispositivo di sicurezza, ma lo rimodula sulla base dell’avanzamento delle verifiche e della messa in sicurezza. In pratica, l’emergenza lascia spazio a una gestione più ordinata del cantiere, con una distinzione più netta fra aree restituite al passaggio e spazi ancora protetti.

Torre dei Conti, cosa resta interdetto nell’area rossa

La zona più sensibile resta esclusa dal libero accesso. Rimane interdetta l’area corrispondente al perimetro strutturale della Torre dei Conti, in Largo Corrado Ricci 35. Resta inoltre chiusa una porzione contenuta del marciapiede, occupata dalla stazione topografica robotizzata necessaria per il monitoraggio strutturale.

Questo dettaglio racconta bene la natura dell’intervento: la fase più acuta dell’emergenza arretra, ma il controllo tecnico continua. La presenza dello strumento di rilevazione serve a seguire l’evoluzione della struttura durante il completamento delle opere di messa in sicurezza. La prudenza, quindi, rimane parte integrante del nuovo assetto.

Anche l’area di cantiere sul lato via dei Fori Imperiali resta delimitata. Il camminamento pedonale su vicolo Tor de’ Conti era già stato riaperto con un precedente provvedimento, ma restano precluse le porzioni occupate dalle recinzioni e dagli allestimenti di protezione. Chi attraversa la zona troverà quindi un assetto più ordinato, non un ritorno pieno alla situazione precedente al novembre 2025.

Dal regime di emergenza al cantiere programmato

Il passaggio amministrativo ha un significato preciso: le attività residue vengono incanalate in una fase di intervento programmata e strutturata, regolata dalle norme sulla sicurezza nei cantieri temporanei e mobili. È il segnale che il lavoro non è finito, ma cambia cornice.

Dopo i primi interventi dei Vigili del Fuoco, iniziati a fine novembre 2025, le ordinanze successive avevano già ridotto progressivamente gli effetti del primo provvedimento emergenziale. A gennaio erano state liberate alcune aree riguardanti immobili e attività commerciali; a febbraio era stato riconosciuto il cessato pericolo per l’accesso interno al Centro Anziani e per il cantiere del Templum Pacis; a marzo erano state restituite altre porzioni esterne e parte della sede stradale.

Ora si aggiunge un tassello ulteriore: aree restituite, recinzioni ridimensionate, seconda corsia disponibile, ma presidio tecnico ancora attivo. È una normalità parziale, costruita per gradi, senza forzare i tempi di un intervento che riguarda un manufatto storico e uno spazio urbano di grande valore.

Templum Pacis, monitoraggio e regole per chi passa nella zona

L’ordinanza prevede anche la restituzione delle aree al cantiere del Templum Pacis, come indicato nella planimetria allegata al provvedimento. La mappa distingue le aree ancora sottoposte a sequestro, le zone rosse soggette a divieto, le superfici già restituite e quelle riassegnate al cantiere del Templum Pacis.

Per cittadini, esercenti e visitatori la regola resta semplice: si può transitare solo negli spazi riaperti, mentre rimangono vietati accesso, sosta e passaggio nelle aree ancora interdette. Le violazioni delle prescrizioni poste a tutela della pubblica incolumità possono comportare conseguenze penali e sanzioni amministrative.

Roma prova così a ricucire un pezzo del suo centro storico senza abbassare il livello di attenzione. Largo Ricci torna più percorribile, il cantiere si restringe, la Torre dei Conti resta sotto monitoraggio. Una ripartenza graduale, nel cuore archeologico e monumentale della Capitale.

 
CATEGORIA

Cronaca

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista