Salone del Libro di Torino 2026, il Lazio punta sui giovani scrittori: chi sono i finalisti di “Cuori narranti”

Dal 14 al 18 maggio, nello spazio regionale allestito al Lingotto, l’appuntamento più atteso è la finale di “Cuori narranti”, il concorso letterario dedicato a giovani scrittrici e scrittori residenti o domiciliati nel Lazio, con età compresa fra i 14 e i 35 anni
Di Fabio Vergovich
Salone del Libro di Torino 2025
Salone del Libro di Torino 2025

La Regione Lazio porta al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 un programma che mette al centro lettura, editoria, giovani talenti e politiche culturali del territorio. Dal 14 al 18 maggio, nello spazio regionale allestito al Lingotto, l’appuntamento più atteso è la finale di “Cuori narranti”, il concorso letterario dedicato a giovani scrittrici e scrittori residenti o domiciliati nel Lazio, con età compresa fra i 14 e i 35 anni.

La cerimonia è in programma sabato 16 maggio alle ore 16 al Caffè Letterario del Padiglione Oval, nel cuore della presenza istituzionale laziale al Salone.

Regione Lazio al Salone del Libro: il concorso “Cuori narranti” porta a Torino le nuove voci della narrativa

“Cuori narranti” nasce nell’ambito del progetto Lazio Libri, promosso dalla Regione Lazio con Lazio Innova, con l’obiettivo di intercettare energie creative ancora in fase di emersione e accompagnarle in un percorso reale di visibilità editoriale. Non si tratta solo di premiare un testo, ma di costruire un’occasione di crescita per autrici e autori che stanno cercando uno spazio riconoscibile nel panorama narrativo contemporaneo.

Il concorso ha raccolto oltre cento opere inedite, fra racconti e romanzi brevi. Il dato più significativo riguarda la forte presenza femminile: il 67% dei testi è stato scritto da autrici, mentre il 33% porta la firma di autori. La fascia d’età più rappresentata è quella dai 26 ai 33 anni, segnale di una generazione che arriva alla scrittura dopo un primo tratto di esperienza personale, formativa e lavorativa, con storie spesso segnate da domande sull’identità, sulla crescita, sulle relazioni, sulla fragilità emotiva e sulla salute mentale.

La partecipazione ha coinvolto tutto il Lazio, con una maggiore incidenza della provincia di Roma, seguita da Latina, Viterbo, Frosinone e Rieti. È un elemento non secondario, perché conferma quanto la scrittura giovanile non sia confinata nei grandi centri culturali, ma attraversi province, città medie, paesi e percorsi biografici diversi. Da qui emerge anche una possibile funzione pubblica del concorso: dare forma, ascolto e prospettiva a una produzione letteraria spesso viva, ma non sempre intercettata dal mercato editoriale tradizionale.

Giovani scrittori del Lazio: i cinque finalisti scelti dalla giuria

Una giuria composta da nove membri, con rappresentanti istituzionali, partner del progetto, esponenti del mondo letterario, editoriale e mediatico, ha selezionato le cinque opere finaliste. I finalisti saranno presentati durante l’incontro conclusivo di Torino, moderato da Stefano Salis del Sole 24 Ore, con la partecipazione di figure istituzionali e culturali di rilievo.

Fra gli interventi sono previsti quelli di Simona Baldassarre, assessore regionale a Cultura, Pari opportunità, Politiche giovanili e della famiglia, Servizio civile; Silvio Viale, presidente del Salone Internazionale del Libro di Torino; Luca Fegatelli, direttore regionale della Direzione Cultura, Politiche giovanili e della famiglia, Pari opportunità, Servizio civile; Fabio Del Giudice, direttore di Più libri più liberi; Andrea Pasino, responsabile di Kindle Direct Publishing per Italia, Francia e Spagna; Leonardo Colombati, scrittore, direttore di Nuovi Argomenti e rettore dell’Accademia Molly Bloom.

I cinque testi finalisti mostrano una varietà di registri e immaginari. Marzio Paolo Albano, con Chiuso per stelle, ambienta a Roma una storia di incontro inatteso e amore discreto, costruita su attese, piccoli gesti e scelte lontane dall’esibizione.

Dario Antonelli, con Un Io qualunque, lavora sullo smarrimento dell’identità e sulla scrittura stessa, con ironia e inquietudine quotidiana in un tempo condizionato dagli algoritmi. Desiree Ceccarelli, con La città delle cose non dette, firma un viaggio simbolico in un luogo che dà forma ai silenzi, ai rimpianti e alle rinunce.

Manuel Di Caterino, con Diario di un capitano, sceglie la prima persona per raccontare la vita di un uomo di mare del Cinquecento, sospesa fra sogni, prove, perdite e desiderio di comando sul proprio destino. Adriano Ricci, con Persone semplici, porta in scena una vicenda familiare lunga vent’anni, attraversata da conflitti, silenzi e fratture ereditarie.

Salone del Libro 2026, dalla Regione Lazio un percorso per portare gli esordi davanti ai lettori

Il valore di “Cuori narranti” sta anche nella concretezza dei riconoscimenti previsti. I dieci semifinalisti hanno ottenuto la realizzazione grafica dell’opera, con copertina e impaginazione degli interni, in vista dell’autopubblicazione online su Kindle Direct Publishing, piattaforma di self-publishing di Amazon e partner del concorso. Le copertine dei dieci libri portano la firma dell’illustratore Alessandro Arrigo.

Per ciascun finalista è prevista la stampa di 100 copie promozionali del libro da parte di Kindle Direct Publishing, mentre al primo classificato saranno riconosciute altre 300 copie. È una misura che può incidere concretamente sul percorso degli autori, perché consente di presentarsi a lettori, operatori culturali, librai, bibliotecari e addetti ai lavori con un prodotto editoriale già definito, leggibile, riconoscibile.

Al vincitore assoluto sarà inoltre riservato un beneficio formativo presso l’Accademia Molly Bloom, con la possibilità di scegliere fra il Master di scrittura creativa e un percorso personalizzato. La formazione, in questo caso, diventa parte integrante del premio: non solo visibilità immediata, ma strumenti per maturare una voce, governare una struttura narrativa, trasformare un esordio in un cammino più consapevole.

Cultura e lettura nel Lazio: il programma regionale oltre la finale letteraria

La presenza della Regione Lazio al Salone non si limita alla premiazione. Il programma curato nello Spazio Lazio comprende incontri dedicati a biblioteche, lettura, patrimonio culturale, educazione e inclusione, con una linea che mette in relazione politiche pubbliche e pratiche culturali diffuse.

Nel calendario figurano appuntamenti come “Raccontare il patrimonio”, “Biblioteche che trasformano” e il “Piano del libro Regione Lazio”, a conferma di una partecipazione costruita non solo sulla vetrina istituzionale, ma anche sul confronto con operatori, autori, editori, scuole e pubblico.

In questa cornice, il concorso assume un significato più ampio. La promozione della lettura non passa soltanto dalla distribuzione dei libri o dal sostegno agli eventi, ma anche dalla capacità di far nascere nuove occasioni di scrittura, specialmente per le generazioni più giovani. Il Lazio porta a Torino un messaggio preciso: la cultura può diventare una politica territoriale quando riesce a connettere formazione, creatività, imprese editoriali, biblioteche e spazi pubblici.

Il progetto è finanziato con il Fondo per le politiche giovanili della Presidenza del Consiglio dei ministri e vede come partner il Salone Internazionale del Libro di Torino, Più libri più liberi e Kindle Direct Publishing. La collaborazione con soggetti diversi restituisce l’idea di una filiera culturale nella quale istituzioni, editoria e piattaforme digitali possono agire su livelli complementari, offrendo ai giovani autori strumenti di accesso e occasioni di promozione.

Lazio Libri a Torino: perché “Cuori narranti” può diventare un modello

Portare cinque opere d’esordio in una cornice come il Salone del Libro significa esporle a un pubblico nazionale, ma anche inserirle in una rete di appuntamenti editoriali più ampia. Le opere finaliste saranno valorizzate nelle principali fiere editoriali nazionali e internazionali a partire dall’edizione torinese del Salone, dando continuità a un percorso che non si esaurisce nella proclamazione del vincitore.

È proprio questo l’aspetto più interessante dell’iniziativa: la scrittura giovanile viene trattata come un investimento culturale, non come un episodio isolato. Gli autori selezionati non ricevono solo un riconoscimento simbolico, ma entrano in un circuito fatto di presentazioni, formazione, produzione grafica, copie stampate e promozione.

Per molti esordienti, il passaggio più difficile non è soltanto scrivere un testo, ma farlo arrivare a un pubblico e misurarsi con le regole del settore editoriale.

Il Salone di Torino offre alla Regione Lazio una platea nazionale per raccontare questa scelta. In un momento in cui l’editoria cerca nuovi lettori e nuove voci, “Cuori narranti” prova a costruire un ponte fra creatività giovanile e opportunità concreta.

Le storie finaliste arrivano da percorsi diversi, parlano di amore, identità, memoria, famiglia, mare, silenzi interiori e rapporti con il presente digitale. Dentro questa varietà si riconosce una generazione che non chiede soltanto di essere letta, ma di essere presa sul serio.

 
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