San Genesio, il Salto visto dalla carrozza: il nostro reportage tra larici, sentieri e paesaggi alpini

Ferragosto a San Genesio per il reportage su Bolzano: passeggiata del Materloch e giro in carrozza sull’Altipiano del Salto
Di Luca Vergovich
In carrozza a San Genesio (Bolzano)
In carrozza a San Genesio (Bolzano)

Quest’anno a Ferragosto siamo arrivati in Alto Adige per un reportage dedicato a Bolzano e alla sua provincia, e abbiamo raggiunto San Genesio Atesino, a pochi chilometri dal capoluogo altoatesino, per vivere una giornata capace di raccontare il territorio da una prospettiva particolare: prima la passeggiata del Materloch, poi un giro in carrozza sull’Altipiano del Salto, accompagnati dalla preziosa guida di Evi Innerhofer, direttrice dell’ufficio turistico locale.

È stata un’esperienza che ha consentito di conoscere da vicino uno degli angoli più suggestivi dell’Alto Adige, dove il paesaggio mantiene ancora un rapporto strettissimo con le attività tradizionali, con i cavalli e con quella rete di sentieri che attraversa prati, boschi di larici e grandi spazi aperti.

San Genesio si trova a circa 1.100 metri di quota e domina Bolzano dall’alto. Poco oltre il paese comincia il Salto, uno degli altipiani di larici più estesi d’Europa, con percorsi accessibili anche alle famiglie e ampie vedute verso le Dolomiti, la Valle dell’Adige e i gruppi montuosi circostanti.

La passeggiata del Materloch, dentro il paesaggio di San Genesio

La prima parte della giornata è stata dedicata alla passeggiata del Materloch, un itinerario che permette di entrare gradualmente nell’ambiente naturale che circonda San Genesio.

Qui il valore del percorso è il cammino stesso che diventa parte del racconto: il terreno cambia, si alternano tratti più aperti e zone immerse nella vegetazione, mentre lo sguardo incontra continuamente le montagne.

Nel corso della visita, Evi Innerhofer ci ha accompagnati nella conoscenza dei luoghi, fornendo indicazioni sul territorio e sulle sue tradizioni. Una presenza che ha reso possibile leggere il paesaggio andando oltre la semplice bellezza delle immagini.

Sul Salto, infatti, prati e lariceti formano un ambiente particolare nel quale l’attività dell’uomo e la natura convivono da molto tempo. I prati alberati rappresentano un habitat importante anche per la fauna e la flora locali e permettono, nelle giornate limpide, di osservare un panorama che può estendersi dalle Dolomiti fino alla Mendola e al gruppo dell’Ortles.

In carrozza Evelyn Roque, Luca Vergovich con Evi Innerhofer, direttrice dell’ufficio turistico di San Genesio

Il giro in carrozza sull’Altipiano del Salto

La seconda parte dell’esperienza ha cambiato completamente ritmo. Salire su una carrozza trainata dai cavalli e attraversare l’altopiano significa riscoprire una dimensione del viaggio che oggi appartiene sempre meno alla quotidianità.

Il passo regolare degli animali accompagna lungo prati e boschi senza interrompere il silenzio del luogo. La velocità ridotta permette di osservare particolari che dall’automobile passerebbero facilmente inosservati: una baita lontana, il profilo di un larice, un pendio illuminato dal sole, il movimento delle nuvole sulle montagne.

A San Genesio il rapporto con i cavalli è ancora parte dell’identità locale. In particolare, il territorio è profondamente legato agli Haflinger, i caratteristici cavalli altoatesini, utilizzati anche per escursioni e giri in carrozza sul Salto.

E per noi il percorso in carrozza è stato un modo concreto per comprendere il ritmo di questo territorio, grazie anche al nostro insostituibile cocchiere Hans.

Evi Innerhofer, una guida capace di raccontare il territorio

In giornate come questa, il ruolo di chi accompagna diventa determinante. Evi Innerhofer ci ha guidato attraverso il territorio con competenza, disponibilità e una conoscenza puntuale dei luoghi.

Raccontare un altopiano significa infatti spiegare anche ciò che a prima vista non appare: perché certi prati hanno quella conformazione, quale rapporto esiste fra allevamento e paesaggio, come sono cambiate le abitudini degli abitanti e quali tradizioni continuano a caratterizzare la vita di San Genesio.

La presenza dell’ufficio turistico locale permette inoltre a chi arriva per la prima volta di orientarsi fra passeggiate, percorsi a cavallo, escursioni e itinerari che possono essere affrontati senza necessariamente organizzare giornate impegnative. L’Associazione Turistica di San Genesio opera proprio come punto di riferimento per chi vuole conoscere l’Altipiano del Salto e le possibilità offerte dal territorio.

San Genesio, così vicino a Bolzano e già immerso nella montagna

Uno degli aspetti che colpiscono maggiormente durante il reportage è la vicinanza con Bolzano. San Genesio dista appena una decina di chilometri dal capoluogo, eppure l’ambiente cambia rapidamente. Si sale di quota e il traffico urbano lascia spazio ai prati, ai boschi e alle aziende agricole.

È una caratteristica che rende questa zona particolarmente interessante anche per chi soggiorna a Bolzano e cerca un’escursione di una giornata.

Il Salto offre inoltre percorsi di diversa lunghezza e difficoltà. Uno degli itinerari più conosciuti attraversa l’altopiano per circa sette chilometri, raggiungendo quota 1.500 metri e sviluppandosi in un ambiente dominato dai larici. Altri sentieri proseguono verso Avelengo, Meltina e le aree più alte, con vedute che si aprono progressivamente sulle montagne.

Viaggiare lentamente per capire davvero l’Alto Adige

La nostra giornata a San Genesio offre anche uno spunto più ampio sul modo di visitare l’Alto Adige, rinunciando per qualche ora alla fretta. Camminare, fermarsi, ascoltare chi vive sul posto e percorrere un altopiano in carrozza restituiscono una percezione diversa dello spazio e delle distanze.

La passeggiata del Materloch e il successivo itinerario sul Salto hanno mostrato proprio questo: una montagna accessibile, curata e ancora fortemente legata alle proprie tradizioni, dove il turismo può convivere con agricoltura, allevamento e tutela del paesaggio.

San Genesio e l’Altipiano del Salto rappresentano una delle tappe più riuscite del nostro racconto sull’estate 2026 a Bolzano e Provincia, grazie a una combinazione rara di panorami alpini, cultura locale e possibilità di vivere il territorio senza filtri.

E quando la carrozza procede lentamente sotto i larici, con le montagne sullo sfondo e soltanto il rumore degli zoccoli ad accompagnare il percorso, si comprende perché una giornata qui possa restare impressa ben oltre la durata di una semplice escursione.

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