Scommesse nel Lazio, 12 miliardi l’anno e ancora nessuna legge deterrente

Nella Capitale e nel Lazio la spesa per le scommesse è tornata ai livelli pre-pandemia, raggiungendo i 12 miliardi l’anno. Lo fa sapere un’inchiesta de la Repubblica. La maggior parte di questo denaro arriva attraverso giocate online che contribuiscono per il 60% alle entrate.

Lazio, scommesse tornano a livelli pre-Covid

Una proposta di legge regionale volta a disincentivare i comportamenti ludopatici aveva imposto che le sale da gioco siano situate ad almeno 500 m dalle scuole, bancomat, compro oro e altri punti sensibili. Ma i concessionari si sono sempre posti sul piede di guerra.

scommesse

Il dato confermato dall’inchiesta di Repubblica dimostra che il gioco sta diventando sempre più un’abitudine per milioni di persone riaprendo una questione sociale immensa e molto complessa. E’ bene ricordare che giocare una schedina ogni tanto non è un atteggiamento che deve destare preoccupazione. Ma bisogna essere vigili perché si può scivolare in una dipendenza che può far arrivare chi ne soffre a perdere il lavoro, gli affetti, la famiglia. Una dipendenza che può portare a debiti, prostituzione, fino al suicidio.

L’incontro con Leodori per la legge Regione Lazio

Già dal 2012 la regione Lazio aveva stabilito una legge con l’obiettivo di fare da deterrente da tale abuso ma è stata rinviata più volte fino al 2021 e poi al primo settembre 2022. La scorsa settimana si è tenuto un incontro con il vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori con altre imprese protagoniste del settore e associazioni collegate all’abuso del gioco e delle scommesse un incontro che purtroppo è terminato con un buco nell’acqua. Ma con la forte consapevolezza del fatto che occorre lavorare sul piano sociale sul disturbo da gioco d’azzardo patologico, un grave problema collettivo che causa anche perdite economiche sul territorio del nostro paese. In altre regioni del nostro paese come in Piemonte è entrata in vigore dal 2017 la legge che cerca di screditare il gioco d’azzardo, ed è già in vigore e anche in Emilia Romagna e Lombardia dove ha già dato i primi ma incoraggianti risultati.