Nel calcio esistono pareggi che sembrano vittorie e altri che fanno più male di una sconfitta. Quello maturato dal Frosinone allo Stirpe contro il Cittadella rientra senza dubbio nella seconda categoria. Una partita in cui i giallazzurri hanno prodotto gioco, creato palle gol in quantità, colpito un palo e tirato 22 volte verso la porta. Ma alla fine, in classifica, resta solo un punto. Troppo poco per una squadra che lotta con l’acqua alla gola e che, a due giornate dalla fine, non può più permettersi di perdere il controllo delle partite quando il pallone scotta.
Frosinone – Cittadella, la partita
La squadra di Paolo Bianco ha approcciato la gara con l’intensità giusta, determinata a lasciarsi alle spalle la beffa subita a Pisa. Dopo appena sette minuti, il palo colpito di testa da Monterisi su calcio d’angolo sembrava il preludio a un pomeriggio prolifico. Invece, come spesso è accaduto in questa stagione, il Frosinone ha mostrato i soliti limiti negli ultimi metri.
Il copione della prima frazione è stato chiaro: Frosinone avanti, Cittadella chiuso e pronto a colpire. Dopo l’uscita forzata di Marchizza per infortunio — un altro contrattempo che complica il finale di stagione — la squadra ha continuato a costruire. Le occasioni per Vural e Ambrosino non sono mancate, e il rigore assegnato al 35’ per il fallo di mano su tiro di Kvernadze sembrava l’occasione per mettere la gara sui binari giusti. Ambrosino si fa ipnotizzare da Kastrati, ma è reattivo sulla ribattuta: 1-0, vantaggio meritato.
Poi, però, qualcosa si è rotto. Il Frosinone ha abbassato il baricentro, ha smesso di mordere e ha lasciato campo a un Cittadella fin lì impalpabile. Il gol del pareggio nasce da un errore su calcio d’angolo offensivo: un contrattacco scolastico, una diagonale non letta e un buco difensivo che costa caro. Una rete subita con troppa leggerezza, in un momento in cui serviva solo gestione e lucidità.
Bianco: “Su Di Chiara non rispondo”
A fine partita, Paolo Bianco non si nasconde. La sua analisi in conferenza stampa è asciutta, diretta, senza fronzoli: “Abbiamo perso due punti”. Il gol subito, spiega, nasce da una disattenzione figlia forse della stanchezza, forse della pressione. L’ammissione che la squadra si sia “impaurita” dopo l’1-1 è un segnale che qualcosa, nella testa dei giocatori, si è incrinato. E le parole successive non lasciano margini: “Chi non se la sente di affrontare quest’ultima fase del campionato, può restare a casa”.
Restano due gare in un campionato che il Frosinone aveva reindirizzato sulla retta via con l’arrivo di Bianco, ma ora la classifica dice che i ciociari sono appena a +1 sulla zona playout. Serve almeno in una vittoria in quelle che sono due partite che si preannunciano difficili, contro Palermo – in zona playoff – e Sassuolo, fresco di promozione in A. In attesa di capire l’entità dell’infortunio di Marchizza e con qualche tensione irrisolta in merito alle rotazioni — Bianco ha dribblato la domanda su Di Chiara, fuori dal progetto tecnico come Biraschi — la priorità è ricompattarsi.