Brutta battuta d’arresto per il Frosinone, che torna dalla Sicilia non solo con zero punti, ma con il rischio concreto di non poter giocare, il prossimo anno, la serie cadetta: la sconfitta del Barbera, infatti, ha risucchiato definitivamente i ciociari nelle zone rosse della classifica, dove, a parte il retrocesso Cosenza, si lotta punto a punto – nel vero senso del termine – ed è ancora tutto appeso ad un filo, ad una sola giornata dal traguardo finale.
Palermo – Frosinone, la partita
Gli uomini di Bianco non riescono mai a mettere pressione ai rosanero, che con questa vittoria ufficializzano la qualificazione ai playoff per l’ultimo posto in Serie A. L’avvio è contratto, più per timore che per tattica. Dieci minuti di nulla, o quasi, con il Palermo che sembra voler controllare più che spingere, e il Frosinone che si limita ad osservare. Poi, d’un tratto, l’unico lampo giallazzurro del primo tempo: Ghedjemis si inserisce bene ma non finalizza. È un avvertimento che rimarrà isolato.
Al 30’, la partita cambia volto. Un errore difensivo del Frosinone – l’ennesimo in una stagione logorata da insicurezze e assenze, oggi anche quella di Lucioni – spalanca la porta a Brunori, servito da un Di Francesco ispirato. Il bomber del Palermo non sbaglia e firma l’1-0. Non è solo un gol: è uno schiaffo morale a una squadra che fatica a reagire. Il primo tempo si chiude con poche altre note di rilievo. Il Palermo non spinge, ma non ne ha bisogno. Il Frosinone non costruisce, non ha riferimenti offensivi e pare smarrito nella sua stessa classifica.
L’inizio del secondo tempo è un colpo secco: dopo due minuti, Brunori colpisce ancora, indisturbato in area, libero come in un’amichevole di luglio. Difesa ciociara immobile, Cerofolini impotente; è 2-0 e partita in salita. Il tecnico Bianco prova a rimescolare le carte: fuori Bracaglia, dentro Ambrosino. Ma la squadra resta timida. Solo dopo una nuova girandola di cambi – dentro Partipilo e Oyono – si comincia a intravedere qualcosa di diverso. Pecorino sfiora il gol, Audero si oppone con mestiere. Poi è il palo di Kvernadze a negare la gioia del 2-1. Partipilo ribadisce in rete, ma la posizione è irregolare. Il VAR lo conferma.
Il Frosinone non si arrende e ci prova fino all’ultimo, ma con più foga che idee. Ancora un gol annullato, stavolta per fallo sul portiere. Un altro colpo basso che fiacca il morale. La fotografia della serata è tutta lì: tentativi rabbiosi, ma confusi.
Frosinone, le parole di Bianco e un finale che sarà thriller
Non è tutto da buttare per Bianco, che crede nella salvezza e non sottovaluta l’importanza, eventualmente, di giocare i playout: “Dobbiamo crederci, perchè abbiamo delle chance. Se due mesi e mezzo fa ci avessero detto dei playout, ci avremmo messo la firma. Non è finita, speravamo di chiuderla prima ma faccio fatica a rimproverare qualcosa ai ragazzi. Abbiamo preso due gol negli unici due tiri in porta subiti. [I giocatori] Non sono felici, ci mancherebbe, ma gli ho detto di rialzare subito la testa perchè abbiamo un’altra partita. Poi, faremo le considerazioni, sperando di disputare almeno i playout. Nel caso li faremo con la massima attenzione e con la voglia di rimanere in questa categoria perchè lo meritano i tifosi, il presidente e tutta la gente di Frosinone”.
Alla fine, il 2-0 condanna il Frosinone a dover fare risultato nell’ultima giornata – recupero di Pasquetta – contro il Sassuolo neopromosso in Serie A dell’ex Fabio Grosso. La salvezza diretta è quasi una chimera. Serve battere il Sassuolo e sperare in un passo falso del Brescia, impegnato contro una Reggiana già salva. Ma il vero incubo è un altro: la retrocessione diretta è distante un solo punto. Salernitana e Cittadella – entrambe a 39 – si affronteranno in uno scontro che potrebbe condannare il Frosinone anche solo con un pareggio. Se una o più squadre dovessero finire a pari punti, si ricordi, la classifica avulsa terrebbe conto degli scontri diretti, oppure, se questi sono pari, della differenza reti negli scontri diretti.