Sperlonga, piccolo gioiello laziale, si fa portavoce di una sfida molto importante: proteggere il mare dall’inquinamento provocato dallo scarico degli oli alimentari esausti. In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani 2025, lungo la Riviera di Ulisse ha preso il via la campagna di sensibilizzazione “Stop food oils & fats in the sea”, promossa dal Conoe (Consorzio nazionale per la raccolta degli oli esausti) e da Nuova C Plastica, con il supporto del Comune e del Porto di Sperlonga, di Energie Comuni e di Tanoil.
L’iniziativa mira a porre l’accento su un fenomeno ancora troppo trascurato: lo sversamento in mare degli oli da cucina, soprattutto da parte delle imbarcazioni da diporto. Bastano poche gocce per creare una pellicola sulla superficie marina che compromette lo scambio di ossigeno, minacciando gravemente gli ecosistemi acquatici. Ma, se correttamente raccolti, questi oli possono diventare una risorsa preziosa.
È proprio con questo obiettivo che al porto di Sperlonga è stato inaugurato “Olivia”, un punto di conferimento fisso per l’olio vegetale usato. E per rendere concreta l’azione anche a bordo delle barche, sono state distribuite gratuitamente le tanichette “Marino”, realizzate in plastica riciclata, parte della quale recuperata direttamente dagli oceani. Uno strumento pratico e sostenibile pensato per chi naviga e ama il mare.
«Abbiamo voluto trasformare un problema in una soluzione – spiega Tommaso Campanile, presidente del Conoe –. Recuperare correttamente l’olio esausto significa proteggere il mare, ma anche alimentare un circolo virtuoso in cui un rifiuto pericoloso diventa materia prima per il biodiesel, l’edilizia o l’industria». Nel solo Lazio, negli ultimi dodici mesi, il Consorzio ha recuperato oltre 18mila tonnellate di olio esausto, la maggior parte delle quali destinata alla rigenerazione in impianti autorizzati.
Accanto a Campanile, anche Piero Camoli di Nuova C Plastica ha sottolineato l’importanza del gesto quotidiano: «Con “Marino” offriamo un mezzo concreto e semplice per contribuire alla salute degli ecosistemi. La sostenibilità passa anche da piccoli comportamenti che, se adottati su larga scala, possono fare la differenza».
La campagna ha avuto fin dalle prime ore una grande risposta da parte del pubblico. Numerosi diportisti, famiglie e curiosi si sono fermati sulla banchina, accolti da uno staff pronto a spiegare l’importanza della raccolta differenziata degli oli da cucina e i danni che il loro abbandono può causare al mare.