TAV nel Frusinate: Salvini favorevole, la Regione Lazio in campo e RFI avvia studi di fattibilità per il progetto

Salvini ha espresso il proprio favore politico all’opera, sottolineando l’importanza di dotare il Lazio meridionale di un’infrastruttura capace di inserirlo pienamente nei grandi flussi nazionali ed europei
Di Alessandra Monti
Treno Alta Velocità
Treno Alta Velocità

La mattina di martedì, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si è svolto un confronto che potrebbe segnare un punto di svolta per il futuro della mobilità nel Lazio meridionale. Al tavolo, convocato dall’onorevole Nicola Ottaviani, si sono ritrovati il Ministro Matteo Salvini, il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, i vertici e l’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), insieme al Presidente della Provincia di Frosinone Luca Di Stefano e ai sindaci di Frosinone, Ferentino e Supino.

L’obiettivo dichiarato: valutare concretamente la realizzazione di una stazione dell’Alta Velocità ferroviaria nel territorio frusinate.

Salvini favorevole alla TAV nel Frusinate, Rocca garantisce impegno della Regione Lazio

Durante l’incontro, introdotto da Ottaviani e seguito dall’intervento del Presidente Di Stefano, è emersa con chiarezza una volontà condivisa. Salvini ha espresso il proprio favore politico all’opera, sottolineando l’importanza di dotare il Lazio meridionale di un’infrastruttura capace di inserirlo pienamente nei grandi flussi nazionali ed europei.

Il Presidente Rocca ha ribadito che la Regione sarà parte attiva del percorso, garantendo collaborazione e supporto istituzionale. Dal canto suo, RFI ha manifestato un atteggiamento positivo, annunciando l’avvio di ulteriori analisi e studi di fattibilità tecnica. Un segnale che, pur non vincolante, rappresenta un primo passo formale verso la realizzazione del progetto.

La Provincia di Frosinone parla con una voce sola

La compattezza del territorio è stata uno dei tratti più evidenti del confronto romano. Di Stefano ha ricordato come, già nelle scorse settimane, la Provincia avesse riunito il Comitato per lo Sviluppo, coordinato insieme al consigliere delegato Andrea Amata, raccogliendo il consenso unanime di parti sociali e mondo imprenditoriale.

Secondo il Presidente della Provincia, la stazione TAV non è solo un’opera di mobilità, ma una leva di sviluppo. La sua realizzazione andrebbe a rafforzare la competitività non soltanto del Frusinate, ma anche delle aree limitrofe: dal basso Lazio all’Abruzzo, fino al Molise e all’alta Campania.

Un’infrastruttura con ricadute economiche e occupazionali

Nelle dichiarazioni rese dopo l’incontro, Di Stefano ha messo in evidenza il carattere macroeconomico della stazione ad Alta Velocità. L’infrastruttura, ha spiegato, consentirebbe di attrarre investimenti, creare nuova occupazione e modernizzare il sistema dei trasporti, con effetti positivi anche sulla governance territoriale e sull’integrazione dei servizi ai cittadini.

Il Presidente ha ricordato che l’arrivo della TAV si inserirebbe in un contesto già interessato da grandi investimenti. Tra questi, i 2 miliardi di euro destinati da Novo Nordisk allo stabilimento di Anagni, con la prospettiva di 1.500 nuovi posti di lavoro entro il 2029. Unindustria Frosinone, ha aggiunto Di Stefano, ha definito la stazione un’infrastruttura ormai non più procrastinabile, fondamentale per accompagnare la trasformazione del tessuto economico del Lazio meridionale.

Dall’esperienza di Reggio Emilia un modello da seguire

Il riferimento a Reggio Emilia Mediopadana, spesso citato come caso di successo, è stato centrale anche nell’intervento del Presidente. Lì, la stazione AV ha avuto effetti tangibili su turismo, logistica, export e mercato immobiliare, diventando un motore di crescita per l’intero territorio.

Per Frosinone, l’obiettivo è replicare quel modello lungo gli assi Roma–Napoli e Milano–Torino, riducendo i divari territoriali e rafforzando la posizione strategica della provincia.

La richiesta al Governo: tempi rapidi per gli studi e le decisioni

La posizione del territorio, sostenuta da istituzioni, categorie e parti sociali, è chiara: tradurre al più presto gli studi di RFI in un progetto esecutivo. “La Provincia di Frosinone – ha sottolineato Di Stefano – è pronta a coordinare tutti gli attori locali per accompagnare il processo. Abbiamo una visione condivisa e la determinazione necessaria per trasformarla in realtà”.

Il pressing sul Ministero e sul Governo punta ora a ottenere un cronoprogramma certo e tempi rapidi per le valutazioni tecniche. La stazione TAV nel Frusinate, da idea sostenuta a più voci, potrebbe trasformarsi in un tassello decisivo per ridisegnare la mappa della mobilità e dello sviluppo economico dell’Italia centrale.

 
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