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Tevere del futuro: balneabile o navigabile? Il dubbio che divide Roma

Roma sogna un Tevere balneabile e navigabile. Ma quale progetto è più realistico? I cittadini si dividono e rispondono alla domanda
Di Alessandra Monti
Fiume Tevere e Ponte Sisto (Dal sito del Comune di Roma)
Fiume Tevere e Ponte Sisto ( Dal sito del Comune di Roma)

La settima edizione del Tevere Day ha riacceso i riflettori sul grande fiume di Roma. Oltre alle centinaia di eventi culturali, sportivi e didattici che hanno animato gli 80 chilometri di sponde, al centro delle discussioni è tornata la domanda che da anni accompagna istituzioni e cittadini: meglio puntare su un Tevere balneabile o navigabile?

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Il Tevere Day riapre il dibattito sul futuro del fiume

Il sindaco Roberto Gualtieri, presente anche quest’anno con un’uscita a bordo di un gommone della Guardia di Finanza, ha rilanciato l’idea della balneabilità entro cinque anni, mentre associazioni e comitati di quartiere non smettono di sottolineare le opportunità legate alla navigazione turistica e sportiva.

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Balneabilità del Tevere: sogno o obiettivo concreto?

Un Tevere balneabile resta l’immagine più suggestiva: famiglie e turisti che d’estate trovano refrigerio nelle acque del fiume, come già avviene in altre grandi capitali europee. L’amministrazione capitolina guarda all’esempio di Parigi, dove la Senna sarà balneabile in vista delle Olimpiadi, e assicura che anche Roma può arrivarci.

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I monitoraggi però evidenziano criticità: scarichi non controllati nell’Aniene, depuratori da adeguare e interventi infrastrutturali ancora da completare. Nonostante ciò, gli esperti dell’associazione Tevere Day sottolineano che la qualità dell’acqua è oggi migliore rispetto a quella della Senna prima della bonifica, e che dunque il traguardo non è così lontano.

Navigabilità del Tevere: turismo, sport e collegamenti

Parallelamente, cresce l’idea di restituire al fiume la sua storica funzione di via d’acqua navigabile. Una prospettiva che punta non solo a sviluppare un’offerta turistica diversa — gite in battello, itinerari culturali, sport remieri — ma anche a creare collegamenti sostenibili tra quartieri, soprattutto in un’ottica di mobilità verde.

La Regione Lazio e l’amministrazione comunale hanno avviato interlocuzioni per verificare la fattibilità dei progetti. Molti cittadini guardano a questa opzione come più concreta e immediata rispetto alla balneabilità, perché richiede meno vincoli sanitari e può valorizzare fin da subito il patrimonio paesaggistico e archeologico del fiume.

Cittadini divisi: Tevere come spiaggia o come via d’acqua?

Durante il Tevere Day, le opinioni dei partecipanti hanno mostrato un quadro variegato: c’è chi sogna un tuffo in città senza dover raggiungere il mare e chi, al contrario, immagina battelli, kayak e regate come simbolo della rinascita del fiume.

Le famiglie si dicono attratte dall’idea di un Tevere balneabile, ma chiedono garanzie di sicurezza e igiene. Le associazioni sportive e culturali, invece, spingono per la navigabilità, ritenendo che possa creare da subito nuove occasioni di socialità e sviluppo economico.

Un futuro da costruire insieme

Il dilemma balneabilità o navigabilità non ha una risposta immediata. Probabilmente, come osservano alcuni esperti, il futuro del Tevere dovrà conciliare entrambe le vocazioni: acque più pulite e sicure, ma anche fruizione turistica e sportiva.

Quel che è certo è che il Tevere Day ha confermato una verità: i romani vogliono riappropriarsi del loro fiume, non più percepito come confine o luogo dimenticato, ma come cuore vivo della città. La sfida sarà trasformare le promesse in realtà e scegliere insieme quale strada intraprendere.

 
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