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Tiramisù World Cup 2025 in rosa: vincono Barbara Tosato e Daniela De Biasio

La competizione si è svolta a Treviso e ha incoronato anche altri vincitori nelle diverse categorie, tra cui Fabiana Boreli per la tappa del Brasile e Manuel Coletti per la Tiramisù Challenge
Di Anna Mirabile
Tiramisù

La Tiramisù World Cup 2025 ha espresso due nuovi talenti: Barbara Tosato, originaria di Mestre (Venezia), e Daniela De Biasio di Col San Martino (Treviso), rispettivamente vincitrici nella categoria “ricetta originale” e “ricetta creativa”. Le due pasticcere si erano già distinte durante le selezioni, che si sono svolte nelle due giornate del 10 e dell’11 ottobre in piazza della Borsa, a Treviso, conquistando il pubblico tutto, ma soprattutto la giuria.

Barbara Tosato

Commossa fino alle lacrime, con gli occhi lucidi come la coppa d’oro che le è stata consegnata, Barbara Tosato, radiologo, classe 1969, ha dedicato la vittoria alla sua famiglia, che l’ha supportata ed ha assaggiato tutti suoi tiramisù, consentendole di esercitarsi molto. “Questa vittoria è frutto di costanza, impegno e determinazione. Non me lo aspettavo, ma ci speravo” – ha dichiarato.

Daniela De Biasio

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Daniela De Biasio, 54 anni,  ha vinto con la ricetta creativa,  ha vissuto come un gioco la competizione, divertendosi. Il suo segreto? Una miscela   a base di albicocche e caramello salato, mescolati agli ingredienti tradizionali. Due donne non professioniste, aspiranti Pastry Chef, la cui esistenza, fatta di sacrifici e normalità , sta virando verso la celebrità. Abili e coraggiose, solidali e talentuose, sono state  premiate da una sfida all’ultimo cacao, davvero meritocratica.

Sul podio, secondi e terzi classificati  per la ricetta tradizionale,  l’aostano Daniele Giovinazzo e  Monia Salvadori, 51 anni,  infermiera di Spresiano. Secondi e terzi classificati per la ricetta creativa, il riminese Paolo Silvegni e il 41enne Manuel Coletti, tecnico commerciale di Vazzola.

Ideatore della Tiramisù World Cup, un tiramisù per Gaza

Una festa di colori e sapori, il senso di una comunità che Francesco Redi, ideatore della Tiramiù World Cup, ormai giunta alla nona edizione,  ha tessuto negli anni per arrivare al successo di oggi. Una manifestazione  iconica, un simbolo dell’Italia migliore, che s’innalza come la Torre Eiffel e si fa amare dal mondo. Redi suggerisce di farla diventare anche un evento per suggellare la pace, un tiramisù per Gaza, uniamo i popoli.  

L’interesse globale per questo dolce familiare che assurge a simbolo di un paese inimitabile, è il fiore all’occhiello dello Stivale che contagia le altre Nazioni. “Intorno a questo dolce si intrecciano storie, culture e opportunità- ricorda Redi-. La TWC è ormai un appuntamento imperdibile, e la decima edizione del 2026 sarà ricca di sorprese”, promette Redi.

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Cos’è il Tiramisù? E quanto ne consumiamo?

Un dessert che  è un’esplosione di gusto, un paradiso dei sensi,  un party dell’anima e del palato, ma è anche metafora del focolare e del calore della famiglia.

Già nel 2024, secondo i dati di Just Eat, gli ordini del dolciume realizzato con i savoiardi, i tuorli d’uovo, il mascarpone, lo zucchero e il caffè pesavano 18 mila chili, con  la tipologia classica in cima alla classifica.

Le varianti

Gli italiani  si lasciano tentare anche dalle varianti più ghiotte, come il tiramisù al pistacchio, alla fragola, alla crema spalmabile alle nocciole e quello con i biscotti al cacao, confermando il desiderio di declinarlo in mille modi.

Il momento preferito per gustarlo risulta essere la sera, soprattutto nei mesi invernali, con un picco di oltre 5 mila chili ordinati solo tra gennaio e marzo  del 2024.

Tiramisù World Cup 2025 e Le Beccherie

La festa del Tiramisù, iniziata con il taglio del nastro il 10 ottobre e conclusasi ieri con la proclamazione delle nuove campionesse, è destinata a crescere ancora e a diventare un meeting itinerante in tutte le Regioni Italiane e all’estero.  Il dolce al cucchiaio più famoso al mondo, inventato da Roberto Linguanotto è universale. Il padre della ricetta odierna, lavorava nel celebre ristorante le Beccherie  di Treviso nel 1970,  ne codificò la ricetta originale, sostituendo lo zabaione con il mascarpone. La sua ricetta, depositata presso un notaio, includeva i savoiardi, rigorosamente inzuppati nell’espresso, i tuorli d’uovo, lo zucchero e  il cacao in polvere. Un  patrimonio globale.

Suo figlio Massimo, fra i più prestigiosi giurati,  ricorda  lo sbattutin che gli preparava  suo padre, un energizzante per i bambini che ancora oggi, ci dà la scossa e ci porta alllegria, spensieratezza e voglia di vivere.

La Fondazione. La speranza di Marco. Tiramisù solidale

Giuseppe Salvador, vincitore della sesta edizione per la ricetta tradizionale, fu iscritto alla competizione dal suo amico Marco Zago, scomparso prematuramente per problemi cardiaci, nell’anno della sua proclamazione. Di qui è nata l’associazione “La speranza di Marco”, che raccoglie fondi per acquistare defibrillatori, strumenti salvavita e insegna a preparare i tiramisù agli anziani nelle case di riposo.

Hausbrandt, il caffè migliore del mondo, il viaggio di un chicco fra aroma e passione

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Lo sponsor oltre a fornire la moka per i tiramisù della gara e ad inebriare con la sua elevata qualità  gli ambienti e la competizione, ha organizzato una conferenza stampa alla Camera di Commercio con Ugo Ottolenghi, formatore doc. La storia del chicco di caffè che supera molte prove prima di trasformarsi, illumina sulle origini della bevanda nera, su come orientarsi nella scelta del prodotto e  preparare una miscela perfetta.

L’invito è a soffermarsi sulla tazzina che beviamo a colazione, senza darla per scontata. Ottolenghi  ha stregato con immagini e parole una platea molto curiosa e ha ottenuto consensi dal pubblico,  dai distributori, dai baristi e dalla stampa, coordinata in modo impeccabile da Matteo Negro. ‘’Ancora c’è poca preparazione – ci confida. Nel  bar devono comprendere meglio a cosa prestare attenzione per servire un espresso che sia degno di nota. Non bisogna accontentarsi’’.

Altri Premi. Altre Innovazioni

Il premio de La Cucina Italiana è stato assegnato a Paolo Silvegni di Rimini, che ha presentato una ricetta innovativa con fave di Tonka e cannella.

Altra tappa irrinunciabile e anima del Meeting è stata la Loggia dei Cavalieri, il pubblico ha avuto l’opportunità di prenotare e gustare in questo luogo magico e pregno di storia i tiramisù delle edizioni passate con Stefano Serafini, campione del 2022 e Patricia Guerra, campionessa 2024 in prima linea. Le lunghe file di golosi hanno congestionato il cuore di Treviso, dove sono state distribuite circa quindicimila porzioni, tra cui varianti come lo “spritizamisù”, il tiramisù al caramello salato e quello con croccante di arachidi, marmellata di arance e liquirizia. Da non perdere.

Mario Conte, sindaco di Treviso

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Cucina

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