Nella mattinata di ieri, tra i giochi d’acqua e i riflessi secolari di Villa d’Este, a Tivoli la Grotta di Diana è tornata accessibile al pubblico dopo cinquant’anni. L’ evento rappresenta una restituzione collettiva di bellezza, di storia, di memoria artistica.
Grotta di Diana, il restauro e la riapertura
La cerimonia, sentita e partecipata, ha visto la presenza del Sindaco Marco Innocenzi, degli Assessori, dei Consiglieri e dei funzionari incaricati, accanto a chi ha reso possibile questo piccolo miracolo: Andrea Bruciati, Direttore dell’Istituto Villae, e la Maison Fendi, partner privato che ha sostenuto concretamente il restauro.
La Grotta di Diana è uno dei luoghi più evocativi del complesso rinascimentale di Villa d’Este, che dal 2001 è patrimonio dell’umanità UNESCO. Un piccolo scrigno, incastonato tra le fontane e i giardini pensili, dedicato alla dea della caccia e della natura selvaggia, spesso dimenticato nelle narrazioni più turistiche ma amatissimo da storici dell’arte e studiosi di iconografia classica. Chi entra oggi nella grotta non trova solo affreschi restaurati e dettagli decorativi riportati alla luce. Trova anche un’atmosfera, una stratificazione di immaginari che mescola sacro e profano, mito e natura, simbolismo pagano e gusto manierista. Il progetto di restauro, seguito con rigore filologico dall’Istituto Villae, ha richiesto una lunga fase preparatoria. Si è trattato non solo di recuperare elementi danneggiati o compromessi dall’umidità e dall’inaccessibilità, ma anche di rileggere l’impianto originario senza snaturarne l’identità.
L’intervento ha coinvolto restauratori specializzati in superfici decorate, architetti e tecnici dell’illuminotecnica, con l’obiettivo di restituire al visitatore una percezione autentica, non musealizzata. Le pitture parietali, che richiamano i motivi della natura e della mitologia classica, sono state trattate con materiali compatibili e metodi non invasivi, mentre la pavimentazione è stata consolidata nel rispetto delle geometrie originali. Il ruolo di Fendi, che negli ultimi anni ha rafforzato il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio artistico italiano, è stato determinante. Il sostegno economico della Maison ha permesso di accelerare l’intervento e garantire standard qualitativi elevati.
La Grotta di Diana, con la sua sobrietà suggestiva e la sua aura misteriosa, torna oggi un luogo da (ri)scoprire. Non solo per i turisti, ma anche per i cittadini di Tivoli, che la vedono tornare parte viva del paesaggio urbano e affettivo.