Nel cuore pulsante del centro storico di Roma, quello dove i sampietrini incontrano lo stupore dei turisti e la città eterna rivive ogni giorno tra selfie e guide turistiche, si nasconde anche l’ombra di una microcriminalità che da tempo sfrutta la buona fede e la disattenzione dei passanti. È qui che, nel corso del fine settimana, i Carabinieri della Compagnia di Roma Centro e della Compagnia di Roma Parioli hanno effettuato un’operazione di controllo mirata, che ha portato alla denuncia di dieci persone, gravemente indiziate di truffa aggravata ed esercizio di giochi d’azzardo.
Il meccanismo della truffa: il ritorno del gioco delle tre campanelle
L’inganno è vecchio quanto la strada che lo ospita, ma funziona ancora. Il cosiddetto “gioco delle tre campanelle” – in realtà un raggiro mascherato da intrattenimento di strada – continua ad affascinare ignari visitatori, spesso attirati da finti scommettitori che, con apparente disinvoltura, mostrano come sia facile vincere. In realtà si tratta di una vera e propria messinscena, un copione recitato da gruppi organizzati con ruoli precisi: un finto croupier, alcune comparse che vincono per finta e le cosiddette “vedette”, incaricate di avvistare eventuali controlli.
La truffa non si improvvisa: richiede coordinamento, tempismo e soprattutto una certa esperienza nell’ingannare. I Carabinieri, tuttavia, conoscono bene questo schema. Gli uomini dell’Arma, seguendo le direttive del Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, e le indicazioni emerse nel Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, hanno intensificato i controlli nelle aree a maggior concentrazione turistica: via del Corso, Fontana di Trevi, Fori Imperiali e Pincio.

L’operazione sul campo: sequestri e denunce
Il blitz è stato rapido ed efficace. Nove persone – tutte straniere – sono state denunciate alla Procura della Repubblica. Tra loro, tre cittadini macedoni sorpresi in via delle Muratte, e sei cittadini romeni, tra cui due donne, intercettati in via dei Fori Imperiali e sulla Salita del Pincio. Alcuni complici sono riusciti a fuggire, ma gli oggetti usati per la truffa – campanelle, palline di spugna e tappetini – sono stati sequestrati insieme a circa 600 euro in contanti, ritenuti provento illecito dell’attività.
Per tutti è scattato un ordine di allontanamento di 48 ore dal centro storico e una sanzione amministrativa di 100 euro. È un provvedimento contenitivo, certo, ma che testimonia la costante attenzione delle forze dell’ordine verso un fenomeno che non è affatto marginale: le truffe ai turisti danneggiano l’immagine della città e alimentano un circuito sommerso, difficile da debellare senza un controllo serrato e continuo.
Una battaglia che si gioca anche sull’immagine della Capitale
Il contrasto alla microcriminalità non è solo una questione di sicurezza, ma di dignità urbana. Roma, che ogni anno accoglie milioni di visitatori da tutto il mondo, non può permettersi di essere teatro di spettacoli truccati in cui la buona fede diventa preda della furbizia organizzata. Il lavoro dei Carabinieri è solo un tassello, ma fondamentale, di un mosaico più ampio che riguarda la tutela dell’identità culturale e turistica della città. E in questa partita, la legalità deve continuare a giocare a carte scoperte.