Valmontone, quando Papa Benedetto XVI pranzava all’Antica Cantina

Roberto Proscio ha conosciuto da vicino Papa Benedetto XVI, allora cardinale, e ha cucinato per lui

Ristorante l'Antica Cantina a Valmontone

Ristorante l'Antica Cantina a Valmontone

Procedono in modo silenzioso e composto le migliaia di fedeli a entrare in San Pietro per rendere l’ultimo saluto alla salma di Benedetto XVI, prima della celebrazione dei funerali.

Dopo l’aggravamento delle condizioni di salute il Papa emerito Benedetto XVI è morto all’età di 95 anni. Joseph Ratzinger, 265° Pontefice della Chiesa cattolica e primo Papa emerito della storia, è deceduto alle 9:34 del mattino del 31 dicembre 2022 nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano.

Ad oggi, 3 gennaio, sarebbero circa 100.000 il numero delle persone giunte nella Basilica di San Pietro per omaggiare il Papa emerito Joseph Ratzinger, una cifra record. Sarà possibile rendere l’estremo saluto fino alle 19 di oggi e domani mercoledì dalle alle 19. Giovedì è in programma il funerale in piazza San Pietro, a celebrarlo sarà Papa Francesco.

La morte di Benedetto XVI ha scosso il mondo proprio nell’ultimo giorno del 2022.

Abbiamo intervistato Roberto Proscio, storico proprietario del Ristorante Antica Cantina della famiglia Proscio, nella cittadina laziale di Valmontone, in provincia di Roma. E’ dal 1999 che prima Roberto e Anna e poi con l’aiuto dei figli Alessandra e Fabrizio, gestiscono con amore e passione l’Antica Cantina. In questa splendida location per diversi anni Papa Benedetto XVI, all’epoca cardinale, veniva ad assaporare le pietanze preparate dalla loro cucina.

Signor Proscio, lei ha conosciuto da vicino Papa Benedetto XVI, e ha cucinato per lui, è una grande emozione.

Posso avere l’onore di dire che sono stato suo amico, perché lo conoscevo già quando gestivo una precedente attività di ristorazione. Pur essendo un teologo di altissimo profilo e un uomo di immensa cultura era una persona gentile, seppur riservato non si è mai posto in modo austero. Restavo per ore ad ascoltare incantato i suoi racconti, le sue esperienze di vita e le sue riflessioni su temi filosofici e spirituali. Questo quando era cardinale, quando poi è stato eletto pontefice gli impegni della Santa Sede non gli hanno consentito più di recarsi da noi.

Cosa amava mangiare l’allora cardinale Ratzinger tra le vostre portate?

La sera prendeva un antipasto misto tipico, un brodo caldo e spesso beveva la Fanta perché era astemio. Gli preparai una pasta di nostra creazione al tartufo e la apprezzò moltissimo. Dopo mangiato parlavamo comodamente e lo ascoltavo con ammirazione.

Era goloso dei dolci, un paio di anni fa gli spedii uno strudel e le crostatine fatte in casa da noi che adorava, ricambiò con un libro e una lettera colma di gratitudine. Lui era devoto della Madonna di Genazzano e una volta venne per pregarla portando qui al ristorante quaranta persone; in quell’occasione fece un discorso di ringraziamento, mi sono commosso e se ci penso per me è ancora una fortissima emozione.

Il ricordo che conserva con maggiore affetto?

Forse quando aiutò mia figlia a fare una versione di latino per la scuola, la mia famiglia non lo dimenticherà mai.