Villa Pamphilj: la ricerca del trolley scomparso nel Tevere per arrivare alla verità

Vista l'ultima volta tra le mani di Kaufmann il 4 giugno in centro città, la valigia potrebbe contenere effetti personali appartenuti ad Anastasia
Di Alessandra Monti
Villa Pamphilj, Chi l'ha visto

Sotto il sole cocente di giugno, Villa Pamphili si è trasformata nel teatro di una vicenda oscura. Le ricerche si sono spostate dall’erba secca del parco al letto fangoso del Tevere. Un trolley scomparso potrebbe essere la chiave per comprendere gli eventi che hanno portato alla tragica morte di Anastasia Trofimova e della piccola Andromeda. Attualmente, il focus delle indagini riguarda Francis Kaufmann, per il quale si attende la decisione sull’estradizione dalla Grecia.

Il nodo dell’occultamento dei corpi

Dopo l’identificazione dei corpi trovati tra i cespugli di Villa Pamphili e le prime mosse investigative che hanno scoperto l’appartamento dove i tre hanno vissuto per un mese, gli investigatori sono ora intenti a un’altra impresa: cercare nelle profondità del Tevere. L’obiettivo è trovare prove decisive per collegare i decessi della bambina e della madre con Kaufmann. Si sa che Andromeda è stata soffocata nella notte del 6 giugno, ma resta misteriosa la causa della morte di Anastasia.

L’enigma della valigia scomparsa

I dettagli decisivi potrebbero essere nascosti in una semplice valigia. Vista l’ultima volta tra le mani di Kaufmann il 4 giugno in centro città, potrebbe contenere effetti personali appartenuti ad Anastasia. Quel giorno la bambina era ancora viva mentre la madre risultava già assente: “È partita per gli USA”, aveva detto Kaufmann a chi lo aveva interrogato. Ora si pensa che la finestra temporale dell’omicidio sia avvenuta tra il 3 e il 4 giugno.

Piani oscuri lungo le banchine

L’intero piano forse prevedeva lo spogliamento dei corpi dalle prove compromettenti. I procuratori Giuseppe Cascini e Antonio Verdi, concentrano le ricerche anche sulle banchine vicino al ponte Garibaldi. Una zona frequentata da Kaufmann prima della sua fuga verso Skiathos. In un ambiente popolato da senzatetto, avrebbe trovato un modo discreto per mescolarsi e preparare la sua fuga finale.

Mentre si attende l’esame istologico che potrebbe svelare cause più dettagliate della morte di Anastasia Trofimova, questo caso intreccia fili complicati: documenti mancanti, telefoni sequestrati e una donna apparentemente sotto costrizione fino alla sua probabile morte violenta.

 
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