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West Nile, c’è la terza vittima nel Lazio: ecco l’appello al controllo delle zanzare

"Non abbiamo ancora vaccini o cure definitive per il virus, ma possiamo e dobbiamo intervenire sulla fonte del problema"
Di Alessandra Monti
Zanzare, virus, pexels, ravikant
Zanzare, virus, pexels, ravikant

In un’estate che sembra non dare tregua sul fronte sanitario, la notizia di un nuovo decesso legato al virus West Nile aggiunge preoccupazioni. Un uomo di 86 anni è morto presso l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, confermandosi come la terza vittima nel Lazio a causa di questo virus. La situazione in questa regione è particolarmente delicata, con ben 44 casi accertati fino ad oggi.

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Il contesto nazionale e le raccomandazioni degli esperti

Sul piano nazionale, il bilancio dei decessi ammonta ora a sei. Tra le vittime più recenti si ricordano Filomena Di Giovangiulio, deceduta il 20 luglio a Fondi; Mario Tatangelo da Isola del Liri e un uomo di 80 anni a Maddaloni. Tutte persone affette da condizioni preesistenti che hanno reso il loro quadro clinico più vulnerabile all’infezione.

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Misure sanitarie e lotta alle zanzare

Le autorità sanitarie ribadiscono l’importanza della lotta alle zanzare come principale misura preventiva contro il virus. È essenziale evitare i ristagni d’acqua e utilizzare repellenti per ridurre il rischio di punture. Maria Rosaria Campitiello, del Ministero della Salute, sottolinea l’importanza delle disinfestazioni e ricorda ai cittadini la disponibilità del numero verde 1500 per informazioni aggiornate.

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Appelli alla coscienza pubblica

Anche il virologo Roberto Burioni si esprime sulla questione: pur non trattandosi di un’emergenza sanitaria globale, ribadisce la necessità di prendere sul serio le misure contro le zanzare per evitare ulteriori contagi. “Non abbiamo ancora vaccini o cure definitive per il virus”, precisa Burioni, “ma possiamo e dobbiamo intervenire sulla fonte del problema”.

Mentre i numeri attuali non raggiungono quelli dello scorso anno, la vigilanza resta alta. Le restrizioni sulle donazioni di sangue in 31 province italiane evidenziano ulteriormente la serietà della situazione. Insieme alle misure preventive individuali e collettive, resta fondamentale l’informazione accurata e costante.

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Cronaca

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