L’ultima settimana di agosto porta con sé una notizia che scuote la già fragile serenità estiva nel Lazio: il virus West Nile si conferma un pericolo concreto, radicato, e purtroppo capace di colpire con durezza.
Un uomo 84enne di Latina, affetto da leucemia linfatica, è deceduto il 10 agosto all’ospedale Santa Maria Goretti: i test post‑mortem hanno confermato la positività al West Nile. A seguire, una donna di 87 anni di Cassino, con gravi patologie pregresse, è arrivata in pronto soccorso il 17 agosto ed è morta nella serata di ieri. Con le loro tragiche storie, si arriva a dodici vittime nella Regione Lazio da inizio anno.
Il quadro odierno, West Nile: numeri, distribuzione e tendenza
Nell’ultimo bollettino dello Spallanzani si registrano 8 nuovi casi confermati: due con sindrome neurologica, cinque febbrili, più un donatore asintomatico individuato attraverso lo screening delle donazioni di sangue a dimostrazione dell’efficacia del sistema trasfusionale regionale.
I territori coinvolti includono Cassino, Latina, Gaeta e Norma. Ecco la situazione aggiornata nel 2025:
- 182 casi totali finora, con:
- 41 pazienti ancora ricoverati nei reparti ordinari,
- 34 dimesse,
- 91 in buone condizioni presso il proprio domicilio,
- 4 in terapia intensiva,
- 12 decessi.
La distribuzione dei casi per Asl:
- Asl Latina: 160
- Asl Roma 6: 11
- Asl Frosinone: 6
- Asl Roma 3: 1
- Fuori regione: 2 a Caserta, 1 a Isernia, e 1 in definizione.
Un’altra fonte segnala dati leggermente diversi ma coerenti: 174 casi totali, con 10 decessi; 155 casi nella Asl di Latina, 10 nella Roma 6, 5 in Frosinone, 1 nella Roma 3 e 3 fuori regione (2 Caserta, 1 Isernia).
A livello nazionale, l’ECDC conferma che l’Italia concentra oltre l’80 % dei casi europei (circa 274 su 335), e prevede un aumento nell’imminente picco stagionale tra fine agosto e settembre.
Cos’è il West Nile e come si manifesta
Il West Nile Virus è un’infezione trasmessa principalmente da zanzare del genere Culex, che si infettano pungendo uccelli selvatici, per poi trasmetterlo all’uomo o ad animali come i cavalli.
In linea generale:
- L’80 % dei casi è asintomatico.
- Circa il 20 % può manifestare sintomi, come febbre, cefalea, nausea, vomito, eruzione cutanea, gonfiore linfonodale.
- Meno dell’1 % evolve in forme neuroinvasive: meningite asettica, encefalite, paralisi, alterazione dello stato mentale — soprattutto in anziani o immunodepressi.
Attualmente non esistono vaccini umani approvati contro il West Nile, per quanto alcuni candidati siano in fase di sperimentazione. Il trattamento è di supporto e orientato a ridurre le complicanze neurologiche in caso di grave compromissione.
Come difendersi: consigli pratici
Le misure condivise da ISS, Ministero della Salute e Regione Lazio sono chiare:
- Disinfestazioni mirate nei comuni a rischio, in collaborazione con i sindaci.
- Campagne informative rivolte ai cittadini.
- Allerta di medici e veterinari per favorire diagnosi precoci.
Le raccomandazioni principali per la prevenzione individuale sono:
- Uso di repellenti cutanei e spray domestici.
- Abbigliamento protettivo, in tessuti chiari, maniche lunghe e pantaloni.
- Evitare esposizione non protetta al tramonto e all’alba, quando le zanzare sono più attive.
- Eliminare ristagni d’acqua (vasi, sottovasi, pozzanghere), ambienti dove le zanzare depongono le uova.
Infine, consultare il medico se sopraggiungono febbre sopra 38,5 °C, cefalea intensa, dolori muscolari, confusione, o eruzione cutanea — specialmente nelle persone più fragili.