Roma, sequestrata e violentata da 5 clandestini per tre giorni nel palazzo occupato a Tor Cervara

Di Lina Gelsi
Volante della Polizia di Stato in azione di notte
Volante della Polizia di Stato in azione di notte

Una donna colombiana di 30 anni è stata soccorsa il 22 maggio a Roma dopo essere riuscita a fuggire da un palazzo occupato in via Cesare Tallone, a Tor Cervara. Ha raccontato di essere stata sequestrata e violentata per tre giorni. Le verifiche mediche hanno confermato le violenze subite e la polizia ha arrestato cinque uomini accusati di violenza sessuale di gruppo.

Tor Cervara, il palazzo occupato e la fuga della vittima

La vicenda è cominciata la sera del 19 maggio, quando la donna si è trovata a cena con un conoscente. Durante l’incontro avrebbe manifestato l’intenzione di procurarsi una dose di hashish. L’uomo l’avrebbe quindi convinta a seguirlo a piedi per circa mezz’ora. Da quel momento, la situazione sarebbe precipitata: la trentenne ha riferito di essere stata caricata su un furgone con altre persone e portata nel palazzo di via Cesare Tallone, edificio già noto per occupazioni, sgomberi e gravi episodi di violenza.

Per tre giorni la donna sarebbe rimasta segregata nello stabile. Gli abusi, stando al racconto raccolto dopo la fuga e agli accertamenti sanitari, sarebbero avvenuti in un contesto di forte vulnerabilità fisica e psicologica, anche per l’uso di sostanze stupefacenti. Proprio per questo ai cinque arrestati viene contestata anche l’aggravante della minorata difesa della vittima, ritenuta incapace di reagire pienamente a quanto stava subendo.

La fuga è avvenuta il 22 maggio. La donna è riuscita a uscire dall’edificio e a chiedere aiuto in strada a un automobilista. Quel passaggio ha permesso di attivare i soccorsi e di ricostruire rapidamente le prime fasi della vicenda. Il trasporto in ospedale ha confermato la gravità del quadro. La denuncia della vittima ha poi dato alla polizia elementi ritenuti decisivi per individuare il luogo e intervenire.

Cinque arresti e undici persone portate al Cpr

L’operazione è stata condotta dal commissariato Prenestino con il supporto di altri reparti della polizia. Gli agenti hanno circondato il palazzo occupato e sono entrati nello stabile, dove hanno individuato i cinque uomini accusati della violenza sessuale di gruppo. L’intervento ha portato anche al controllo di altre persone presenti nell’edificio.

Undici soggetti risultati irregolari sul territorio nazionale sono stati accompagnati al Cpr per le procedure di rimpatrio. Il dato rende ancora più pesante il quadro di via Cesare Tallone, dove la questione della sicurezza pubblica si intreccia con il tema degli immobili occupati, della presenza di persone senza titolo regolare e della difficoltà di presidiare aree urbane segnate da degrado e illegalità.

Il caso riapre una domanda concreta sulla gestione degli stabili abbandonati o occupati nella Capitale. Quando un edificio diventa rifugio stabile per gruppi fuori da ogni controllo, il rischio non riguarda solo l’ordine pubblico. Può trasformarsi in un pericolo diretto per le persone più esposte, per chi vive o passa in quelle zone, per le donne che si trovano isolate e prive di protezione.

La violenza sessuale di gruppo e il nodo della sicurezza urbana

La violenza denunciata dalla trentenne non può essere letta solo come un fatto di cronaca nera. La durata del sequestro, il luogo in cui sarebbe avvenuto, la presenza di più persone coinvolte e l’aggravante contestata delineano un episodio di estrema gravità. Il quadro investigativo resta nelle mani dell’autorità giudiziaria, ma gli arresti immediati indicano la solidità degli elementi raccolti nelle prime ore.

La prudenza resta necessaria, perché ogni responsabilità penale dovrà essere accertata nelle sedi competenti. Allo stesso tempo, la vicenda impone attenzione massima sul destino della vittima. Una donna che riesce a fuggire dopo tre giorni di segregazione ha bisogno non solo di cure mediche, ma anche di protezione, ascolto qualificato e accompagnamento in un percorso lungo, spesso doloroso, che non finisce con l’arresto degli accusati.

A Tor Cervara resta il peso di un luogo diventato simbolo di una fragilità urbana ormai evidente. Via Cesare Tallone torna al centro delle cronache per una storia che colpisce per la sua brutalità e per il senso di abbandono che la circonda. La risposta repressiva è arrivata in tempi rapidi. Ora resta il tema più ampio: evitare che spazi già segnalati per degrado e violenza continuino a produrre paura, illegalità e nuove vittime.

 
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Cronaca

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