Roma. Cavalli impazziti prima della parata del 2 giugno, 4 feriti: chi ha acceso i fuochi vicino alle prove?

Decine di cavalli al galoppo sono fuggiti dall’area delle Terme di Caracalla poco prima delle prove per la parata del 2 giugno, arrivando su arterie molto percorse della Capitale
Di Lina Gelsi
Roma, cavalli in fuga, via Cristoforo Colombo
Roma, cavalli in fuga, via Cristoforo Colombo

Roma si è trovata davanti a una scena inattesa nella notte di venerdì: decine di cavalli al galoppo sono fuggiti dall’area delle Terme di Caracalla poco prima delle prove per la parata del 2 giugno, arrivando su arterie molto percorse della Capitale. Il bilancio parla di quattro feriti, tre militari dell’Esercito e una poliziotta, nessuno in pericolo di vita.

Cavalli in fuga a Roma prima della parata: cosa è accaduto nella notte

L’incidente è avvenuto a ridosso delle prove notturne della parata della Festa della Repubblica, appuntamento che quest’anno assume un valore particolare per gli 80 anni dalla nascita della Repubblica italiana. Gli animali erano radunati nell’area delle Terme di Caracalla, uno dei punti interessati dalle operazioni preparatorie, quando una serie di fuochi d’artificio esplosi nelle vicinanze avrebbe provocato il panico nel gruppo.

In pochi istanti la situazione è uscita dal perimetro previsto per le prove. Alcuni cavalli si sono lanciati al galoppo lungo la strada, percorrendo diversi chilometri e raggiungendo zone attraversate anche dal traffico serale. Le immagini viste da molti romani hanno restituito una scena surreale: animali in corsa, personale impegnato a contenerli, pattuglie chiamate a mettere in sicurezza i passaggi più esposti e automobilisti costretti a rallentare o fermarsi.

La fuga ha interessato l’area delle Terme di Caracalla e si è poi estesa verso assi viari importanti, con particolare attenzione alla Cristoforo Colombo. In una città già complessa da gestire nelle ore serali, la presenza di cavalli spaventati su strade ad alta percorrenza ha aumentato il rischio per chi si trovava alla guida, per i pedoni e per il personale impegnato nelle prove.

Quattro feriti dopo la corsa dei cavalli: le condizioni e i soccorsi

Il bilancio, aggiornato nella giornata di sabato, è di quattro persone ferite: tre militari dell’Esercito e una poliziotta. Le conseguenze dell’incidente hanno richiesto l’intervento dei soccorsi, ma le condizioni dei feriti non destano allarme per la vita.

La dinamica resta al centro degli accertamenti, anche perché la fuga degli animali è avvenuta in un contesto sottoposto a preparazione operativa per un evento nazionale. La parata del 2 giugno richiama ogni anno reparti, mezzi, personale delle Forze Armate, autorità e pubblico. Le prove notturne servono a coordinare tempi, percorsi e movimenti, con procedure che devono garantire ordine e sicurezza prima della giornata ufficiale.

Proprio per questo l’episodio ha aperto una verifica puntuale su ciò che è accaduto nei minuti precedenti alla fuga. L’elemento centrale riguarda l’esplosione dei fuochi d’artificio. Il rumore improvviso, a poca distanza dai cavalli, avrebbe spaventato gli animali fino a renderne impossibile il controllo immediato. In presenza di cavalli addestrati, il fattore sonoro resta comunque decisivo: un’esplosione ravvicinata può innescare una reazione istintiva, specie quando più animali si trovano nello stesso punto.

Indagini sui fuochi d’artificio: verifiche su un agente di 51 anni

Carabinieri e Polizia Locale hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’intera sequenza dei fatti. Una delle ipotesi al vaglio riguarda il possibile coinvolgimento di un agente della Polizia Locale di 51 anni, che potrebbe aver acceso i fuochi d’artificio nelle vicinanze dell’area dove si trovavano i cavalli. La verifica è in corso e dovrà chiarire ruoli, tempi, responsabilità e distanza reale dal punto in cui erano radunati gli animali.

Gli investigatori acquisiranno le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. I filmati potranno aiutare a stabilire l’orario dell’esplosione, la posizione dei cavalli, il momento esatto della fuga e i passaggi successivi lungo le strade percorse dagli animali. Saranno utili anche per capire quante persone si trovassero nell’area e quali misure siano state adottate per bloccare o deviare il traffico.

L’attenzione si concentra inoltre sulla gestione dell’area nei minuti immediatamente precedenti alle prove. La presenza di animali impegnati in un evento istituzionale impone una cornice di sicurezza molto rigida, proprio perché il rischio non riguarda solo chi conduce i cavalli, ma anche chi si trova vicino al percorso. Il rumore, le luci improvvise, la presenza di veicoli e la conformazione delle strade possono trasformare un imprevisto in un pericolo diffuso.

Festa della Repubblica e sicurezza: perché l’episodio pesa sulla vigilia del 2 giugno

La parata del 2 giugno è uno degli appuntamenti simbolici più importanti per Roma e per il Paese. Quest’anno la ricorrenza degli 80 anni della Repubblica aumenta l’attenzione sull’organizzazione, sulla partecipazione delle istituzioni e sulla gestione dei dispositivi di sicurezza. L’incidente avvenuto nella notte porta al centro una questione concreta: ogni fase preparatoria deve essere protetta non solo sul piano cerimoniale, ma anche su quello pratico.

I cavalli sono parte di reparti che richiedono addestramento, controllo e condizioni ambientali compatibili. La loro presenza in città, durante prove notturne e movimenti organizzati, necessita di una vigilanza costante attorno alle aree di raccolta. Una detonazione non prevista, anche se breve, può produrre effetti immediati e difficili da contenere.

Nelle prossime ore il lavoro degli investigatori punterà a chiudere il cerchio su responsabilità e dinamica. Le telecamere, le testimonianze e le verifiche interne saranno decisive per stabilire cosa sia accaduto vicino alle Terme di Caracalla. Intanto resta il dato più immediato: quattro feriti, cavalli recuperati dopo la fuga e una città che, per alcuni minuti, ha visto trasformarsi una prova istituzionale in una corsa incontrollata nel cuore di Roma.

 
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Cronaca

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