07 Agosto 2020

Pubblicato il

Animambiente

di Redazione

E stasera...bistecca di squalo

Ormai gli squali si trovano dappertutto.. tranne dove dovrebbero essere, in mare. Avevo sottomano la ricetta.. Me l'ero segnata ben bene.. Lo sapevo, l'ho persa! Pazienza, cambieremo menu', per stasera. Ma quella “Verdesca al Cartoccio” mi ispirava da morire!

Verdesca al cartoccio? E che roba è? Non molti sanno che stiamo parlando di un “pesce dalle carni saporite e senza spine..”come recita la descrizione che ne fa una delle ditte italiane che la propongono, surgelata o fresca. La maggior parte dei grossisti, reperibili facilmente anche in Rete, hanno, da sempre, difficoltà a scrivere quello che è veramente, a scrivere la parola squalo!

Sì, perchè la Verdesca è uno squalo vero, uno squalo azzurro o blue shark (prionace glauca, il nome scientifico) e può arrivare a sfiorare i quattro metri di lunghezza (se non lo fanno fuori prima). “Ma come..” mi dicono in molti, “ci mangiamo lo squalo?”. La risposta, purtroppo, non è difficile da trovare ed è affermativa. Oltretutto, la maggior parte delle volte, non sappiamo nemmeno che lo possiamo trovare regolarmente nelle scatolette di tonno in compagnia di delfini e chissà cos'altro.
Nel Mediterraneo, tanto per avere un'idea della situazione reale, il tonno, quello che si tirava su nelle tonnare ormai in disarmo, è calato del 75% negli ultimi vent'anni. Un dato che parla da sé.
La maggior parte del tonno che troviamo nei supermercati e nei discount ha provenienze colombiane e sud americane in genere. Accade poi che ci siano casi di acquisti extracomunitari con confezionamenti successivi in Italia.

Il fenomeno criminale del “finning” che è quella tecnica assurda che prevede il taglio delle pinne degli squali con l'animale ancora vivo, sta portando la specie all'estinzione. Lo squalo bianco e la Verdesca, così come il Mako ed il Martello, tra pochi anni non esisteranno probabilmente più. Il tutto nell'indifferenza generale di molte istituzioni che dovrebbero proteggere questi predatori che regolano la vita e gli equlibri nei mari e negli oceani. Si dimenticano che un oceano senza predatori muore e l'oceano in salute è la maggior fonte di ossigeno del pianeta, tra le altre cose.

Comunque, dove non arriva il “finning” arriva la tavola e lo chef che, se la zuppa di pinne di squalo la mangiano in Oriente (ma non solo!) ti cucina una bella “bistecca di Smeriglio” alla brace!
Ci risiamo!! Smeriglio? E che bestia è? Nuota? Vola? Galoppa??
Nuotava, e veloce anche! Pare sia il pesce, o meglio, lo squalo più veloce dei mari! Mica uno qualunque.. Stavolta, il grossista ha correttamente indicato almeno il nome scientifico di ciò che vende, Isurus oxyrhincus, in arte Mako, aggiungiamo noi. Lo squalo Mako! Uno dei protagonisti di quei filmetti di serie C, così cari a Tarantino, in padella?? “Anche meglio alla brace”aggiungerebbe lo chef. Ma come..il Mako, cugino del grande squalo bianco, venduto a trance, filoni o decapitato (le pinne sparite!) eviscerato..
Ok, diranno in molti, e le orate, allora?

Al di là della passione o meno che si possa nutrire per questi predatori vanno dette un paio di cose che in tanti, anche tra coloro che dovrebbero controllare la pesca, disconoscono. La maggior parte dei pesci depone milioni di uova e raggiunge la maturità sessuale in pochissimo tempo. Lo squalo ha bisogno di anni, nella maggior parte dei casi, per essere maturo sessualmente e ha pochissimi piccoli nell'arco di anni ed anni. Quasi tutti i pesci commestibili si possono allevare per la riproduzione, lo squalo no. La dimostrazione della gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti perché oggi è molto più facile “incontrare” uno squalo al supermercato e al ristorante piuttosto che dove dovrebbe invece essere, in mare.
 

 

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