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15 Aprile 2021

Pubblicato il

Artena, intervista a Fabrizio Di Re

di Manuel Mancini

“Niente sarà impossibile, fino a quando la voglia di osare... sarà più forte della paura di cadere...”

Fabrizio Di Re artigiano pasticciere di 49 anni sta partecipando alla “guerra” elettorale del Comune di Artena. Il commerciante è un “alleato” di Armando Conti nella lista Impegno Civico. Lo abbiamo incontrato per fargli qualche domanda alle quali a risposto con molto cortesia:

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D: Cosa la spinge alla candidatura?

R: Avendo vissuto le precedenti amministrazioni in senso negativo, ho deciso di dare un mio contributo per il rilancio del mio paese. Sono convinto che facendo un buon lavoro di trasparenza, serietà e rispetto per i cittadini si può riportare Artena al livello che merita ovvero essere un paese turistico e produttivo.

D: Come vede la trasformazione della città di Artena?

R: Artena deve essere un paese alternativo a quelli limitrofi dal punto di vista turistico, agricolo e imprenditoriale. Artena ha un'identità propria e piena di valori sia storici che culturali e per questo dobbiamo dare un'offerta diversa dalle altre; in passato non c'è stata nessuna trasformazione e per questo siamo rimasti indietro sotto alcuni aspetti.

D: Quali sono gli sprechi da tagliare della pubblica amministrazione?

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R: Innanzitutto si devono eliminare i costi delle passività. Poi la gestione dei servizi primari deve tornare al comune con costi ridotti e non essere affidata a ditte esterne, mensa scolastica, trasporto scolastico, manutenzione ordinaria della pubblica illuminazione e degli edifici scolastici ecc. Anche i costi di progettazione delle opere essendo molto alti vanno ridotti.

D: C'è un idea di sviluppo per l'uso delle terre pubbliche?

R: Sì. Puntiamo a mettere a servizio del cittadino le terre pubbliche offrendo ai cittadini la possibilità di investire mediante cooperative su attività agricole, ma devono rimanere pubbliche per dare la possibilità all'Amministrazione comunale di realizzare velocemente infrastrutture d'uso generale, strade, parchi pubblici, un nuovo vincolo cimiteriale di 10 ettari, un plesso scolastico che va dalla scuola dell'infanzia alle scuole superiori, ecc. E zone a sviluppo per lo sport a 360° di cui abbiamo in programma un'offerta molto ampia.

D: Artena deve cambiare o migliorare? Da cosa bisognerà partire?

R: Artena deve migliorare nella pubblica istruzione, nei servizi, nel rapporto tra comune e cittadini, nello sport e nelle attività commerciali e produttive. Bisognerà partire dalla scuola che è alla base di tutto.

D: Nel caso di vittoria quale sarà il ruolo che andrà a ricoprire?

R: Sicuramente sarà un ruolo che darà un contributo attivo allo sviluppo del commercio con l'obiettivo di creare una solidarietà tra i commercianti che sono colleghi di lavoro e non nemici o antagonisti; tutto questo favorirà un commercio più omogeneo e rispettoso per la crescita del paese.

D: Il suo sogno nel cassetto?

R: Sono abituato a non sognare perché i sogni non fanno parte del mio DNA. Sono abituato, invece, a lavorare duro al fine di raggiungere il traguardo prefissato e il mio percorso penso che dimostri tutto ciò.

 
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