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04 Dicembre 2021

Pubblicato il

Centri di riabilitazione per carnefici

di Redazione
Proposta per il Lazio di centri di riabilitazione per uomini violenti

“Il numero di donne assassinate nel mondo è purtroppo in costante aumento, il fenomeno del feminicidio rappresenta una piaga sociale che deve essere debellata. Come Regione Lazio, abbiamo il dovere d’intervenire subito portando esempi di legalità nelle scuole e nelle Università del nostro territorio. Se dal punto di vista dell’assistenza verso la vittima di violenza abbiamo compiuto qualche passo in avanti, quasi nulla è stato fatto riguardo al recupero degli uomini violenti. Mentre negli Stati Uniti e in altri paesi europei, a partire dagli anni '80, si sono sviluppati programmi di terapia per aiutare gli uomini a non replicare comportamenti violenti, da questo punto di vista in Italia siamo ancora molto indietro. La nostra idea, proprio per colmare questa mancanza, è quella di creare nel Lazio centri di riabilitazione per gli uomini che a causa di problemi psichici si trasformano in assassini o comunque si macchiano di crimini efferati”.

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Così afferma le sue intenzioni l’assessore alle Pari opportunità Concettina Ciminiello, durante il convegno organizzato dall’assessore alle Pari opportunità del VI municipio, Maria Madama.

“Il nostro compito è quello di garantire l’uguaglianza nelle opportunità, il riconoscimento dei diritti di tutti e promuovere interventi di prevenzione, emersione e contrasto del fenomeno della violenza di genere. A tale scopo – ha aggiunto Ciminiello – vogliamo istituire una rete regionale operativa per contrastare il feminicidio. È nostro dovere venire incontro alle tante donne che dopo avere ricevuto assistenza dalle strutture sanitarie vengono spesso lasciate sole e spinte di nuovo tra le braccia dei loro carnefici. Il problema è anche di carattere culturale: per prevenire il feminicidio è necessario diffondere la cultura del rispetto. Stiamo lavorando per portare all’interno delle scuole una giornata della non violenza, perché in questa operazione è necessario partire proprio dalle nuove generazioni.”

 

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