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23 Ottobre 2020

Pubblicato il

L'intervista

Colleferro zona rossa? Il sindaco Sanna: “Pronti a 10 volte questi contagi”

di Giulia Bertotto

La nostra intervista al sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna sui contagi, le strutture mediche attive e la possibilità che il comune diventi zona rossa

Colleferro zona rossa
Pierluigi Sanna, sindaco di Colleferro

Colleferro zona rossa? La nostra intervista al Sincaco di Colleferro Pierluigi Sanna, che ha appena visto riconfermato il suo mandato e a cui facciamo le nostre congratulazioni, su contagi, strutture mediche attive e possibilità di un lockdown del comune.

Sindaco Sanna, si vocifera di una sorta di zona rossa, del comune di Colleferro; è così?

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“No, assolutamente no. A Colleferro abbiamo attualmente 19 casi positivi e 30 quarantene, di cui 19 casi fanno parte di quattro nuclei familiari. Un gruppo familiare ha probabilmente contratto il virus in una veglia collettiva, un altro in vacanza e sembra che gli altri siano stati contagiati da familiari che lavorano presso strutture sanitarie romane. Purtroppo gli operatori sanitari lavorano ad altissimo rischio ma spesso restano asintomatici. La chiusura parziale o un lockdown di Colleferro non è assolutamente nell’aria. Siamo preparati e attrezzati a condizioni molto più pressanti di quella che abiamo ora. Almeno dieci volte tanto. Abbiamo protocolli, convenzioni con delle strutture mediche, protezione civile, sale per eventuali urgenze”.

Colleferro zona rossa? Le strutture sanitarie attive e in via di apertura

Per quanto riguarda le strutture sanitarie qual è la distribuzione dei pazienti tra quelli positivi al Covid-19 e quelli che invece necessitano di altri tipi di cure mediche?

“L’ospedale di Colleferro non ha reparti Covid quindi esegue il protocollo dovuto ma dei pazienti positivi al sars-coV-2 se ne occupa Palestrina. L’ospedale di Colleferro deve sobbarcarsi tutti i pazienti non Covid laddove quello di Palestrina fosse già al culmine della capienza con i malati Covid. Il nuovo reparto di Medicina d’urgenza che è stato aperta in questi giorni deve avere nuovi posti perché ci permette di attutire, togliere un peso al pronto soccorso.

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Devono essere aperti il prima possibile anche l’ambulatorio pediatrico e quello neurologico. Poi di prossima apertura c’è la terapia intensiva ulteriore e di Avio, di cui sono partiti i lavori. Questo ospedale è una macchina da guerra, se arriva tutto il personale di cui c’è bisogno. Ortopedia e oculistica hanno raggiunto livelli altissimi: l’ortopedico si occupa anche della nazionale di calcio under 18, Clarioni Alvise. In oculistica e otorino abbiamo altrettanti primari eccellenti: dottor Giubilei che esegue operazioni agli occhi, il dottor Ronchetti e il primario De Angelis”.

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