27 Febbraio 2021

Pubblicato il

Salute dello spirito

Come evitare che l’isolamento da Covid-19 ci faccia troppo male

di Manlio Milana

L'isolamento da Covid-19 porta anche qualche vantaggio se recuperiamo le nostre energie mentali indirizzandole verso attività ricreative

Isolamento Covid-19
Smart working, pc

Stiamo vivendo giorni difficili legati all’incertezza che la pandemia porta con sé. Difficoltà organizzative e lavorative, stati di ansia, paure, angosce. Già da tempo anche gli psicologi sono scesi in campo spiegando che queste sensazioni non vanno considerate sempre negative ma piuttosto vanno interpretate come elementi adattivi da ciascun individuo. “La paura è una risposta che ci permette di affrontare il pericolo immediato, l’ansia ci aiuta invece a prevenire situazioni future e ad attrezzarci in modo da avere sufficienti strumenti per affrontarle”.

L’isolamento ci porta anche qualche vantaggio

Ma la pandemia queste emozioni ad alcuni le ha rese eccessive. Altri, al contrario, non le hanno riconosciute e negandole non hanno fronteggiato la situazione in modo adeguato. Bisognerebbe restare lucidi e consapevoli evitando, ad esempio, la iperattivazione causata dall’eccessiva esposizione ai media. L’isolamento ci porta anche qualche vantaggio, soprattutto se recuperiamo le nostre energie mentali indirizzandole verso le attività ricreative, usandole come un freno al susseguirsi di pensieri negativi, che spesso ci tolgono energia e speranza. Ricordiamoci sempre che oltre al Coronavirus c’è tanto altro.

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Ricordiamo sempre che le nostre reazioni emotive sono recepite da chi vive insieme a noi. Soprattutto da parte dei bambini con i quali bisogna essere sempre sinceri e coerenti, spiegando loro la situazione. Magari usando strumenti a loro congeniali: storie, disegni, fiabe e quant’altro. Questi sono i consigli dei nostri amici psicologi e psicoterapeuti che rappresentano una barriera affinché questa pandemia lasci meno tracce possibili nelle nostre memorie e che in futuro non costituisca un riattivatore di ricordi traumatici.

Infine un ruolo importantissimo potrebbero svolgerlo le ASL, attraverso i Punti Unici di Accesso (P.U.A.) e i Consultori, per sostenere e indirizzare gli utenti verso gli opportuni sostegni psicologici e terapeutici. Ma questa è un’altra storia…

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